Lavoro 21 Aprile 2022 10:39

Faroni (Gruppo Ini): «No a medici di Serie A e B. Noi tra i primi a sottoscrivere rinnovo del contratto dei medici»

Il Direttore Generale del Gruppo INI, Cristopher Faroni, ribadisce l’importanza dell’impegno firmato lo scorso anno: «Un anno fa abbiamo intrapreso un percorso virtuoso e innovativo. Il medico è una figura sempre più centrale nelle nostre organizzazioni ed è necessario valorizzarne adeguatamente la professionalità»

Faroni (Gruppo Ini): «No a medici di Serie A e B. Noi tra i primi a sottoscrivere rinnovo del contratto dei medici»

Nei giorni in cui le posizioni tra le organizzazioni sindacali dei medici e i rappresentanti nazionali delle strutture private si fanno più distanti, ad accendere il dibattito è Cristopher Faroni, Direttore Generale del Gruppo INI, fondato 75 anni fa dal Prof. Delfo Galileo Faroni.

Il Gruppo INI da oltre 70 anni è punto di riferimento per la sanità privata ed accreditata SSN. Il Gruppo è articolato in 10 strutture ed è presente nel Lazio ed in Abruzzo con 1.200 posti letto e quasi 2000 collaboratori.

Il Direttore Faroni esprime la propria posizione sulla questione, raccontando l’esperienza del proprio gruppo.

Faroni (Ini): «Medico figura sempre più centrale nelle nostre organizzazioni»

«Abbiamo sottoscritto l’accordo per il rinnovo del contratto dei medici quasi un anno fa – dice Faroni – in tempi non sospetti, convinti, oggi come allora, di aver intrapreso un percorso virtuoso, innovativo e nuovo rispetto al passato. Non possiamo scordarci oggi di quanto abbiamo attraversato negli ultimi due anni: una pandemia devastante, sotto tanti punti di vista, nella quale i medici hanno avuto un ruolo fondamentale, con tutti i rischi del caso, per mantenere attivi reparti e servizi. Questo ci ha fatto capire quanto i medici siano sempre più centrali nelle nostre organizzazioni e che è necessario, oltre che etico, valorizzarne adeguatamente la professionalità. Non esistono medici di serie A e di serie B”.

«Confermiamo la scelta nonostante i problemi derivanti da lunga pandemia e guerra»

«A quasi un anno da quell’accordo – prosegue Faroni – non possiamo che confermare la validità del percorso intrapreso, pur rispettando le scelte di altri, nonostante i problemi e le congiunture che stiamo affrontando tutti: la lunga pandemia prima e ora le conseguenze della guerra in Ucraina con lievitazione dei costi energetici, lo stallo sull’adeguamento dei tariffari regionali delle prestazioni sanitarie. Siamo convinti di questa scelta, apprezzata dai nostri professionisti – conclude Faroni – e speriamo che altri operatori ci seguano in questo percorso. Una soluzione rapida di questa situazione è auspicabile, sia per gli operatori della sanità ma soprattutto per i pazienti, che rischiano ulteriori disagi».

 

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