Lavoro 15 Luglio 2019

Contratto medici, nuova bozza ARAN sul tavolo. Ma il fronte sindacale resta diviso

In attesa del via libera da parte del Mef sul nuovo Atto d’indirizzo, ripartono le trattative con l’obiettivo di chiudere entro fine luglio. Filippi (Cgil): «Possiamo ottenere grandi risultati». Quici (Cimo – Fesmed): «Testo di rinnovo del contratto volutamente provocatorio e umiliante, è dichiarazione di guerra»

Alla vigilia di una nuova tornata di incontri in Aran per discutere del rinnovo del contratto della dirigenza medica, nuovi tasselli si inseriscono in un dibattito non privo di colpi di scena.

Resta sullo sfondo una divisione nel fronte sindacale con da una parte il principale sindacato, l’Anaao, possibilista sulla chiusura dell’accordo, e Cimo e Aaroi Emac piuttosto critici verso l’accordo soprattutto sulla questione dei nuovi fondi unici contrattuali. In questo quadro, come riportato da Quotidiano sanità, arriva una nuova bozza di accordo sul tavolo con l’obiettivo di chiudere entro la fine di luglio, sempre che arrivi il via libera da parte del Mef al nuovo Atto d’indirizzo che contiene la parte economica per cui sono previsti aumenti medi di 200 euro al mese. 

LEGGI ANCHE: CONTRATTO MEDICI E UNIFICAZIONE FONDI: ECCO COSA STA SUCCEDENDO ALL’ARAN

Ferma restando la novità della doppia carriera (gestionale e professionale) e i nuovi fondi contrattuali (retribuzione degli incarichi e del risultato e retribuzione delle condizioni di lavoro) in cui confluiranno gli altri oggi esistenti, nella nuova bozza viene precisato che «la carriera professionale si sviluppa attraverso percorsi tra loro permeabili con l’assunzione sia di incarichi di tipo prevalentemente gestionale sia di incarichi di tipo prevalentemente professionale. Tali due tipologie di incarichi, in quanto manifestazione di attribuzioni diverse, ma di pari dignità ed importanza, possono raggiungere una corrispondente valorizzazione economica, nel quadro della graduazione degli incarichi prevista a livello aziendale». Il numero di posizioni dirigenziali istituibili da ciascuna azienda o ente non potrà superare un certo numero.

Inoltre, si prevede che “il nuovo sistema degli incarichi e i correlati nuovi valori di retribuzione di posizione parte fissa di cui all’art. 91, comma 3 (Retribuzione di posizione), sono applicati a decorrere dall’anno successivo a quello di sottoscrizione dell’Ipotesi di CCNL.

«Al lavoro per raggiungere un buon accordo», fa sapere Andrea Filippi, Segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn: «Dopo aver raggiunto un accordo chiaro con le Regioni per il finanziamento pieno del rinnovo contrattuale, in attesa della bollinatura del Ministero dell’Economia con una integrazione della parte economica dell’atto d’indirizzo, stiamo lavorando intensamente per dare finalmente un buon contratto anche ai medici e ai dirigenti sanitari del Servizio sanitario». Poi elenca le priorità: «Costruire un sistema di classificazione di carriere che valorizzi tutti i professionisti ad iniziare dai giovani, storicizzare le posizioni aumentando le parti fisse della retribuzione, rendere finalmente esigibile il diritto di tutti i dirigenti ad avere un incarico dopo 5 anni di anzianità di servizio, anche per coloro che hanno lavorato a tempo determinato con o senza soluzione di continuità». Per Filippi, si tratta di «temi fondamentali sui quali possiamo ottenere grandi risultati».

Sul fronte opposto la federazione Cimo-Fesmed guidata da Guido Quici che su Sanità Informazione esprime tutta la sua contrarietà: «Quando attendi un contratto da 10 anni, quando discuti per 15 mesi per migliorare le condizioni economiche e normative dei medici dipendenti, quando assisti a condizioni di lavoro sempre peggiori per effetto dei tagli aziendali soprattutto sul personale, quando accerti che il fenomeno delle aggressioni nelle strutture sanitarie dipende da una ridotta offerta sanitaria e da una cattiva organizzazione, non puoi accettare un pugno nell’occhio da ARAN e Regioni su un testo di rinnovo del contratto volutamente provocatorio e umiliante, che può tranquillamente essere considerato come una dichiarazione di guerra».

Anche lo SMI, il Sindacato Medici Italiani, in una nota esprime forti perplessità sulla bozza di accordo per il rinnovo del contratto della dirigenza medica. La quadratura del cerchio, salvo improvvise accelerazioni, non sembra ancora dietro l’angolo.

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