Lavoro 20 Agosto 2020

Aggressioni in sanità, Falconi: «Legge non basta, bisogna tornare ad investire sul personale»

Il Presidente del Tribunale dei diritti e doveri del medico: «Credo che ci saranno molte cause dopo l’emergenza Covid. Mi auguro che la magistratura faccia il suo dovere»

Aggressioni ai medici, contenziosi post Covid e psicologo delle cure primarie. Questi gli argomenti al centro di un colloquio con il Presidente del Tribunale dei diritti e doveri del medico Mario Falconi. Una lunga carriera quella di Falconi: segretario FIMMG e poi Presidente dell’Ordine dei medici di Roma, è stato tra i promotori, nel lontano 2011, del Tribunale dei diritti e doveri del medico contro «le crescenti inefficienze del Servizio sanitario pubblico e le continue aggressioni». Una definizione del 2011 che però testimonia come poco sia cambiato nel corso degli anni.

«La legge contro la violenza verso gli operatori sanitari non è sufficiente – spiega Falconi -. Ho fatto il primo convegno nazionale sulla violenza agli operatori sanitari all’Ospedale San Giovanni dove spiegavo quali erano le cause: se il servizio sanitario pubblico arretra, è ovvio che se un cittadino va al Pronto soccorso con trecento persone in attesa e qualcuno gli risponde male se la prende con gli operatori sanitari. Di certo non aggredisce né l’assessore, né il Presidente del Consiglio. E siccome il SSN è arretrato negli ultimi anni, e lo stiamo dicendo soprattutto adesso che c’è stata l’emergenza Covid, per fronteggiare il fenomeno bisogna reinvestire sul servizio pubblico con capacità, professionalità ma anche personale adeguato».

Un tema in qualche modo connesso è quello del contenzioso, che rischia di esplodere dopo l’emergenza Covid: i medici prima acclamati come eroi ora vengono ritenuti responsabili per i danni causati ai pazienti nell’affrontare la pandemia. Un rischio che ha spinto sindacati e associazioni a chiedere uno scudo penale per gli operatori che però al momento non si è concretizzato in Parlamento. «Il rischio di un esplodere dei contenziosi c’è, soprattutto per gli anziani morti nelle RSA. Magari i familiari non sapevano nulla. Credo che ci saranno molte cause dopo l’emergenza Covid. Mi auguro che la magistratura faccia il suo dovere. Laddove ci sono state delle responsabilità gravi e dolose è giusto che anche i medici vengano sanzionati, ma mi auguro che tutti gli altri vengano assolti».

Infine una battuta sullo psicologo delle cure primarie che un disegno di legge presentato in Senato da Paola Boldrini (Pd) potrebbe introdurre nel Sistema sanitario nazionale: una figura che dovrà collaborare in modo stretto con il medico di base.

«Non ci scordiamo che un cittadino sceglie un medico di famiglia e anche il medico di famiglia deve avere capacità, autorevolezza e conoscenze tali che lo portino a servirsi dello psicologo dove è necessario – spiega Falconi -. Una certa formazione psicologica deve essere patrimonio anche del medico di famiglia. Quando lo ritiene opportuno, il medico di famiglia dovrebbe avere l’opportunità di avere queste consulenze: oggi è molto difficile, per cui come al solito chi ha i soldi si cura meglio di chi non ce l’ha».

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