Lavoro 12 Aprile 2018

Sciopero infermieri, Nursing Up: «Non è vero che il Governo ha dato parere positivo sulla bozza del contratto del comparto»

Oggi e domani a rischio servizi non essenziali in ospedali, ambulatori e Asl. Il Presidente del sindacato della categoria Antonio De Palma: «L’ipotesi di contratto per il comparto sanità non dà alcuna risposta agli infermieri. Chiediamo la riapertura delle contrattazioni»

Immagine articolo

A meno di un mese dall’ultimo sciopero, gli infermieri tornano ad incrociare le braccia. Il motivo è lo stesso: il contratto del comparto sanità che «non dà nessuna risposta agli infermieri», come recita un volantino del sindacato della categoria Nursing Up, tra i promotori, insieme a Nursind, della protesta. Protesta che, questa volta, sarà di 48 ore. Oggi e domani, infatti, è possibile riscontrare disagi in ospedali, ambulatori e Asl nell’erogazione dei servizi non essenziali.

E dopo aver denunciato il fatto che alcune aziende sanitarie ed ospedaliere, abbiano imposto agli infermieri l’adesione completa alle 48 ore di protesta, invece di lasciare loro la libera scelta se assentarsi per un solo turno, «utilizzando come deterrente per lo sciopero la minaccia di togliere due giorni di stipendio», Nursing Up smentisce in una nota la notizia relativa al parere positivo del Governo alla bozza del Ccnl: «Altro che via libera. Il Governo, accogliendo nell’ultimo Cdm il parere espresso dal ministero dell’Economia al testo dell’ipotesi di Ccnl, ha in sostanza detto all’Aran (e ha chi ha lavorato al contratto) che non è possibile procedere al via libera al nuovo contratto senza accogliere la richiesta di chiarimenti su aspetti importanti del testo. E le modifiche richieste all’Aran sono tutt’altro che formali, riguardano le risorse e vanno alla sostanza dell’ipotesi contrattuale». Le risorse messe a disposizione dalle Regioni non sarebbero infatti sufficienti a coprire quanto previsto dal Ccnl e Nursing Up chiede la riapertura della contrattazione. In particolare, sono diversi i nodi da sciogliere per attestare la compatibilità economico-finanziaria dell’ipotesi di contratto, elencati in una nota del sindacato.

LEGGI ANCHE: STRAORDINARI OBBLIGATORI E RIPOSI INTERROTTI: TUTTI I NODI NEI CONTRATTI DI MEDICI E PERSONALE SANITARIO

Nell’articolo 75 che prevede la struttura della retribuzione e articolo 80 su fondo di condizioni di lavoro ed incarichi, secondo il Mef vi è un’incongruenza nella misura comune dell’indennità di qualificazione, che da una parte viene ricompresa nello stipendio tabellare iniziale, dall’altra parte nei valori dei nuovi stipendi tabellari.

Il Mef solleva poi delle perplessità e vuole chiarimenti sull’articolo 16 che riguarda gli incarichi di funzione per il personale del ruolo sanitario e anche gli assistenti sociali (che non fanno parte delle professioni sanitarie), perché in contrasto con la legge prevede 43/2006, che prevede incarichi di funzione solo per le professioni sanitarie.

Il Ministero di via XX Settembre dice poi che bisogna chiarire in relazione al contenuto degli incarichi di organizzazione per il personale amministrativo, se si tratta o meno di incarichi non di coordinamento. E ancora, per quanto riguarda l’istituzione e gradazione degli incarichi di funzione il Mef dice che la nuova organizzazione prevede uno stravolgimento del sistema degli incarichi senza che vi sia un’indicazione delle risorse disponibili. Nell’ipotesi di Ccnl questi incarichi di funzione sono conferiti nei limiti delle risorse disponibili in fondi aziendali che già esistono, il Fondo condizioni di lavoro ed incarichi. Ma questa previsione, secondo i tecnici del Mef, non è in linea con l’atto di indirizzo del 27 luglio 2017  del Comitato di Settore.

