Lavoro 23 Gennaio 2020

Sciopero medici privati, la solidarietà del Patto per la Professione Medica: «Situazione inaccettabile»

«Inquietante è che la parte datoriale abbia chiesto alle Regioni un supporto finanziario per il rinnovo del contratto dei non medici, mentre per i medici lo stesso rinnovo viene pensato chiedendo loro un maggiore impegno orario attraverso la libera professione o le ore aggiuntive, in modo da autofinanziare con questo meccanismo gran parte dello stesso contratto»

«Piena solidarietà e sostegno di CIMO-FESMED, ANPO, ASCOTI e FIALS Medici, componenti del Patto per la Professione Medica, allo sciopero dei colleghi  CIMOP (medici della sanità privata) in programma domani, 24 gennaio, manifestazione del profondo stato di disagio di coloro che svolgono con senso del dovere la professione medica, professione che continua ad essere oggetto di attacchi e svilimenti, da parte di chi ritiene che al medico debbano essere preclusi i propri diritti in termini giuridici, professionali, economici e formativi». È quanto si legge in una nota.

«Per alcuni – prosegue – il medico è diventato il bersaglio fisico su cui sfogare le proprie frustrazioni, per altri la fonte di risparmio su cui lucrare, disattendendo contratti e chiedendo sempre maggiori carichi di lavoro senza corrispondere un adeguato beneficio economico e normativo, per altri ancora è fonte di guadagno, ad iniziare dal settore legale e assicurativo».

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«E se la dipendenza pubblica ha atteso 10 anni per un contratto economicamente povero e decisamente penalizzante su alcuni aspetti normativi quali, ad esempio, l’orario di lavoro, i medici che lavorano nelle strutture private attendono ancora il proprio contratto».

«É una situazione inaccettabile – aggiunge il Patto per la Professione Medica -, in cui l’aspetto più inquietante è che la parte datoriale abbia chiesto alle Regioni un supporto finanziario per il rinnovo del contratto dei non medici, mentre per i medici lo stesso rinnovo viene pensato chiedendo loro un maggiore impegno orario attraverso la libera professione o le ore aggiuntive, in modo da autofinanziare con questo meccanismo gran parte dello stesso contratto. Permane, in ogni caso, un gap importante tra i medici dipendenti delle strutture private rispetto agli altri contratti di lavoro dei medici e, soprattutto, sono rimesse in discussione le relazioni sindacali, ad iniziare dalla regolamentazione dello sciopero».

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«È insopportabile continuare a ritenere che il medico, che lavori nel pubblico o nel privato, sia considerato il bancomat delle amministrazioni e della politica, che il suo lavoro sia professionalmente svilito e fortemente demotivato, maltrattato sotto il profilo economico, giuridico e penale».

«Le Organizzazioni aderenti al Patto per la Professione Medica – CIMO, FESMED, ANPO-ASCOTI-FIALS Medici – rinnovano, pertanto, la loro totale solidarietà ai colleghi di CIMOP e a tutti coloro che, in questi giorni, attendono il rinnovo di un contratto sul quale si stagliano molte più ombre che luci per il futuro della professione» conclude.

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