Gli Esperti Rispondono 10 Luglio 2017 15:37

A quali medici spetta l’indennità prevista per chi assiste il personale penitenziario?

Anche il medico incaricato presso una struttura centrale del D.A.P (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria) ha diritto all’indennità? È questa, in particolare, la domanda alla quale ha risposto il Consiglio di Stato con la sentenza n. 2860 del 12 giugno 2017. La legge n. 740 del 1970 (Ordinamento delle categorie di personale sanitario addetto agli istituti di […]

Anche il medico incaricato presso una struttura centrale del D.A.P (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria) ha diritto all’indennità? È questa, in particolare, la domanda alla quale ha risposto il Consiglio di Stato con la sentenza n. 2860 del 12 giugno 2017.

La legge n. 740 del 1970 (Ordinamento delle categorie di personale sanitario addetto agli istituti di prevenzione e pena non appartenenti ai ruoli organici dell’Amministrazione penitenziaria) disciplina all’art. 38 – come sostituito dall’art. 1 della legge n. 26 del 1991 – il trattamento economico dei medici incaricati.

Tale trattamento è costituito da una indennità mensile rapportata alla eventuale posizione del medico e, principalmente, alla dimensione (cioè al numero dei detenuti) dell’istituto penitenziario presso il quale il sanitario opera.

Il Consiglio ha stabilito che l’indennità in questione è un compenso ulteriore, destinato ad essere erogato ai sanitari i quali, oltre ad occuparsi della salute dei detenuti, svolgono anche prestazioni in favore del personale di custodia e non è dovuta a chi presta servizio in una struttura della sede centrale del Dipartimento.

Indubbiamente la normativa in questione risulta penalizzante per i sanitari addetti ai servizi centrali ma essendo la posizione di questi ben differenziata (sotto molteplici profili) rispetto a quella dei medici in servizio nelle carceri, la differenziazione retributiva è legittima.

Articoli correlati
Perché andare nelle Case della Comunità, se lo studio medico è sotto casa? Risponde Pina Onotri (SMI)
Il Segretario Generale del Sindacato Medici Italiani, in un’intervista a Sanità Informazione ripercorre le principali criticità del PNNR. Le proposte: «Modificare la legge 502/92 e studiare un meccanismo flessibile di equivalenza scelta/ore, che permetta ai medici con un carico assistenziale inferiore al massimale di coprire un debito orario nelle case di comunità, retribuiti a quota oraria o capitaria»
Medici e infermieri: patto su assistenza. Anelli (Fnomceo): «Regioni in ritardo sui fabbisogni»
Riuniti i due Comitati Centrali Fnomceo-Fnopi: «Da noi le indicazioni per la qualità e l’efficienza dei servizi. Ai cittadini vanno garantite le competenze delle due professioni». Anelli: «DM 71 ha sottostimato fabbisogno infermieri nelle case di comunità e non ha risolto il problema della carenza dei MMG»
Pediatri, medici del 118, guardie mediche: la carenza di camici bianchi investe il Molise
Nella regione si registra una grave carenza di pediatri ospedalieri e il Punto nascite di Isernia rischia di chiudere. Crudele (OMCeO Isernia): «Non bisogna fare avvisi per sei mesi a tempo determinato, ma concorsi che diano una stabilità». De Gregorio (OMCeO Campobasso): «La coperta è corta, abbiamo troppe sedi di guardia medica»
di Francesco Torre
Nei pronto soccorso piemontesi mancano 300 medici dei 640 previsti
La Simeu Regionale piemontese per quanto di propria competenza sui Pronto Soccorso precisa che si è conclusa da poco una ricognizione volta all’analisi della situazione dell’organico medico nei Pronto Soccorso della Regione
Medici contro l’ipotesi di usare gli infermieri come «supplenti» degli mmg
La Fnomceo e la Cimo-Fesmed rispondono all'assessore della Lombardia Letizia Moratti, secondo la quale gli infermieri potrebbe sostituire e contribuire alla carenza di medici di famiglia
di Redazione
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 27 giugno, sono 543.612.507 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.329.069 i decessi. Ad oggi, oltre 11,65 miliardi di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata dalla&nb...
Covid-19, che fare se...?

Quali sono i sintomi della variante Omicron BA.5 e quanto durano?

La variante Omicron BA.5 tende a colpire le vie aeree superiori, causando sintomi lievi, come naso che cola e febbre. I primi dati indicano che i sintomi durano in media 4 giorni
Covid-19, che fare se...?

Il vaccino può causare il Long Covid?

Uno studio americano ha segnalato una serie di sintomi legati alla vaccinazione anti-Covid. Ma per gli esperti non si tratta di Long Covid, ma solo di normali effetti collaterali