Sanità 26 Ottobre 2026 17:40

Mattarella: “Il Servizio sanitario nazionale è un patrimonio della Repubblica”. Le Regioni garantiscano cure migliori

Al Festival delle Regioni di Firenze, il Presidente della Repubblica richiama le istituzioni alla responsabilità di consolidare gli interventi del PNRR.

di Redazione
Mattarella: “Il Servizio sanitario nazionale è un patrimonio della Repubblica”. Le Regioni garantiscano cure migliori

Il Servizio sanitario nazionale è uno dei grandi patrimoni della Repubblica e le Regioni hanno il dovere di garantire che gli investimenti realizzati con il PNRR si traducano in un effettivo miglioramento della qualità delle cure. È il messaggio lanciato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo oggi, 26 ottobre, a Firenze, alla cerimonia di apertura del quinto Festival delle Regioni e delle Province autonome.

Il Capo dello Stato ha richiamato le parole del presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, che ha definito il SSN “uno dei grandi patrimoni della Repubblica” e uno “dei sistemi universalistici di maggior valore”. Una valutazione condivisa da Mattarella, che ha ricordato come la maggioranza degli italiani sia consapevole della necessità di “preservare e sviluppare uno strumento fondamentale per assicurare il diritto alla salute, garantito dalla Costituzione”.

Al centro dell’intervento, il futuro dell’assistenza sanitaria territoriale e la responsabilità delle amministrazioni regionali nel rendere strutturali le innovazioni finanziate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza.

Sanità, il richiamo alle Regioni: migliorare la qualità dei servizi

“Alle Regioni spetterà adesso un ruolo centrale nel garantire che le innovazioni introdotte si consolidino e che i cambiamenti effettuati migliorino effettivamente la qualità dei servizi erogati”. È uno dei passaggi più significativi del discorso del Presidente, che ha rivolto un richiamo esplicito alle amministrazioni territoriali: “Si tratta di una responsabilità che le interpella in maniera ineludibile e a cui tutte – particolarmente quelle in ritardo rispetto a standard adeguati – hanno il dovere di corrispondere”.

Mattarella ha così posto l’accento su una fase decisiva per il sistema sanitario: il passaggio dalla realizzazione degli investimenti alla loro capacità di produrre benefici concreti per i cittadini. Un’indicazione che riguarda soprattutto le Regioni dove i servizi presentano maggiori ritardi rispetto agli standard previsti. Il riferimento alla qualità delle prestazioni si inserisce nella riflessione più ampia sul rapporto tra autonomia regionale e unità della Repubblica. Per il Presidente, la collaborazione tra i diversi livelli istituzionali deve accompagnarsi alla promozione del riequilibrio economico e sociale.

PNRR, oltre 15 miliardi per la salute. Case della comunità e telemedicina tra gli interventi

Nel suo intervento Mattarella ha ricordato il contributo del PNRR alla riorganizzazione del sistema sanitario. L’Italia, principale beneficiaria europea del Dispositivo per la ripresa e la resilienza, dispone di oltre 194 miliardi di euro, dei quali 166 miliardi già ricevuti. Il 37% delle risorse è stato destinato a finalità sociali e 15,6 miliardi specificamente alla salute.

Il Presidente ha richiamato alcuni degli interventi inseriti nella decima e ultima rata del Piano: l’attivazione di 1.270 Case della comunità e 327 Ospedali di comunità, la creazione di oltre 6.000 nuovi posti letto di terapia intensiva e semintensiva, l’acquisto di 3.200 grandi apparecchiature sanitarie e l’assistenza di 566mila persone attraverso la telemedicina. Tra le misure figura anche l’alimentazione del Fascicolo sanitario elettronico mediante documenti clinici digitali.

