Lavoro 5 luglio 2017

Ex specializzandi lavoravano senza essere pagati: lo Stato li risarcisce con oltre 8 milioni di euro

L’iniziativa “37 milioni in 37 giorni” fa tappa a Modena. L’Amministratore Delegato di Consulcesi, Andrea Tortorella: «Il diritto dei medici specialisti è riconosciuto da tutti i tribunali. Per non lasciare nessuno senza rimborso, il 15 luglio parte la nuova azione collettiva»

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Tagliano il traguardo dei rimborsi altri 321 medici specialisti. Fa tappa a Modena l’iniziativa “37 milioni in 37 giorni” con cui Consulcesi consegna assegni di rimborso firmati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in favore di quanti si sono specializzati tra il 1978 ed il 2006 senza ricevere il corretto trattamento economico, così come previsto dalle direttive Ue in materia (75/362/CEE, 75/363/CEE e 82/76/CEE). Ora, grazie alle azioni collettive lanciate da Consulcesi, realtà leader nell’assistenza legale in sanità, anche i medici specialisti dell’Emilia Romagna recuperano quelle somme che lo Stato aveva negato loro durante la scuola post-laurea in Medicina. Nello specifico, vengono rimborsati 321 medici di ogni parte d’Italia con un importo complessivo di oltre 8 milioni. Di questi, 3 milioni andranno a risarcire 97 camici bianchi provenienti da tutte le province dell’Emilia Romagna.

I medici rimborsati oggi si aggiungono alle migliaia di colleghi ai quali Consulcesi ha fatto riconoscere oltre 530 milioni di euro. Una cifra già elevata, ma destinata a crescere ulteriormente nelle prossime settimane visto che sono attese nuove sentenze e sul tema la giurisprudenza è ormai consolidata. Di fronte ad una continua emorragia di fondi pubblici, da tempo si ragiona su un accordo transattivo per scongiurare un esborso complessivo superiore ai 5 miliardi di euro. Questo è quanto previsto dal Ddl 2400, attualmente in discussione al Senato, ma ancora arenato nelle Commissioni perché le modifiche proposte (spesso, paradossalmente, proprio da chi rappresenta i medici) hanno finito con “allargare le maglie” delle richieste, allungando i tempi e minando la sostenibilità economica del provvedimento.

«Sono davvero felice per i tanti colleghi e concittadni che oggi non solo ricevono il rimborso ma vedono riconosciuto anche il loro diritto, ristabilendo finalmente equità con i medici specialisti degli altri Paesi dell’Ue – commenta dal tavolo dei relatori il professor Giorgio De Santis, presidente Sicpre (Società italiana chirurgia plastica e ricostruttiva) e primario di chirurgia plastica e ricostruttiva presso il Policlinico di Modena –. Per loro si tratta di un traguardo significativo che raggiungono grazie al lavoro di Consulcesi con cui la Sicpre ha anche avviato una proficua collaborazione per la formazione ECM già obbligatoria ma che la Legge Gelli ha reso anche fondamentale per equilibrare il rapporto medico-paziente nella gestione del contenzioso».

«Questo rimborso – hanno spiegato ai nostri microfoni le dottoresse Maria Rosaria Tarantino e Monica Amidei, specializzate in Ginecologia e socie dello stesso studio – ci ripaga dei tanti sacrifici fatti. Gli anni della specializzazione sono stati molto impegnativi: facevamo le guardie notturne, timbravamo il cartellino. Insomma, il nostro era un vero e proprio lavoro. Solo dopo aver concluso il corso post-laurea abbiamo preso consapevolezza che avevamo subito una profonda ingiustizia, sanata solo grazie alla tenacia e alla professionalità dei legali di Consulcesi. Come impiegheremo questa somma? C’è di sicuro la famiglia e anche qualche piccola soddisfazione personale, ma in primo luogo penseremo ai pazienti, facendo un investimento per ammodernare lo studio, special modo con gli strumenti di diagnosi».

«Da molto tempo – afferma Andrea Tortorella, Amministratore Delegato di Consulcesi – si richiama l’attenzione delle istituzioni alla ricerca di una soluzione politica della vicenda, che sembrava potesse essere proprio quella proposta attraverso il Ddl 2400. Purtroppo, da questo fronte non arrivano buone notizie e il diritto di migliaia di medici specialisti è messo a rischio dall’imminente scadenza dei termini prescrittivi. Sebbene i nostri legali – spiega ancora l’Ad Tortorella – ritengano che in assenza di una norma attuativa, secondo i principi stabiliti dalla Cassazione, i termini di prescrizione non inizino a decorrere, invitiamo i medici specialisti a tutelarsi per far valere il diritto al rimborso, già riconosciuto a migliaia di medici. Per farlo è possibile seguire due strade: produrre un atto interruttivo gratuito oppure avviare l’azione legale, aderendo alla prossima azione collettiva del 15 luglio. Ma quella degli ex specializzandi non è l’unica problematica che ci vede impegnati giorno dopo giorno al fianco dei nostri medici, ai quali forniamo una tutela a 360 gradi. Tra le varie fattispecie, in particolare, il tema più sentito da tutti è quello della formazione degli operatori sanitari: un argomento fondamentale da sempre, ma ancor più centrale in seguito all’approvazione della “Legge Gelli-Bianco” che ha modificato profondamente l’ambito della Responsabilità Professionale. Per qualsiasi informazione in merito, nonché per produrre l’atto interruttivo o prendere parte alla prossima azione collettiva, oltre mille consulenti rispondono al numero verde 800.122.777 e direttamente sul sito internet www.consulcesi.it».

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