Diritto 30 Giugno 2015 19:09

«Un Paese in salute è un Paese informato correttamente»

Intervista al commissario straordinario dell’ISS, Walter Ricciardi: «I medici devono aggiornarsi sempre meglio e i cittadini devono superare i falsi miti legati alla salute e alle malattie»

«Un Paese in salute è un Paese informato correttamente»

Con la salute non si scherza, e una popolazione correttamente informata in materia sanitaria è già di per sé una popolazione sana. Ma da dove cominciare per garantire ai cittadini un’ informazione veritiera e rigorosa?

Tanto per cominciare, smantellando uno ad uno tutti i falsi miti che aleggiano nel mondo della sanità. Scorretti, infondati, pericolosissimi. Uno fra tutti, come ha sottolineato ai nostri microfoni il commissario straordinario dell’ISS, Walter Ricciardi, lo spauracchio delle vaccinazioni.

«Un luogo comune terribile, e letale. Di recente è emerso uno studio –  l’ennesimo – che esclude qualsiasi correlazione tra vaccini e autismo. Oggi i genitori hanno spesso un solo bambino e sono particolarmente preoccupati per la sua salute: un motivo in più per vaccinarli. In caso contrario li si esporrebbe a rischi enormi. Stessa cosa per gli anziani: il ritiro del vaccino antinfluenzale ha provocato centinaia di morti tra coloro che non si sono voluti vaccinare. Nessuno deve più morire, nel ventunesimo secolo, per colpa dei falsi miti».

La strada per stroncare questi falsi miti è intervenire alla radice, formando in maniera corretta il personale sanitario. È proprio a questi, infatti, che il paziente fa riferimento per discernere ciò che è dannoso da ciò che è sicuro. Un concetto che sembra scontato, ma che è bene ribadire. E lo ribadisce con forza Ricciardi: «Purtroppo molte resistenze vengono proprio dal personale sanitario non sufficientemente aggiornato, ad esempio, sulla vaccinologia, che comunica quindi un messaggio sbagliato al paziente. Stiamo pensando di cambiare i curriculum, inserendo questa voce nella formazione dei medici e del personale sanitario fin dall’inizio. Speriamo che, col tempo, questo faccia la differenza».

E una formazione scrupolosa, oltre che un modo per onorare la deontologia professionale, è anche un obbligo di legge da adempiere. È ancora alto il clamore della recente sforbiciata, ad opera del Ministero della Salute, sui migliaia di medici competenti che non erano in regola con i crediti ECM. Di certo un alert difficile da ignorare.

«È la prima volta che viene usata una misura così drastica per i colleghi che mancano di ottemperare all’obbligo formativo. Io credo che presto la classe medica italiana si renderà conto dell’importanza di aggiornarsi non soltanto facendo corsi per ottenere  i crediti necessari, ma in modo più ampio, perché la ricerca scientifica e la medicina sono in continua evoluzione».

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