Si tratta di obiettivi e interventi del Piano richiamati dal Capo dello Stato, non di un bilancio che ne certifichi l’integrale completamento. Mattarella ha collegato queste misure alle criticità emerse durante l’emergenza Covid-19, quando, ha osservato, “abbiamo sperimentato i limiti di una organizzazione sanitaria incentrata sui grandi ospedali e sui medici di base”. Durante la pandemia ha pesato, in particolare, l’assenza di strutture sanitarie intermedie capaci di avvicinare le cure ai cittadini e di garantire un’assistenza organizzata secondo criteri di prossimità. Il PNRR ha consentito di avviare un significativo adeguamento organizzativo del sistema sanitario, anche grazie al lavoro delle Regioni e delle Province autonome. La costruzione di una rete territoriale più articolata risponde proprio alle carenze che l’emergenza sanitaria aveva reso evidenti.

Il valore sociale degli investimenti europei

La sanità occupa una posizione centrale anche nella riflessione di Mattarella sulla dimensione sociale del PNRR. Le risorse europee, ha ricordato, sono state messe a disposizione per fronteggiare le conseguenze economiche e sociali della pandemia, attraverso un Piano che ha subito otto revisioni per adeguarsi ai cambiamenti e alle nuove necessità. Il Presidente ha espresso quindi un giudizio positivo sul modello di governance adottato per l’attuazione del PNRR, che ha consentito di coordinare indirizzo politico, competenze tecniche e responsabilità delle amministrazioni territoriali.

Secondo Mattarella, questo metodo di lavoro dovrebbe essere valorizzato anche nell’attività ordinaria delle amministrazioni. Ha inoltre auspicato che le procedure adottate a livello europeo per il Dispositivo per la ripresa e la resilienza possano trovare applicazione, con gli opportuni adattamenti, ad altri fondi dell’Unione con rilevante impatto economico e sociale.

Intelligenza artificiale, tutelare i diritti e la dignità delle persone

Un’altra parte dell’intervento è stata dedicata all’intelligenza artificiale e alle trasformazioni prodotte dall’innovazione tecnologica.

Mattarella ha invitato a non assumere atteggiamenti di chiusura verso strumenti che possono contribuire in misura significativa al benessere collettivo, sottolineando però la necessità di intervenire per prevenirne gli utilizzi impropri. Il rischio indicato dal Presidente è che l’intelligenza artificiale diventi “strumento di dominio a disposizione di pochi e a scapito dei diritti e della dignità di molti”.

Da qui il richiamo alla necessità di una regolamentazione appropriata e al ruolo dell’Unione europea, che ha già adottato una disciplina avanzata per orientare lo sviluppo di queste tecnologie e limitarne le applicazioni incompatibili con i diritti fondamentali. Il Capo dello Stato ha inoltre messo in guardia dalla crescente concentrazione del potere tecnologico e dai rischi legati alla manipolazione delle informazioni e alla diffusione di notizie false, capaci di influenzare le opinioni e le scelte dei cittadini. La tutela della centralità della persona, nella riflessione di Mattarella, deve accompagnare il progresso scientifico e tecnologico, evitando che la competizione tra pochi grandi operatori prevalga sull’interesse generale.

Autonomia regionale e solidarietà, il ruolo delle istituzioni

A 25 anni dalla riforma del Titolo V della Costituzione, il Presidente ha ribadito il valore di un sistema delle autonomie fondato sulla collaborazione tra istituzioni. La riforma, secondo Mattarella, ha rappresentato una valida base per lo sviluppo dell’autonomia regionale. Il suo funzionamento richiede però capacità di coordinamento e attenzione alle esigenze dei territori, soprattutto quelli più fragili. Il Presidente ha richiamato anche il ruolo delle Province nel raccordo tra programmazione regionale e necessità dei Comuni, con particolare riferimento agli enti locali di minori dimensioni e con maggiori difficoltà amministrative. L’obiettivo indicato è coniugare l’unità della Repubblica con il pluralismo territoriale, salvaguardando le differenze e promuovendo il riequilibrio economico e sociale.

Per la sanità, la responsabilità affidata alle Regioni assume una dimensione particolarmente concreta: consolidare le nuove strutture e i servizi finanziati dal PNRR e assicurare che la riorganizzazione dell’assistenza produca un miglioramento effettivo delle prestazioni, soprattutto nei territori che oggi risultano più indietro.