Lavoro 15 Febbraio 2018 16:33

Comparto Sanità, Conferenza Regioni chiude l’Atto di indirizzo integrativo. L’apprezzamento dei sindacati

Le Regioni hanno trovato 360 milioni di euro in più per il rinnovo del contratto del comparto. «Lo sforzo profuso per il reperimento delle risorse mancanti è positivo» commentano FP CGIL, CISL FP e UIL FPL, che adesso attendono la convocazione dell’Aran

Comparto Sanità, Conferenza Regioni chiude l’Atto di indirizzo integrativo. L’apprezzamento dei sindacati

Il Comitato di Settore Regioni-Sanità ha concluso il lavoro sull’atto di indirizzo integrativo per il comparto sanità. Il documento, con l’aggiornamento del quadro finanziario per il rinnovo contrattuale, è stato già inviato al Governo, per la prevista procedura, e all’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni. Sono 360 i milioni di euro che le Regioni hanno trovato e che si aggiungono alle risorse già a regime per il 2018, ossia 1,4 miliardi. 

«Un risultato importantissimo – ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini -. Dopo nove anni si è alle ultimissime battute per la chiusura dei contratti per il personale della sanità e delle Regioni». Il Presidente ha quindi sottolineato l’intenso lavoro svolto negli ultimi giorni in questa direzione dal Comitato di Settore Regioni-Sanità, presieduto da Massimo Garavaglia.

«Siamo arrivati a questo punto – ha specificato – grazie al ruolo e al senso di responsabilità dimostrato dalle Regioni che, nonostante il mancato incremento di apposite risorse per il Fondo Sanitario Nazionale, hanno ritenuto comunque importante l’aggiornamento del quadro finanziario per il rinnovo contrattuale dei livelli del comparto sanità, alla luce di quanto previsto dalla Legge di Bilancio».

«Ora mi auguro che il Governo possa dare il proprio nullaosta nelle prossime ore per fare in modo che l’ARAN convochi in tempi rapidissimi le Organizzazioni sindacali. I lavoratori della sanità e delle Regioni non possono più aspettare. È doveroso – ha concluso Bonaccini – che le Istituzioni, tutte le Istituzioni, rispondano celermente».

Immediata la reazione delle sigle sindacali: in una nota congiunta, FP CGIL, CISL FP e UIL FPL esprimono «apprezzamento per l’uscita dell’atto di indirizzo integrativo da parte della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome che, a questo punto, completa il quadro delle risorse necessarie per poter proseguire nella trattativa e giungere al rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro degli operatori della Sanità pubblica».

«Lo sforzo profuso per il reperimento delle risorse mancanti è positivo – proseguono i Segretari Sorrentino, Petriccioli e Librandi – e sottolinea come sia stata davvero importante la mobilitazione del 5 febbraio scorso. È la prova che è possibile raggiungere risultati importanti, in maniera pragmatica, senza per questo dover danneggiare gli operatori sanitari chiamandoli ad uno sciopero che, ad oggi, con le risorse stanziate e la trattativa che sta entrando nel vivo, appare francamente non condivisibile e strumentale».

«Ora basta tergiversare – concludono -. Attendiamo una convocazione immediata da parte dell’Aran, affinché la trattativa possa proseguire celermente per giungere ad un rinnovo che le lavoratrici, i lavoratori e i professionisti sanitari tutti aspettano da tanti, troppi anni».

Massimo Garavaglia, Presidente del comitato di settore Regioni-Sanità, ha infine sottolineato che nelle prossime settimane dovrà essere raggiunto un accordo anche per il settore dei dirigenti sanitari e la medicina convenzionata. 

Articoli correlati
Faroni (Gruppo Ini): «No a medici di Serie A e B. Noi tra i primi a sottoscrivere rinnovo del contratto dei medici»
Il Direttore Generale del Gruppo INI, Cristopher Faroni, ribadisce l’importanza dell’impegno firmato lo scorso anno: «Un anno fa abbiamo intrapreso un percorso virtuoso e innovativo. Il medico è una figura sempre più centrale nelle nostre organizzazioni ed è necessario valorizzarne adeguatamente la professionalità»
Comparto sanità, è battaglia sull’indennità di specificità. De Palma (Nursing Up): «Non può valere come aumento contrattuale, così non ci stiamo»
Il presidente del sindacato degli infermieri Nursing Up non arretra e conferma lo sciopero dell’8 aprile. Tra i nodi l’aspetto economico e la richiesta di eliminare il vincolo di esclusività. «Tolta l’indennità, si ritorna a un aumento di 80,90 euro. Questo non è accettabile» spiega De Palma
di Francesco Torre
Contratto medici e dirigenti, Cimo-Fesmed diffida le Regioni per i ritardi
La Federazione Cimo-Fesmed ha inviato una lettera di diffida alla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per provvedere all’emanazione dell’atto di indirizzo per il rinnovo contrattuale della dirigenza sanitaria del triennio 2019-2021
Ecco come verranno spesi gli 8 miliardi destinati alla sanità
Via libera dalla Conferenza Stato-Regioni alla ripartizione degli oltre 6,5 miliardi del PNRR e di circa 1,5 miliardi del Piano nazionale per gli investimenti complementari destinati alla sanità
Smi, Cgil Medici e Simet a Speranza: «Rilanciare medicina generale con contratto innovativo e dignitoso»
Pina Onotri, Andrea Filippi e Mauro Mazzoni, in rappresentanza dei tre sindacati, scrivono una lettera al Ministro della Salute sul contratto dei MMG e sul Pnrr
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 28 giugno, sono 544.504.578 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.330.575 i decessi. Ad oggi, oltre 11,65 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nb...
Covid-19, che fare se...?

Quali sono i sintomi della variante Omicron BA.5 e quanto durano?

La variante Omicron BA.5 tende a colpire le vie aeree superiori, causando sintomi lievi, come naso che cola e febbre. I primi dati indicano che i sintomi durano in media 4 giorni
Covid-19, che fare se...?

Il vaccino può causare il Long Covid?

Uno studio americano ha segnalato una serie di sintomi legati alla vaccinazione anti-Covid. Ma per gli esperti non si tratta di Long Covid, ma solo di normali effetti collaterali