Diritto 28 Febbraio 2014

Test medicina, l’ondata di ricorsi accolti dal Tar mette in discussione il numero chiuso

Sigm: “Sì all’accesso programmato, ma va corretto. Guardiamo al modello francese”

Immagine articolo

Una vera e propria crociata quella che ha permesso ad oltre mille studenti di essere riammessi all’iscrizione alla Facoltà di Medicina.Il fenomeno pone seri interrogativi circa la validità del numero chiuso, un meccanismo che da anni evita il sovrannumero e di conseguenza garantisce un più sicuro accesso alla professione: a che pro scremare, selezionare in partenza, se poi è altamente probabile che gli esclusi vengano “ripescati”? Il numero chiuso andrebbe abolito? O eventualmente rivisitato?

E sarebbe  possibile, in questi casi, continuare ad offrire uno standard qualitativo elevato nella formazione? Questi ed altri gli interrogativi che attualmente aleggiano nel mondo accademico dei camici bianchi.

Secondo Angelo Mastrillo, segretario della Conferenza dei corsi di laurea e delle professioni sanitarie, il numero chiuso è “corretto e coerente, come conferma la situazione europea”. Per il Sigm (Segretariato italiano Giovani Medici), invece, l’accesso programmato è sì un valore da preservare, ma che andrebbe rivisto e corretto, in quanto “le recenti sentenze dei tribunali e le iniziative legislative in materia di ‘bonus maturità’ mettono in discussione l’intero impianto dell’accesso programmato a medicina, per le sue ricadute sia sulla salute dei cittadini che sulle prospettive formative ed occupazionali dei futuri medici”.

I Giovani Medici auspicano che il Ministero della Salute ed il Ministero dell’Istruzione e Ricerca lavorino di concerto affinché si giunga ad una correzione del modello di accesso a numero chiuso “che tenga necessariamente conto dei profili di compartecipazione di competenze professionali con profili non medici”. Un sistema, insomma, che guardi alla programmazione delle risorse umane in ambito sanitario in relazione al fabbisogno concreto di professionalità mediche. Il modello di riferimento? Quello francese, per esempio: un sistema che mantiene una selezione a graduatoria nazionale tra il primo ed il secondo anno di corso; in parole povere, una selezione sul campo. Ma sarebbe un modello, secondo Mastrillo, insostenibile per gli atenei italiani  “a meno di non fare lezione nei cinema o nei palazzi delle sport: si ritornerebbe alle inutili e dannose pletore già viste in passato“.
E intanto, la sfida per gli aspiranti medici quest’anno sarà ancora più accesa: il Miur ha infatti annunciato una riduzione del 20% dei posti disponibili, e l’anticipo, al mese di aprile, dei test di ammissione.

Articoli correlati
«Numero chiuso non sarà abolito, ma dal 2021 il test sarà dopo il primo anno». Parla il relatore della riforma Manuel Tuzi (M5S)
Il deputato Cinque Stelle, medico specializzando, presenterà a breve il testo base della riforma che andrà in discussione a settembre a Montecitorio. Accesso al primo anno comune a diverse facoltà di area sanitaria e poi selezione in base agli esami e a un test
Aumento posti Medicina, il Segretariato Italiano Studenti in Medicina: «Preoccupati per qualità formazione»
«Ad oggi, ribadiamo che l’accesso a Medicina deve seguire il modello a numero programmato e l’abilitazione alla professione medica deve integrarsi perfettamente al percorso universitario dello studente». Così Manfredi Greco, presidente SISM
Numero chiuso, 1800 posti in più per Medicina. Ecco tutte le novità e la suddivisione per ateneo
Il Miur ha comunicato i posti disponibili per le immatricolazioni ai corsi di laurea a numero chiuso e la suddivisione per ateneo. Per medicina un incremento del 18%: si passa dai 9.779 dello scorso anno agli 11.568 di quest'anno. Bussetti: «Con l'aumento dei posti promesse mantenute. A questo corrisponda anche un incremento delle borse di specializzazione mediche»
Aumento posti a Medicina, Anelli (FNOMCeO) chiede l’intervento di Conte: «Mancano specialisti. In 5 anni 21mila laureati fermati da imbuto formativo»
Il Presidente della Federazione è amareggiato: «Chi spiegherà a 10.000 medici che le loro speranze sono state infrante da un Ministro della Repubblica che non ha capito cosa bisognava fare? E chi lo farà tra cinque anni, quando, per l’esito di vecchi ricorsi e di nuovi aumenti negli accessi, saranno diventati più di 21.000?»
A Modena il primo Congresso nazionale degli studenti di Medicina: «Così promuoviamo la ricerca»
Luca e Valeria, del comitato organizzativo del Congresso MoReMED, sul test di ingresso: «Siano valutati conoscenze scientifiche e percorso di studio precedente». E sull’imbuto formativo: «Se si abbassa l’importo dei contratti per le scuole di specializzazione, ci sarebbero risorse per aumentare il numero di posti»
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

Lo psicologo di famiglia è un diritto riconosciuto dalla legge. Alle Regioni il compito di trovare accordi con gli MMG

La norma inserita nel Dl Calabria. Lazzari (Cnop): «Gli psicologi saranno al servizio dei cittadini anche nell’ambito delle cure primarie, accanto ai medici di medicina generale ed ai pediatri di l...
di Isabella Faggiano
Lavoro

Contratto medici e unificazione fondi: ecco cosa sta succedendo all’Aran

Il nuovo pomo della discordia è l’unificazione dei fondi della dirigenza medica, sanitaria non medica e delle professioni sanitarie. Palermo (Anaao-Assomed): «A guadagnarci sono i medici». Quici ...
Formazione

«Numero chiuso non sarà abolito, ma dal 2021 il test sarà dopo il primo anno». Parla il relatore della riforma Manuel Tuzi (M5S)

Il deputato Cinque Stelle, medico specializzando, presenterà a breve il testo base della riforma che andrà in discussione a settembre a Montecitorio. Accesso al primo anno comune a diverse facoltà ...