Lavoro 30 Gennaio 2020

Apparecchiature diagnostiche per MMG, ecco il decreto. Capitolati e formazione, cosa cambia per i medici famiglia

L’annuncio è arrivato durante la conferenza di chiusura del tour Fimmg #AdessoBasta. In tutto 235 i milioni destinati all’acquisto di macchinari

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«Un decreto dai contenuti rivoluzionari». Così Silvestro Scotti, Segretario Fimmg, ha presentato oggi il decreto attuativo sui fondi per le apparecchiature diagnostiche per i medici di medicina generale.

Diverse le novità: le gare di appalto dovranno avere delle relazioni tecniche messe a punto da esperti della Medicina generale. Inoltre le 40 ore di Formazione degli MMG saranno tutte orientate all’utilizzo delle apparecchiature. «Il medico di medicina generale è un soggetto che completa il suo sapere con le attrezzature. Ora va rivista la valutazione generalista» ha affermato Scotti durante la conferenza stampa di chiusura del tour #AdessoBasta. «Il decreto non crea costi aggiuntivi, la formazione rientra nel costo contrattuale – continua il Segretario FIMMG -. I medici parteciperanno in termini di relazione tecnica al capitolato d’appalto e il mio compito sarà quello di formare i medici per poter partecipare. Quindi dovremo osservare il mercato di chi offre queste attrezzature e andare a testare e validare, cosa che farà Fimmg nazionale».

In tutto sono 235 milioni di euro destinati alla diagnostica di primo livello per medici di base e pediatri di libera scelta. Ora manca il via libera da parte del Mef e poi le valutazioni della Conferenza delle Regioni, ma Scotti ha già annunciato che farà di tutto affinché il provvedimento sia operativo il prima possibile. Le Regioni ora hanno 60 giorni di tempo per presentare al Ministero un piano di fabbisogno relativo alle risorse assegnate. Tra le Regioni, la parte del leone la fanno Lombardia, Lazio e Campania nella ripartizione del fondo.

«È molto importante anche un altro aspetto – aggiunge Scotti -: i medici che già hanno delle attrezzature basali o che vogliono acquistarle in proprio potranno farlo. In quel caso le regioni sposteranno gli acquisti su attrezzature ad intensità assistenziale maggiore».

Tutti i medici di famiglia avranno queste attrezzature? «Io dico, tutti i cittadini devono poter fruire di questo servizio. Lavoreremo per questo» ha aggiunto Scotti.

Sul tavolo dei Medici di Famiglia anche l’adeguamento delle retribuzioni ai livelli del 2017. «Ieri abbiamo incontrato anche Gualtieri – spiega Scotti -. Se il Mef dà parere positivo lo stipendio dei medici di famiglia potrà essere adeguato ai valori contrattuali del 2017, poi dobbiamo completare con la Sisac l’accordo nazionale per poterlo adeguare ai valori previsti per il 2018. Il Ministro il 21 gennaio ha firmato il parere favorevole del Ministero della Salute. Non ci sono ragioni per non firmarlo».

CONCLUSO IL TOUR #ADESSOBASTA, QUALE BILANCIO?

Il tema della Conferenza stampa indetta al Ministero della Salute era in realtà la tappa finale del tour #AdessoBasta: il camper della Fimmg ha girato in lungo e largo la penisola per portare il messaggio dei medici di famiglia. Oltre 8mila i kilometri percorsi: il tour ha toccato 35 comuni, in molti casi piccole cittadine con meno di 5mila abitanti. Sono state raggiunte 500mila persone grazie alle campagne promosse sui social e alle affissioni locali.

«Il sistema di organizzazione della sanità – ha spiegato Scotti – tende a trovare soluzioni per i grandi agglomerati urbani che però sono poi quelli che hanno già la maggiore offerta sanitaria. Noi nei paesini abbiamo sempre trovato il prete, il carabiniere, il farmacista e il medico di famiglia. Nei piccoli comuni italiani vivono 10 milioni di abitanti che hanno bisogno di una sanità di contiguità, non di una sanità accentrata nelle case della salute o nelle città della salute. I cittadini hanno bisogno che la salute sia vicino al loro domicilio. La medicina generale ha dichiarato guerra a chiunque voglia farci perdere la fiduciarietà e la prossimità del nostro lavoro».

La Fimmg ha anche realizzato un filmato in cui viene data voce a cittadini, pazienti e sindaci incontrati nel lungo viaggio. «Il medico di base è quasi come un parente» afferma un anziano signore. Mentre Marco Giorgianni, sindaco di Lipari nelle Isole Eolie, sottolinea l’importanza dei medici di famiglia in un contesto isolano: «Spesso restiamo isolati e la loro presenza può darci serenità».

Alla conferenza ha partecipato anche il Ministro della Salute Roberto Speranza che ha ricordato come i medici di medicina generale «rappresentino la straordinaria capillarità del Servizio sanitario nazionale» e ha ricordato l’investimento nelle apparecchiature diagnostiche stanziato nella Legge di Bilancio.

«Noi spendiamo 70 milioni di euro all’anno in grandi tecnologie – ha ricordato il Governatore del Veneto Luca Zaia -. Oggi una tac e una risonanza non si nega più a nessuno. C’è una richiesta di sanità sempre più incalzante. Abbiamo pronto soccorso invasi da codici bianchi e verdi. Una volta bastava una telefonata per risolvere. Per questo i medici di famiglia sono molto importanti».

Alla conferenza stampa ha partecipato anche il Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Silvio Brusaferro, l’assessore alla Salute della Regione Lazio Alessio D’Amato, il sindaco di San Casciano dei Bagni Agnese Carletti, Antonio Gaudioso, Segretario Generale di Cittadinanzattiva e Paolo Biasci, Presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri che ha chiesto l’approdo a un nuovo ACN per i pediatri di libera scelta.

 

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