Lavoro 24 Marzo 2020

Rinvio contributi previdenziali e aiuti a chi è stato coinvolto dall’epidemia: ecco cosa sta facendo l’Enpam

Il decreto “Cura Italia” esclude dal bonus di 600 euro chi è iscritto a Ordini e collegi, come medici, odontoiatri e sanitari liberi professionisti e convenzionati. Il presidente dell’ente previdenziale Alberto Oliveti: «Uno schiaffo a chi sta mettendo a rischio la propria vita per arginare la pandemia»

Rinvio contributi previdenziali e aiuti a chi è stato coinvolto dall’epidemia: ecco cosa sta facendo l’Enpam

L’Enpam, l’ente previdenziale dei medici e degli odontoiatri, scende in campo per aiutare i professionisti in difficoltà a causa delle restrizioni legate al coronavirus. Il decreto Cura Italia prevede infatti un assegno di 600 euro agli autonomi e ai professionisti iscritti all’Inps, escludendo però chi è iscritto a Ordini e collegi, come medici, odontoiatri e sanitari liberi professionisti e convenzionati. Per costoro, il decreto istituisce un “Fondo per il reddito di ultima istanza” di 300 milioni di euro per tutto il 2020 da dividere tra tutti i dipendenti e gli autonomi rimasti esclusi dalle altre misure. «Uno schiaffo a chi sta mettendo a rischio la propria vita per arginare la pandemia», ha commentato il presidente dell’Enpam Alberto Oliveti, calcolando che «la dotazione pro-capite del Fondo sarà molto inferiore e con tempi, criteri e modalità di attribuzione lasciati all’incertezza». Senza considerare che «i professionisti sconteranno una discriminazione fiscale, visto che dovranno pagare le imposte sui sussidi ricevuti dalle Casse, mentre le indennità che saranno distribuite dall’Inps saranno esentasse».

L’ente sta quindi «lavorando notte e giorno per riuscire a dare tutto il sostegno possibile» ai suoi iscritti, come ha scritto Oliveti in una lettera, adottando una serie di decisioni per aiutare i medici e gli odontoiatri coinvolti dall’emergenza Covid-19. «Questi provvedimenti – ha commentato ancora Oliveti – sono stati deliberati in attesa di avere un quadro su ciò che lo Stato prevederà per la generalità dei lavoratori autonomi e dei professionisti, medici e dentisti compresi. Allo stesso tempo abbiamo anche preso atto dei dati economici del 2019 registrando che la nostra Cassa ha versato allo Stato 180 milioni di euro in tasse e imposte. In questo senso – ha continuato Oliveti – sottolineo l’esigenza, mai come oggi impellente, di una fiscalità di scopo, che permetta di utilizzare una parte di questi 180 milioni per supportare una categoria come quella dei medici e degli odontoiatri che si trovano letteralmente in trincea».

RINVIO CONTRIBUTI PREVIDENZIALI

I termini per il pagamento dei contributi previdenziali (sia la prima rata del 2020 della Quota A sia la quarta rata della Quota B dello scorso anno) slittano dal 30 aprile al 30 settembre. Slitteranno poi anche le date per le rate successive: le nuove scadenze delle rate di Quota A saranno infatti 31 ottobre, 30 novembre e 31 dicembre. Infine, il versamento della quinta e ultima rata della Quota B del 2019 è stato posticipato al 30 novembre di quest’anno.

«Il solo slittamento delle scadenze dei versamenti contributivi – commenta l’ente sul sito – ha richiesto da parte di Enpam la mobilitazione di 537 milioni di euro. A tanto ammonta la somma dei contributi di Quota A che verranno incassati più tardi (453 milioni di euro) per lasciare maggiore disponibilità liquida nelle tasche degli iscritti. A trarre sollievo dal posticipo della quarta e quinta rata della Quota B saranno oltre 36mila liberi professionisti, che si vedono rimandati pagamenti per 84 milioni di euro». L’Enpam tuttavia continuerà a pagare le pensioni regolarmente.