Infine, il Governo non si limita a chiedere chiarimenti, ma modifiche all’articolo 81 Fondo premialità e fasce, ritenendo che «le previsioni ivi contenute non appaiono in linea né con l’atto d’indirizzo del 27 luglio 2017, che prevede la possibilità di far ricorso a dette risorse ove sussistano le condizioni di compatibilità finanziarie ed il rispetto delle disposizioni vigenti in materia di contenimento delle spese di personale», né con quello integrativo che destina alla contrattazione per l’anno 2018 «risorse inferiori rispetto a quelle previste per i restanti comparti a motivo dell’asserita insufficienza di risorse per il finanziamento complessivo del Ssn».

Ma, oltre a questo, perché gli infermieri stanno scioperando? A spiegarlo è lo stesso Antonio De Palma, Presidente di Nursing Up, in un lungo post su Facebook: «Scioperiamo per pretendere retribuzioni dignitose; contro quei sindacati talmente corrotti che trattano i lavoratori come merce di scambio; contro un contratto che emargina gli infermieri e le altre professioni sanitarie giuridicamente affini e che indennizza ogni ora del nostro lavoro notturno con 2,74 euro lordi. Scioperiamo non dal lavoro (che vogliamo svolgere con dignità) ma dalle condizioni da gregari in cui ci costringono a vivere ogni giorno: sfruttamento, prepotenza e scoraggiamento. Scioperiamo perché in Italia ci sono infermieri sottoposti a turni talmente massacranti che non trovano più nemmeno il tempo per ribellarsi. Scioperiamo perché il nostro SSN oggi, senza il nostro aiuto, è destinato a soffocare».

LEGGI ANCHE: COMPARTO SANITÀ, NURSING UP: «MODIFICHE A PRE-INTESA CCNL SENZA DI NOI, DIFFIDIAMO ARAN»

Articoli correlati
Il 91% degli italiani si fida degli infermieri e chiede che se ne assumano di più: i dati del rapporto Censis-FNOPI
L’indagine premia la figura professionale dell’infermiere: picco di consensi nel Nord Est. Promosso a pieni voti l’infermiere di famiglia. L’83% incoraggerebbe un parente o un amico a intraprendere la professione. Oltre 29 milioni gli italiani che si sono imbattuti in fake news durante la pandemia di Covid-19
di Giovanni Cedrone e Gloria Frezza
Giornata “Camici bianchi”, Fnopi: «La politica non (ri-)conosce gli infermieri»
«Così come è in discussione nell’iter parlamentare – spiega Barbara Mangiacavalli - c’è un grave neo: definirla ‘Giornata dei camici bianchi’ è un’assoluta limitazione che non rispecchia l’universo delle professioni e degli operatori impegnati nella lotta a COVID»
Mangiacavalli (FNOPI): «Servono più infermieri. Aumentare del 20% i posti all’università»
Il contributo della presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche Barbara Mangiacavalli
di Barbara Mangiacavalli, Presidente FNOPI
Chi è e cosa fa l’infermiere di quartiere? Il ritratto della figura nata con il Dl Rilancio secondo Paola Obbia, presidente AIFeC
Per la presidente dell’Associazione italiana infermieri di famiglia e comunità: «Le attività degli infermieri libero-professionisti superano di gran lunga le prestazioni per cui sono pagati e sopperiscono alle carenze delle cure territoriali distrettuali»
Sanità Privata e Rsa: 18 giugno lavoratori in sciopero per un contratto atteso da 13 anni
Cgil Cisl e Uil: «Braccia incrociate contro la vergogna di Aris e Aiop. Regione e Asl intervengano sugli accreditamenti»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 5 giugno, sono 6.651.047 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 391.439 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE.   I CASI IN ITALIA Bollettino delle ore 18:00 del 5 giugno: nel...
Formazione

Fuga dagli ospedali, 500 specialisti hanno tentato il concorso di Medicina Generale

Sono soprattutto internisti, chirurghi, radiologi, geriatri e anestesisti a scegliere di provare a tornare sui territori. Lo studio dell'Associazione Liberi Specializzandi
di Tommaso Caldarelli
Salute

Covid-19 e terapia al plasma, facciamo chiarezza con il presidente del Policlinico San Matteo: «Tutti guariti i pazienti trattati a Pavia e Mantova»

Venturi: «Oggi l’unica possibilità di superare questo virus deriva dalla risposta del nostro sistema immunitario». E aggiunge: «Il 10% dei lombardi positivi ai test sierologici con anticorpi neu...
di Federica Bosco