Lavoro 6 Maggio 2020 19:05

Elezioni ENPAM, chi sono i candidati e perché alcune associazioni chiedono la sospensione delle procedure elettorali

Acceso dibattito nel mondo medico. Ecco la lettera con cui AIM, AIO, FP CGIL MEDICI, CIPe, SIGM, SMI, SiSPe, SUSO e UGL Medici chiedono il rinvio delle elezioni, la replica di Silvestro Scotti (Fimmg) e la posizione di Guido Quici (CIMO)

Elezioni ENPAM, chi sono i candidati e perché alcune associazioni chiedono la sospensione delle procedure elettorali

Mancano dieci giorni alle elezioni per il rinnovo dei Comitati Consultivi e dell’Assemblea Nazionale della Fondazione ENPAM (Ente Nazionale Previdenza ed Assistenza Medici ed Odontoiatri). Elezioni che si svolgeranno per via telematica, considerata l’emergenza in corso, il prossimo 17 maggio. Le liste sono state presentate, le sottoscrizioni raccolte, ma nelle ultime ore si assiste ad un botta e risposta a colpi di lettere e comunicati stampa tra chi chiede la sospensione dell’iter elettorale e chi insiste per il proseguimento delle procedure.

ECCO LE LISTE DEI CANDIDATI

Sono state alcune Associazioni di medici ed odontoiatri (per la precisione AIM, AIO, FP CGIL MEDICI, CIPe, SIGM, SMI, SiSPe, SUSO e UGL Medici) ad invocare «l’inopportunità di indire ed espletare le procedure elettorali nel pieno dell’emergenza pandemica Covid-19», in quanto «il combinato disposto della situazione pandemica, unitamente al timing proposto dai vertici uscenti dell’ENPAM (tutti in ballo per la riconferma), certifichi una oggettiva situazione di difficoltà di esercizio del diritto di elettorato sia attivo che passivo».

Se infatti da una parte «sono state presentate liste uniche in tutte le categorie, con le sole eccezioni dei seggi per la Quota A (due liste ed entrambe ammesse con riserva) e della Quota B (tre liste, due delle quali ammesse con riserva) e per tre categorie non è stata presentata alcuna candidatura», la modalità di voto telematica appare alle organizzazioni scriventi «non adeguatamente regolamentata, in quanto l’accesso all’area riservata, necessario all’espletamento del voto, non individua necessariamente l’elettore quale soggetto votante, in quanto è prassi che le user e password di accesso siano detenute da soggetti terzi legittimamente delegati dall’iscritto, come i commercialisti».

Chiedendo ai Ministri competenti e ai Parlamentari di intervenire su questa vicenda e al Legislatore di disporre la sospensione delle procedure elettorali in virtù dell’art. 33 del DL 8 Marzo 2020 n. 23 che contempla una proroga degli organi amministrativi e di controllo degli enti pubblici fino al termine dello stato di emergenza, la lettera si conclude con un’ulteriore richiesta: la modifica degli statuti e dei regolamenti volta a favorire «una pluralità di espressione della rappresentanza in seno agli organi di governo della Fondazione» e l’allineamento, al contempo, della «durata del mandato degli organi al mandato degli Ordini dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri (OMCeO)».

LEGGI LA LETTERA

È evidente che la lettera non poteva che scatenare un acceso dibattito. Il Comitato Centrale della FNOMCeO, dal canto suo, si è chiaramente schierato dalla parte dell’ENPAM, ribadendo di aver condiviso, «già il 7 aprile scorso», «le motivazioni che avevano portato alla decisione, da parte del Consiglio di Amministrazione dell’ente previdenziale, di svolgere le elezioni, per via telematica, nei tempi previsti dalla legge, e cioè domenica 17 maggio». Una strategia correlata «alla necessità di dare nuova forza propulsiva ai provvedimenti da assumere per assistere e supportare gli iscritti in questo momento di emergenza epidemiologica». Il presidente FNOMCeO Filippo Anelli ha inoltre evidenziato che «gli Ordini hanno svolto e stanno svolgendo le proprie funzioni di controllo della regolarità delle procedure elettorali e dell’adeguata rappresentatività di tutte le componenti».

