Lavoro 25 Luglio 2019

“Non sono un bersaglio”, al via la campagna di medici di famiglia e Croce Rossa

Siglato il Protocollo d’Intesa per la sensibilizzazione dei cittadini riguardo le aggressioni al personale sanitario e la valorizzazione della figura professionale. Scotti (FIMMG): «E’ chiaro che oggi esiste un problema di rapporto con la professione medica»

“Non sono un bersaglio” è la nuova campagna di sensibilizzazione contro le aggressioni al personale sanitario messa in campo dalla Federazione Italiana di Medicina Generale (FIMMG) e la Croce Rossa Italiana. A Roma, presso la sede FNOMCeO, è stato siglato il Protocollo d’Intesa tra le due realtà, per la realizzazione di attività di promozione della campagna e per la valorizzazione della figura dell’operatore sanitario in ogni contesto.

Le violenze in corsia e negli ambulatori medici sono un fenomeno che in Italia sta assumendo proporzioni sempre più allarmanti. Una vera e propria emergenza che colpisce anche i medici di famiglia, come sottolinea il segretario nazionale della FIMMG Silvestro Scotti: «Negli ultimi tempi abbiamo registrato alcuni casi che riteniamo preoccupanti, perché fino ad oggi si trattava di un’area poco interessata dal fenomeno, visto il rapporto fiduciario e diretto del medico di famiglia con i pazienti. È chiaro che oggi esiste un problema di rapporto con la professione medica: la popolazione percepisce una riduzione di assistenza e in qualche modo reagisce». Si tratta di due episodi avvenuti a Napoli: un medico di famiglia aggredito durante una visita domiciliare e uno accoltellato in un intervento con una paziente in assistenza domiciliare.

Per il segretario FIMMG «le soluzioni per tutelare i camici bianchi sono soprattutto organizzative. Serve una ‘ristrutturazione’ dell’assistenza che integri le diverse professionalità e dia risposte diurne efficaci. Attraverso questa iniziativa – continua Scotti – Croce Rossa e FIMMG lavoreranno per informare i cittadini su questo fenomeno che ormai sta superando i limiti di tolleranza. E rischia anche di far crollare le ‘vocazioni’ verso la professione medica nel nostro Paese. Per i giovani è sicuramente poco attraente un mestiere in cui, rispetto al passato, si guadagna meno, non c’è riconoscimento sociale e il rischio di buscarle è elevato».

«Noi siamo nati in un campo di battaglia. L’idea stessa della Croce Rossa nasce per poter proteggere gli operatori sanitari, i medici, gli infermieri sui campi di battaglia. Oggi ci sembra che questa battaglia si sia trasformata nella vita quotidiana», spiega a margine della conferenza stampa Francesco Rocca, Presidente della Croce Rossa Italiana. «Bisogna ricostruire il rapporto con le persone e con i loro problemi quotidiani- ha aggiunto – Quello delle aggressioni al personale sanitario, infatti, è un fenomeno in crescita, con numeri inquietanti. Ci fa piacere che finalmente in Parlamento se ne stia prendendo coscienza. Già il fatto di vedere che finalmente arriva una proposta di legge calendarizzata e che ci sia immediatamente questa risposta di attenzione da parte della FIMMG, ospitati, peraltro, nella casa dell’Ordine dei Medici dimostra che sta crescendo l’attenzione, la consapevolezza” e sta nascendo “una squadra per frenare questa deriva”. Da un lato, infatti, «c’è un paese incattivito e sofferente e questa verità va curata. Dall’altro serve un lavoro culturale».

Tra i punti previsti nell’accordo quello di condividere le reciproche professionalità per attuare progetti, programmi e iniziative congiunte di sensibilizzazione sull’importanza delle attività̀ di assistenza sanitaria e della tutela degli operatori in ogni contesto.

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