Lavoro 17 marzo 2014

Test Medicina, protesta a più voci nelle piazze d’Italia 

Nel mirino i criteri di accesso al corso di laurea. S’infervora il dibattito sul numero chiuso

Immagine articolo

E‘ una protesta trasversale e compatta, che investe il nord e il sud del Paese, da Genova a Catania passando per Pisa, Roma e Bari.

Per gli aspiranti camici bianchi, che si apprestano ad affrontare i test di accesso ai corsi di laurea in Medicina, il tempo per prepararsi ai quiz stringe: quest’anno, infatti,  le date dei test sono state anticipate all’8 aprile per le facoltà di Medicina e Chirurgia e di Odontoiatria e Protesi dentaria, al 29 aprile per Medicina e Chirurgia in lingua inglese, e al 3 settembre per le Professioni sanitarie.
Tutto ciò mentre il dibattito sull’opportunità di eliminare il sistema del “numero chiuso” è più che mai caldo: i posti disponibili per il prossimo anno accademico, infatti, saranno molti meno rispetto agli scorsi anni, nonostante un recente intervento ministeriale abbia in parte mitigato questo inconveniente.  La questione impone una seria riflessione sull’opportunità dell’accesso programmato, anche alla luce del significativo calo del numero dei candidati, scoraggiati da criteri di selezione così restrittivi: è sensato porre un limite al numero di potenziali medici in un Paese, come il nostro, che risente della mancanza di professionisti sanitari, tanto da andare a ricercarli all’estero?
La protesta si muove su più fronti: da un lato ci sono i fautori del no al numero chiuso, come il portavoce di Link Coordinamento Universitario, Alberto Campailla, il quale argomenta: “Non è veritiero sostenere che l’accesso programmato vada di pari passo con la qualità della didattica: in Italia e fuori, i laureati che provengono da corsi ‘aperti’ e cercano lavoro all’estero sono competitivi come quelli che escono da corsi di laurea ‘chiusi’. In compenso – continua Campailla – ad oggi le politiche di definanziamento hanno escluso dall’università quasi 10mila studenti e costretto molti ad andare all’estero per laurearsi”.
Di diverso avviso sono i Giovani Medici della Sigm. Per il presidente Walter Mazzucco, infatti, il numero chiuso non si discute, purché venga rivista la natura dei quiz: “Si sostiene l’idea di un tavolo interministeriale che discuta una revisione dei criteri dei quiz, ma non del ‘numero chiuso’. Quest’ultimo, infatti, garantisce una corretta programmazione ed una preparazione del professionista altrimenti impensabile”.
Il tema ha inevitabilmente risvolti giuridici: sono numerosi, infatti, i ricorsi proposti al TAR da parte di studenti esclusi dai test, e poi riammessi con ordinanza.

Articoli correlati
Contratto, Grillo ai medici: «Siamo dalla vostra parte». Ma per il fondo sanitario solo 1 mld in più nel 2019. Poi annuncia: «Utilizzeremo specialisti al quinto anno di corso»
A margine della presentazione dell’operazione “Estate tranquilla 2018” dei NAS, il Ministro torna sul tema del numero chiuso: «Abolizione sarà graduale, ma prima tavolo con università». E chiarisce: «Ci vuole una programmazione più lunga, non è pensabile esaurire un intero programma elettorale in tre mesi»
di Cesare Buquicchio e Giovanni Cedrone
Numero Chiuso in Medicina, Consulcesi: «Affidato a ‘dottori in legge’ compito di curare l’Italia che invecchia senza assistenza sanitaria»
Il network legale leader nella tutela dei medici e di chi aspira a diventarlo: «Finalmente la politica ha ammesso che il test non è uno strumento idoneo alla selezione dei futuri medici. Solo quest’anno ci sono arrivate oltre tremila segnalazioni da parte degli studenti che si sono rivolti a noi per intraprendere ricorso»
Caos numero chiuso: tra annunci di abolizione e ondate di ricorsi
Governo vara stop ai test medicina, poi la retromarcia. Spiazzati Grillo (Salute) e Bussetti (MIUR): «Aumento accessi e borse di studio». Anelli (FNOMCeO): «Risolvere imbuto formativo». Ma l’esame non piace a nessuno: si muove anche il Parlamento. Irregolarità e ricorsi: migliaia di studenti vanno in tribunale
Formazione MMG, Menga (M5S): «Discussione positiva, ma proposta Fimmg va ripensata». E arriva il piano del Ministro
Dal Ministero viene ribadito che non ci sarà nessuna sanatoria. La deputata Cinque Stelle, studentessa in Medicina generale, commenta la proposta di riforma del sindacato dei medici di famiglia: «Così si rischia di allontanare nuovamente i medici dall’ingresso nel mondo del lavoro»
Numero chiuso, pubbliche le graduatorie nominative. Ma è già caos irregolarità: «Penne non ritirate, anomalie sui tempi e tanto altro…»
Le voci degli studenti: «È necessario garantire controlli adeguati al contesto in cui ci si trova». Cresce il fronte per l’abolizione del numero chiuso a medicina. Tribunali intasati dai ricorsi
di Serena Santi e Isabella Faggiano
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Diritto

Ex specializzandi, 16 miliardi a rischio per le casse dell’erario. Arriva Ddl per accordo Governo e camici bianchi

C’è una bomba ad orologeria nelle casse pubbliche: la vertenza tra gli ex specializzandi ’78-2006 e lo Stato. Gli aventi diritto ammontano a oltre 110mila medici e il contenzioso costerà all’e...
Formazione

ECM e validazione delle competenze mediche: più spazio alla professione. Lavalle (Agenas): «Ecco come funzionerà»

«Dare un valore all’apprendimento non certificato è utile stimolo per professionista» così Franco Lavalle, vicepresidente OMCeO Bari e membro dell’Osservatorio Nazionale del’ Age.na.s
Professioni Sanitarie

Professioni sanitarie, Beux (TSRM e PSTRP): «Ordine favorirà qualità. Ora servono decreti attuativi»

Inizia a prendere vita il nuovo ordine istituito nella scorsa legislatura. 33mila i professionisti già censiti ma se ne stimano 230-240mila