CONTRIBUTO PER I LIBERI PROFESSIONISTI IN QUARANTENA

«Per i medici e i dentisti che svolgono esclusivamente libera professione – si legge sul sito – è stato confermato un contributo sostitutivo del reddito di 82,78 euro al giorno (circa 2.400 euro al mese) se sono stati costretti ad interrompere l’attività a causa di quarantena ordinata dall’autorità sanitaria. Il contributo, che rientra nelle tutele per calamità naturale, potrà essere richiesto con un modulo specifico. Il consiglio di amministrazione ha introdotto una tutela simile anche per i medici e gli odontoiatri convenzionati costretti alla quarantena con provvedimento d’autorità. L’ente verserà un’indennità giornaliera per coprire i costi del sostituto o per compensare i mancati guadagni. Si tratta però di una misura che necessita dell’approvazione ministeriale per entrare in vigore».

QUARANTENA DEI MEDICI IN REGIME DI CONVENZIONE

L’Enpam ha chiesto che il Servizio sanitario nazionale si faccia carico degli oneri di sostituzione o del mancato guadagno di tutti i medici in regime di convenzione (medici di medicina generale, di continuità assistenziale, di emergenza territoriale, pediatri di libera scelta e specialisti ambulatoriali), al pari di quanto accade con i dipendenti (per i quali la quarantena è stata parificata a ricovero ospedaliero, dunque la retribuzione viene mantenuta). Qualora i medici dovessero subire gli oneri di sostituzione o i mancati guadagni, Enpam ha previsto un’indennità giornaliera, che tuttavia necessita di un via libera ministeriale per entrare in vigore.

MALATTIA DEI MEDICI

I dipendenti pubblici, in caso di malattia, mantengono la retribuzione. In caso di malattia dei medici medicina generale, di continuità assistenziale e di emergenza territoriale, per i primi 30 giorni interviene la polizza per malattia stipulata da Enpam (ma pagata dagli interessati con una trattenuta sul compenso) e dal 31° giorno interviene l’Enpam. In caso di malattia di pediatri di libera scelta, liberi professionisti e specialisti esterni, per i primi 30 giorni interviene la polizza per malattia eventualmente stipulata dai singoli interessati e dal 31° giorno interviene l’Enpam. Per gli specialisti ambulatoriali, invece, se sono a tempo indeterminato mantengono la retribuzione per i primi 180 giorni e l’Enpam interviene dal 181° giorno; se sono a tempo determinato l’Enpam interviene dal primo giorno di assenza per un massimo di tre mesi.

LE MISURE DEL DECRETO “CURA ITALIA” CHE RIGUARDANO ANCHE GLI ISCRITTI ENPAM

Il decreto “Cura Italia” estende la cassa integrazione in deroga anche ai datori di lavoro con un solo dipendente per una durata massima di nove settimane. Medici e odontoiatri che impiegano personale di studio possono quindi farne richiesta. Previsto poi un bonus da 600 euro per l’acquisto di servizi di baby sitting. Bonus che arriva a 1000 euro per i medici, gli infermieri, i tecnici di laboratorio biomedico, i tecnici di radiologia medica e gli operatori socio-sanitari dipendenti del settore sanitario pubblico o privato accreditato. I titolari di mutuo per la prima casa che certifichino un calo del fatturato superiore al 33% in un trimestre successivo al 21 febbraio 2020 rispetto all’ultimo trimestre 2019 potranno richiedere la sospensione del pagamento delle rate. Sospesi poi fino al 30 settembre 2020 mutui e altri finanziamenti rateali o leasing senza nuovi o maggiori oneri anche per le micro, piccole e medie imprese, anche individuali, colpite dall’epidemia di Covid-19. Per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, sono inoltre sospesi i versamenti da autoliquidazione che scadono nel periodo compreso tra l’8 ed il 31 marzo 2020 ed è riconosciuto un credito di imposta, nella misura del 50% delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro sostenute e documentate fino a un massimo di 20mila euro.

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