Diritto 1 luglio 2014

Obbligo di POS, un salasso da 1200 euro all’anno

E l’85% dei medici cerca una soluzione senza i costi di attivazione e canone

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Scatta l’ora X. Da oggi i medici italiani sono tenuti ad accettare pagamenti superiori ai trenta euro con carte di credito e bancomat.

Un obbligo che riguarda tutti i professionisti e aziende, protagonista – negli ultimi giorni – sulle pagine di tutti i giornali, e che è stato per lunghi mesi al centro di aspre critiche per via dei costi connessi e delle difficoltà di utilizzo del dispositivo POS al di fuori dello studio in cui si lavora.

Si tratta di una novità che, secondo la Cgia di Mestre, viene vissuta con “fastidio” e come un “ulteriore costo per le attività economiche” da tutto il mondo lavorativo interessato, che si ritroverà a pagare, a causa di quest’obbligo, una spesa media annua di 1.200 euro. Il rischio maggiore in cui incorrerebbe il professionista che non si adegua, comunque, sarebbe il mancato pagamento della prestazione da parte del cliente, tutelato da quest’obbligo per il professionista.

Per quanto riguarda l’ambito medico, secondo un recente sondaggio, l’85 per cento dei camici bianchi italiani pensa che la soluzione ideale per affrontare questo tipo di obbligo in serenità sia un prodotto senza costi di attivazione né canone mensile e con un device consegnato gratuitamente. 

Queste caratteristiche sono proprie di uno strumento creato in collaborazione con una platea di 50mila camici bianchi per i loro colleghi. Un’applicazione mobile, chiamata DoctorPay, che – se si esclude il costo inevitabile, e comunque nella norma, delle transazioni – è completamente gratuita e permette di gestire le operazioni di pagamento in maniera facile, sicura e veloce. In più tutta una serie di importanti servizi in costante aggiornamento, attraverso una connessione Bluetooth allo smartphone o al tablet.

Chi vuole informarsi può farlo gratuitamente e senza impegno al numero verde 800.088.211 e sul sito internet www.doctorpay.it .

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