Ma tra i primi a rispondere punto per punto all’appello delle Associazioni dei medici, con una lunga lettera aperta indirizzata al governo, è stato Silvestro Scotti, segretario generale nazionale della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (FIMMG): «La Fondazione Enpam – scrive Scotti – ha attivato tutte le procedure occorrenti per pervenire alla corretta, legittima e democratica elezione degli organi, profondendo un rilevante impegno istituzionale al fine di garantire, anche nelle difficili e complesse condizioni attualmente esistenti a livello nazionale per effetto della fase emergenziale in atto, la migliore riuscita dell’appuntamento elettorale, nel pieno ed assoluto rispetto e a tutela degli interessi di tutti i suoi iscritti».

Al contempo, Scotti descrive l’impegno «attivo e profondo» delle Associazioni nazionali di rappresentanza sindacale come la FIMMG «al fine di garantire ai propri associati ed iscritti una effettiva ed efficace partecipazione al processo elettorale». Poi l’affondo: «Non è dato conoscere se le Associazioni firmatarie della nota del 4 maggio 2020 si siano adoperate con la stessa intensità e con il medesimo impegno e non è possibile escludere, in senso contrario, che la richiesta formulata sia funzionale proprio a celare le eventuali difficoltà da esse avute nel partecipare al processo elettorale non tanto per le condizioni emergenziali attualmente esistenti ma per sostanziale difetto di rappresentanza e consenso».

Entrando nel merito, secondo Scotti il sistema di votazione telematico predisposto appare «pienamente e continuativamente funzionante», ed il segretario FIMMG evidenzia che «l’accesso alla piattaforma è rimesso alla piena autonomia ed indipendenza di ciascun professionista, il quale, evidentemente, risponde in via diretta di eventuali usi inappropriati della stessa». Inoltre, «la eventuale volontà di modificare gli atti che regolamentano la vita interna della Fondazione, pur nel pieno rispetto della funzione di vigilanza attribuita agli Enti Ministeriali di competenza, appartiene alla assoluta, indipendente ed incomprimibile autonomia regolatoria, organizzativa e gestionale della Fondazione» e, secondo Scotti, «non sussiste alcuna condizione che possa consentire di invocare come esistenti forme di cristallizzazione della rappresentanza nell’ambito della Fondazione».

«La speranza – conclude Scotti – è che si possa, con il contributo di ciascuno (anche dei firmatari della nota del 4 maggio 2020), fronteggiare la difficile crisi in atto, lenendone i prevedibili effetti negativi per l’intera Nazione e, per le competenze che ci appartengono, per l’intera classe medica italiana piuttosto che ricercare con azioni a dir poco riferibili alla favola di Esopo “la volpe e l’uva” di apparire rappresentativi di tutti essendo un’assoluta minoranza che vuole ledere, sospendendo le democratiche elezioni, i diritti di una maggioranza che a questo punto non può rimanere silenziosa e che si vedrebbe contratta nel diritto già dimostrato nella raccolta delle firme e che sarà confermata dalla partecipazione elettorale».

LEGGI LA LETTERA DI SCOTTI

Simile la reazione di Guido Quici, presidente della CIMO, per il quale «non c’è alcun motivo sensato per interrompere un rinnovo di cariche in scadenza tra un mese e aprire i cancelli all’ipotesi di un pericoloso commissariamento da parte del Ministero». Secondo Quici, questa è «l’opportunità di dimostrare la capacità – soprattutto se comprovata da un ente funzionante – di saper gestire i nostri organismi di gestione economica»; il voto online «è adeguato e gestibile in trasparenza ed efficienza, come dimostrano tante altre realtà che vi ci sono affidate, ma soprattutto consente oggi a tutti i nostri rappresentati di accedere all’espressione di voto ovunque essi siano impegnati»; e anche la CIMO ritiene importante «dare seguito all’impegno di raccolta firme per i nostri candidati (con un risultato non trascurabile di migliaia di firme) proprio in un periodo così difficile per i medici ospedalieri, forse più di tutti esposti in prima linea contro il Covid-19».

 

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