Mondo assicurativo 18 Aprile 2017

Rc professionale e Legge Gelli. «Chi deve aderire a polizza per colpa grave per dipendenti?»

Sono un chirurgo cardiovascolare ed esercito la mia attività esclusivamente presso una struttura accreditata con il SSN in forza di un contratto libero professionale. Vorrei sapere se alla luce della nuova legge, in particolare in base all’Art 7 della stessa, quest’anno posso e debbo aderire alla polizza Rc professionale per colpa grave dei dipendenti. In effetti, […]

di Ennio Profeta - Consulente SanitAssicura

Sono un chirurgo cardiovascolare ed esercito la mia attività esclusivamente presso una struttura accreditata con il SSN in forza di un contratto libero professionale. Vorrei sapere se alla luce della nuova legge, in particolare in base all’Art 7 della stessa, quest’anno posso e debbo aderire alla polizza Rc professionale per colpa grave dei dipendenti.

In effetti, al fine di darle una risposta compiuta, gli articoli della nuova legge Gelli da prendere in considerazione sono due: l’articolo 7 da lei citato ed anche l’articolo 10. L’articolo 10 comma 1 stabilisce i criteri di attribuzione della Responsabilità: la struttura sanitaria che si avvalga dell’opera di esercenti la professione sanitaria anche se scelti dal paziente ed ancorché non dipendenti dalla struttura stessa risponde delle loro condotte colpose e dolose. L’articolo 10 comma 1 stabilisce invece, in maniera coerente al precedente articolo 7, gli obblighi di assicurazione per le strutture: le strutture sanitarie devono essere provviste di idonea copertura assicurativa o di altre analoghe misure per la responsabilità civile verso i terzi ed i prestatori d’opera………..anche peri danni cagionati dal personale a qualunque titolo operante  presso le strutture. L’articolo 10 comma 2 stabilisce gli obblighi di assicurazione per i liberi professionisti che svolgano la loro attività all’esterno delle strutture ovvero che si avvalgano delle stesse nell’adempimento delle proprie obbligazioni contrattuali (in altre parole di quei professionisti che si scelgono e/o sono scelti dai pazienti): resta fermo per questi operatori sanitari l’obbligo di assicurazione previsto dal decreto legge del 13 agosto 2011 n. 138 e successive leggi. L’articolo 10 comma 3 infine regolamenta l’obbligo di assicurazione per tutti gli altri operatori presso la struttura sanitaria non in regime di libera professione (in altre parole di quegli operatori sanitari che esercitano l’attività in qualità di dipendenti e non prestando assistenza a pazienti che non hanno scelto e dai quali non sono stati scelti): ciascun esercente la professione sanitaria  che presta la propria opera a qualunque titolo presso una struttura sanitaria – pubblica o privata – provvede alla stipula, con oneri a suo carico di un’adeguata polizza di assicurazione per colpa grave. Richiamato utilmente il dettato della legge Gelli è indubbio che la sua posizione risulta regolamentata ai fini assicurativi dall’articolo 10 comma 3. Lei dovrà pertanto stipulare una polizza che la garantisca da azioni di rivalsa nel caso di sua colpa grave attivate dalla Struttura ove opera ovvero da azioni di surroga attivate dall’assicuratore della stessa che ha liquidato un danno. Ma la legge Gelli, nelle more della emanazione del decreto attuativo che ne deve normare alcuni aspetti essenziali, non ha ancora dispiegato la sua efficacia. Né per altro le compagnie di assicurazione, in attesa di tale decreto, hanno predisposto l’idoneo prodotto assicurativo per la colpa grave. Siamo quindi in una situazione transitoria, speriamo breve. Per altro sul mercato assicurativo esiste da tempo la copertura assicurativa per la colpa grave degli professionisti sanitari operanti presso le strutture del SSN. Ma, a nostro parere, questa copertura non è adeguata  alla sua posizione in quanto il  rapporto di servizio con il SSN riguarda la sua struttura privata e non lei direttamente.  Non rimane quindi che attendere un po’ di tempo. Spero di averle illustrato in maniera chiara la situazione.

 

 

Articoli correlati
Nella scelta di un trattamento terapeutico può configurarsi il caso di colpa grave?
Il medico, innanzi a un paziente che deve esser sottoposto a cure, ha libertà di scelta sulla terapia, fermo restando che il paziente deve essere informato e concordare sulla stessa. La scelta, inoltre, deve essere fatta sui metodi e sulle terapie approvate dal mondo scientifico. Qualora il medico scegliesse, in alternativa, un rimedio che non […]
Gestione rischio sanitario, Sham partner di Uni Torino per insegnare la sicurezza delle cure
Per la prima volta, la gestione del rischio sanitario diventa materia di insegnamento magistrale all’Università di Torino grazie alla partnership con Sham, società del gruppo europeo Relyens, da oltre 90 anni specializzata nella gestione della RC Sanitaria e nel risk management. Partiranno infatti il 19 febbraio le lezioni di “Governance e gestione del rischio clinico […]
Risk management, gli esperti riuniti in Sapienza: «Serve approccio uniforme sul territorio»
Il professor Fineschi: «Una valutazione dell'operato dei medici 'peer review' servirà al giudice per assumere la decisione più giusta e corretta rispetto al caso incriminato»
Rischio clinico, contenzioso e fine vita. Dal 12 al 14 febbraio se ne parla alla Sapienza di Roma
Ritorna il convegno annuale sui principali temi di interesse per il settore medico. Previsti ospiti eccellenti e tavoli di confronto. Il professor Fineschi: «Centrale nel nostro dibattito l’applicazione della Legge Gelli». La professoressa Frati: «Approfondiremo anche la sentenza della Corte Costituzionale che rende possibile anche in Italia il suicidio assistito»
Digitalizzazione e piano del rischio, la sanità lombarda supera l’esame Corte dei Conti. Cajazzo: «Efficienza sì, ma finalizzata alla sicurezza»
L'appello del direttore generale del Welfare di Regione Lombardia al Governo: «Fateci gestire la sanità secondo una logica di adeguatezza di risposte al bisogno»
di Federica Bosco
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

All’8 luglio, sono 11.838.384 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 544.414 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino del 8 luglio: nell’ambi...
Diritto

Pensioni, la Cassazione: «Necessaria richiesta per lavorare fino a 67 anni». Altrimenti due anni di attesa per il primo assegno

Il rischio per il lavoratore è di essere sollevato dall’incarico al compimento dei 65 anni, senza ricevere la pensione. Possibile eccessiva riduzione degli organici in sanità
Lavoro

Riforma sistema 118, le posizioni (opposte) di medici dell’Emergenza e SIS 118

Presentato al Senato il Ddl di riforma del 118: prevede organici propri e un sistema dipartimentale. Ma è scontro tra Balzanelli (SIS 118) e Manca (Simeu)