Lavoro 17 Luglio 2019

Autisti soccorritori, Montanari (CO.E.S.): «Facciamo lavorare i sanitari in sicurezza, ecco perché serve figura professionale»

Il Presidente della Federazione Conducenti Emergenza Sanitaria chiede alla Conferenza delle regioni di procedere alla prima normativa in materia. Poi spiega: «L’abilitazione inizialmente dev’essere a una guida sicura, consapevole di quello che sta facendo. Perché l’ambulanza in emergenza è quella che va a mettere caos in un traffico ordinato da segnaletica orizzontale, verticale e dal Codice della strada. Siamo noi l’elemento di pericolo sulla strada»

Immagine articolo

Quando vediamo le ambulanze sfrecciare non sempre pensiamo che alla guida del veicolo ci sono delle persone che, per svolgere quel mestiere, devono avere delle precise competenze professionali. In Italia però la figura dell’autista soccorritore non è ancora stata definita, nonostante se ne parli da un po’ di tempo. Per questo il CO.E.S., Conducenti Emergenza Sanitaria, la federazione che raccoglie i professionisti del settore, chiede a gran voce l’istituzione della figura professionale: «Chiediamo al ministero della Salute e alla Conferenza delle regioni è che si trovi un percorso comune per tutte quelle figure che lavorano sulle ambulanze e che fanno emergenza sanitaria» spiega a Sanità Informazione Moreno Montanari, Presidente del CO.E.S. Italia. L’autista soccorritore è una figura chiave per il Sistema 118, anche se la regionalizzazione del sistema sanitario italiano fa si che ci siano differenze importanti sulla composizione della ‘squadra’ che opera il primo soccorso sul campo. L’obiettiva della nuova normativa è allinearsi con il resto d’Europa consentendo così anche all’Italia la libera circolazione dei lavoratori fra le varie regioni ed in tutto il continente e arrivare a un contratto collettivo nazionale unico di lavoro.

LEGGI ANCHE: PRIMO SOCCORSO: SIS 118, FEDERCONSUMATORI E FNOMCEO CHIEDONO RIFORMA. BALZANELLI (SIS 118): «SUI MEZZI DI SOCCORSO SERVONO MEDICI, INFERMIERI E AUTISTI SOCCORRITORI»

Presidente, lei rappresenta la categoria delle persone che guidano i mezzi di soccorso. Voi chiedete un profilo professionale perché non tutti possono fare questo mestiere…

«Sono presidente nazionale di CO.E.S. Italia, Associazione nazionale di conducenti di emergenza sanitaria, presenti in tutte le regioni d’Italia con sedi in 17 regioni. Quello che chiediamo è una identificazione e un riconoscimento del profilo professionale dell’austista soccorritore. Attualmente non esiste una legiferazione sulle nostre competenze e sulle nostre conoscenze necessarie per essere in servizio sulle ambulanze. Quindi chiediamo al ministero della Salute e alla Conferenza delle regioni è che si trovi un percorso comune per tutte quelle figure che lavorano sulle ambulanze e che fanno emergenza sanitaria».

Qual è la competenza che deve avere un autista di mezzo di soccorso?

«L’abilitazione inizialmente dev’essere a una guida sicura, consapevole di quello che sta facendo. Perché l’ambulanza in emergenza è quella che va a mettere caos in un traffico ordinato da segnaletica orizzontale, verticale e dal Codice della strada. Siamo noi l’elemento di pericolo sulla strada. Poi l’autista deve essere conscio di dover portare personale sanitario a casa del paziente o sul luogo da raggiungere in totale sicurezza, poi mettere il veicolo in sicurezza e far lavorare l’equipaggio sia che lo scenario sia in casa che sulla strada. L’autista soccorritore ha anche delle competenze che gli permettono di collaborare col personale sanitario, quindi conosce quello che si deve fare e collabora. Una volta che ha fatto tutto rientra nell’ospedale di destinazione, deciso dalla centrale operativa o dal medico: deve quindi anche conoscere il territorio di competenza».

Articoli correlati
Coronavirus, l’autista soccorritore: «Anche tre attivazioni di casi sospetti a turno, siamo sotto stress»
La testimonianza di un operatore del 112 a Milano: «Mancano i DPI per i pazienti, ma questa battaglia la vinceremo noi»
di Tommaso Caldarelli
Carenza medici, Odg di Tiramani (Lega): «Garantire accesso a SSN a medici abilitati privi di diploma di specializzazione»
«È necessario che delle figure non specializzate, come avviene già in diverse regioni d'Italia e per certi servizi, come il 118, possano svolgere anche mansioni di guardia medica nel Pronto soccorso ed in medicina generale» sottolinea il deputato leghista
A Napoli le prime ambulanze con telecamere. Cisl Medici Lazio: «Bene così. Aumenterà la sicurezza»
«Complimenti al governatore della Campania. Aveva assicurato misure in tempi rapidi e se il buongiorno si vede dal mattino siamo sicuri che aumenteranno le condizioni di sicurezza dei lavoratori addetti all’emergenza», così in un comunicato Luciano Cifaldi, segretario della Cisl Medici Lazio.
Aggressioni, in Campania arrivano le ambulanze hi-tech con geo-localizzatore e pulsante d’allarme
Il presidente della Regione Campania De Luca: «Dobbiamo difenderci da soli anche se è un compito che spetterebbe allo Stato, che fa orecchie da mercante dal 2018». Galano (Asl Napoli 1): «Sistema che tutela il personale e ammonisce i malintenzionati. Ci aspettiamo grandi riscontri»
Aggressioni, De Luca: «Videosorveglianza sulle ambulanze». La FIMMG torna a chiedere lo status di pubblico ufficiale
Intanto il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha convocato per giovedì 16 gennaio l'Osservatorio permanente, mentre la FNOMCeO progetta un docufilm per sensibilizzare l'utenza
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

La diffusione del Coronavirus in tempo reale nel mondo e in Italia

Al 10 aprile, sono 1.602.885 i casi di Coronavirus in tutto il mondo, 95.745 i decessi e 355.514 le persone che sono guarite. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE. I CASI IN ITALIA Bollettino del...
Salute

Visite domiciliari, cure precoci e controllo da remoto: con il ‘modello Piacenza’ il coronavirus si sconfigge casa per casa

L’oncologo Luigi Cavanna, dell’ospedale di Piacenza, racconta: «Se i sintomi sono quelli del Covid, facciamo un’ecografia e diamo gli antivirali e strumenti di controllo. Poi monitoriamo a dist...
Lavoro

Coronavirus, lo psicologo: «Personale sanitario svilupperà disturbi post traumatici. Attivare subito supporto psicologico»

«Non sentono ancora ciò che stanno provando, lo capiranno più avanti. Parte del personale sanitario ne uscirà ancora più fortificato, ma quelli che non sono in grado di sopportare un carico emoti...