Lavoro 8 Giugno 2021 14:27

I medici scrivono a Draghi e a Speranza: «Chiediamo ruolo da protagonisti nel rinnovamento in sanità»

I nove punti su cui FNOMCeO e sindacati chiedono un’interlocuzione con il governo

I medici scrivono a Draghi e a Speranza: «Chiediamo ruolo da protagonisti nel rinnovamento in sanità»

La “Questione medica” in nove punti condivisi con tutti i sindacati e approvati dal Comitato Centrale della Federazione degli Ordini dei Medici. Sono le proposte che i medici ritengono necessarie e urgenti per una rivalutazione del loro ruolo all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, e dell’intera società, contenute in una lettera-appello indirizzata al Presidente del Consiglio, Mario Draghi, e al Ministro della Salute Roberto Speranza.

Una voce unanime, quella di medici ospedalieri, medici di medicina generale, anestesisti rianimatori, specialisti ambulatoriali e convenzionati, medici dell’ospedalità privata, odontoiatri, specializzandi e liberi professionisti, di cui si è fatto portavoce il presidente della FNOMCeO Filippo Anelli: «Il Piano nazionale di ripresa e resilienza è l’occasione per rivoluzionare il Servizio sanitario nazionale. E, di questa rivoluzione, i medici vogliono essere i protagonisti», si legge in una nota.

Il Documento è stato infatti condiviso dalla Fnomceo con tutte le Organizzazioni Sindacali che hanno chiesto di partecipare a un incontro ad hoc: FISMU, SNR, SBV_CUSPE, ANAAO-ASSOMED, FVM, SNAMI, CIMOP, CISL Medici, CGIL Medici Dirigenti SSN, AAROI-EMAC, FIMMG, SIMET, CIMO-FESMED, ANDI, UIL FPL, ANPO, ASCOTI, FIALS Medici, FIMP, SUMAI – ASSOPROF, AIPAC.

Questione medica, i nove punti sui quali i medici chiedono un’interlocuzione col Governo

  • Le competenze, l’autonomia e le funzioni svolte dal medico, quale responsabile della prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, individuando strumenti legislativi utili a garantire la specificità della Professione;
  • Il tema della valorizzazione delle competenze dei professionisti ed il conseguente riconoscimento della meritocrazia;
  • Il task shifting e la relativa erosione delle competenze mediche con conseguente confusione dei ruoli a discapito della qualità del SSN, della organizzazione dell’assistenza e della sicurezza delle cure;
  • La carenza in organico dei professionisti con conseguente sovraccarico di lavoro, problemi con la sicurezza sul lavoro e sul rischio clinico e sulla formazione, la precarizzazione di tanti Medici e Odontoiatri;
  • Il tema della governance sanitaria che non tiene più conto delle competenze e delle esigenze sanitarie nella definizione degli obiettivi aziendali e dell’azione amministrativa, sia nel pubblico che nel privato;
  • Il non adeguato riconoscimento economico del valore professionale;
  • Il ruolo sociale svolto dalla Professione a garanzia dei diritti previsti dalla nostra Carta Costituzionale;
  • I modelli assistenziali e il ruolo medico. L’inadeguatezza di questi modelli hanno messo in difficoltà l’esercizio professionale come ad esempio   nel caso dell’assistenza territoriale;
  • La formazione e la programmazione dei professionisti ancora affidata a provvedimenti tampone e non a soluzioni strutturali.

«La riorganizzazione di un Paese non è obiettivo di poco conto così come l’avvio di processi di revisione degli assetti strutturali – scrive Anelli rivolto al Premier Draghi -. È pur vero però che l’obiettivo può essere raggiunto, se tutte le componenti che costituiscono gli assi portanti dell’edificio partecipano al comune sforzo. In tal senso siamo a richiedere con forza, come medici e odontoiatri, che i decisori politici non trascurino, all’interno del processo, le risorse professionali quali elementi costituenti di tutto il percorso di rinnovamento».

«Le pur necessarie azioni di ammodernamento delle strutture sanitarie, di aggiornamento tecnologico a fini assistenziali, il rafforzamento del capitale umano in termini di formazione sono un condivisibile sforzo di riallineamento dei servizi assistenziali sanitari ai bisogni dei cittadini-pazienti ma certo necessitano di un contestuale, coerente coinvolgimento e giusta valorizzazione dei ruoli dei professionisti sanitari».

«Ad avviso della FNOMCeO e delle Organizzazioni sindacali di categoria è intorno ai professionisti e alle relative competenze che va costruita la nuova assistenza sanitaria innovata nella tecnologia, resa sinergica nelle strategie, potenziata in termini di formazione, integrata nei servizi, rafforzata nelle reti ospedaliere e nelle strutture di prossimità, atta a superare diseguaglianze territoriali e bisogno sociale».

«Il più recente confronto tra la FNOMCeO e le Organizzazioni sindacali di categoria ha portato alla luce la unanime convinzione che l’azione che si andrà a intraprendere quale PNRR, in assenza del coinvolgimento delle risorse professionali, sia da ritenersi insufficiente a risolvere il contesto della realtà sanitaria attuale – osserva ancora Anelli nella lettera -. Più precisamente l’assenza di previsione di interventi diretti sulla Professione lascia perplessi i protagonisti stessi del Sistema Salute, medici e odontoiatri che nelle varie dimensioni istituzionali e sindacali di categoria, si sono interrogati riguardo alle impostazioni di un progetto che intenderebbe costituire una riforma di sistema, in assenza, però, della giusta attenzione da riservare ai soggetti professionali costitutivi del sistema stesso».

«La consapevolezza che lo strumento PNRR sia finalizzato ad affrontare solo alcuni problemi specifici del progetto di riforma sanitaria fa sì che appaia propedeutico individuare un ulteriore valido strumento normativo che affronti concretamente i nodi che la Professione pone – conclude -. La prossima Legge di Bilancio potrebbe, a nostro avviso, affrontare le diverse questioni che l’articolazione del mondo medico pone sul tappeto e in questo senso chiediamo la Sua autorevole attenzione sulle questioni poste che siamo disponibili a meglio esplicitarLe nei termini che Lei dovesse ritenere».

 

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