Lavoro 18 dicembre 2017

Sciopero medici, Filippi (Cgil): «Non servono bonus, ma strategie di ristrutturazione del SSN e legittimazione professionisti»

Zampetti (Cisl Medici): «È stato un anno deludente per la sanità, e il 2018 si preannuncia caratterizzato da bagarre tra partiti in campagna elettorale mentre il SSN si deteriorerà sempre di più». In vista dello sciopero di febbraio, le dichiarazioni dei rappresentanti di Fp Cgil Medici e Cisl Medici

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Medici, veterinari e dirigenti del Servizio Sanitario Nazionale non intendono retrocedere dalla battaglia sindacale che lo scorso 12 dicembre li ha visti protagonisti di diverse manifestazioni in tutta Italia e di 24 ore di sciopero cui ha aderito l’80% degli operatori della sanità pubblica.

A pochi giorni dalla fine dell’anno, che accompagnerà la conclusione dell’iter legislativo della Legge di Bilancio, l’Intersindacale annuncia altre due giornate di sciopero per i prossimi 8 e 9 febbraio, dimostrando che lo stop della settimana scorsa è stato solo l’inizio. Due i principali motivi che spingono la categoria a continuare a lottare: da un lato le risorse attualmente previste per la sanità sono ritenute insufficienti per soddisfare i Livelli Essenziali di Assistenza, dall’altro il mancato rinnovo del contratto della dirigenza che, dopo 8 anni di attesa, stenta a procedere, lasciando gli operatori sanitari non solo senza aumenti salariali ma anche in condizioni di lavoro tali da mettere a rischio, secondo i sindacati, la sicurezza delle cure.

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Proprio in tema di rinnovo contrattuale l’Intersindacale interviene in queste ore con una nota: «A fronte delle nostre richieste, condivise da tutti (Regioni e Responsabili sanità dei Partiti) di utilizzare la Retribuzione individuale di anzianità (RIA) del personale medico e sanitario andato in pensione per ristorare i fondi contrattuali, la maggioranza di governo sembra voglia tradire i suoi impegni e pare voglia rispondere con l’offerta di un regalino. Il quale consiste nel rendere utilizzabile per il Ccnl  solo parzialmente la RIA del personale che andrà in pensione che uno sciagurato articolo della cosiddetta riforma della pubblica amministrazione ha bloccato sine die. Ci auguriamo che in queste ultime ore ci sia un ravvedimento operoso e che i Parlamentari, e i loro partiti, di maggioranza non intendano umiliare con una mancia una intera categoria. Lo sciopero del 12 dicembre è stato solo il preambolo di una conflittualità che diverrebbe difficilmente sanabile dopo un ulteriore schiaffo a medici, veterinari e dirigenti sanitari».

Le due giornate di sciopero del nuovo anno, se verranno confermate, vedranno la partecipazione di tutte le sigle sindacali che rappresentano gli operatori sanitari; allo stesso modo, la manifestazione davanti al Ministero dell’Economia di martedì scorso si è svolta con un limpido cielo blu e sotto tutte le bandiere dei sindacati che compongono l’Intersindacale. Tra queste, anche le bandiere rosse della Fp Cgil Medici e bianche e verdi della Cisl Medici.

«Non siamo qui per incrociare le braccia – dichiara a Sanità Informazione Andrea Filippi, Segretario Nazionale Fp Cgil Medici -, ma per allargarle e costruire un’alleanza con gli utenti e con la cittadinanza. Perché oggi chi è fortemente in crisi e viene definanziato è il Fondo Sanitario Nazionale. Nella Legge di Bilancio – prosegue – non c’è minimamente traccia di investimenti sulla sanità e sui servizi pubblici. C’è solo una politica che procede attraverso bonus, ma non c’è nessuna strategia di ristrutturazione del SSN, né tantomeno è riscontrabile una strategia di legittimazione economica e professionale degli attori della sanità, ovvero di tutti quegli operatori che da anni, nonostante il blocco contrattuale, il blocco del turn over, condizioni e orari di lavoro inaccettabili, lavorano con sacrificio in tutti i servizi».

«Adesso è necessario trovare il combinato disposto fra la legittimazione dei ruoli professionali e la tutela del diritto alla salute della cittadinanza. Ognuno si assuma le sue responsabilità – conclude il Segretario Filippi, indirizzando un appello alle Istituzioni e al Ministro Lorenzin che, il giorno prima della manifestazione, aveva espresso la sua solidarietà ai medici -. Ciò che conta sono i fatti, che dimostrano che in questi anni il Fondo Sanitario Nazionale è stato continuamente definanziato e in questa Legge di Bilancio la parola ‘sanità’ non compare in nemmeno una riga».

«Siamo qui per difendere il Sistema Sanitario Nazionale». A fare eco al Segretario della Cgil è Maurizio Zampetti, Segretario Nazionale aggiunto della Cisl Medici. «Il sottofinanziamento del Fondo Sanitario Nazionale e il mancato finanziamento del contratto mettono a rischio la sanità pubblica. Regioni e Governo si rimpallano le responsabilità sulla sostenibilità del SSN, ma intanto le scuole di specializzazione non vengono finanziate, di fatto il turnover non viene sbloccato, la popolazione medica, lasciata allo sbando, invecchia e viene costantemente sottodimensionata», prosegue Zampetti.

Ma oltre alla Legge di Bilancio, la fine del 2017 porta con sé anche bilanci dell’anno appena trascorso e prospettive e previsioni di quello che a breve comincerà. Che anno è stato per la sanità italiana? «Considerando che siamo alla vigilia della Finanziaria, il bilancio del 2017 è veramente deludente, perché praticamente la sanità ha assistito ad un’ulteriore diminuzione del personale medico, oramai ridotto del 20% rispetto ad 8 anni fa. Certo, le elezioni sarebbero di norma occasione di sviluppo di alcuni aspetti dello Stato, ma non ne vediamo proprio la speranza. Sarà un anno di bagarre tra i partiti mentre il Sistema Sanitario Nazionale tenderà a deteriorarsi sempre di più», è l’amara conclusione del Segretario Zampetti.

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L’immagine dell’articolo è tratta da una delle iniziative dello sciopero all’ospedale San Bortolo di Vicenza

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