Formazione 27 Luglio 2022 12:00

Università: sale ‘ansia da prestazione’ per test ingresso a Medicina, da Consulcesi guida per prepararsi

A causa della pandemia che, almeno in parte, ha compromesso la formazione scolastica, mai come quest’anno gli aspiranti studenti di Medicina sono preoccupati di non essere all’altezza per entrare nella facoltà dei sogni. Per questo Consulcesi offre loro la guida “Come arrivare preparati e in forma al test per Medicina e per le Professioni sanitarie”, con consigli pratici per prepararsi al meglio

Università: sale ‘ansia da prestazione’ per test ingresso a Medicina, da Consulcesi guida per prepararsi

Sale l’ansia da prestazione dei molti aspiranti studenti di Medicina che, a fatica, si stanno preparando ad affrontare i test d’ingresso all’università previsto il prossimo 6 settembre. «Mai come quest’anno si sentono preoccupati e timorosi, consci che la pandemia abbia in parte compromesso la loro formazione scolastica», conferma Giorgio Nardone, psicoterapeuta e tra i docenti del corso ad accesso gratuito, offerto da Consulcesi Club, intitolato “Come arrivare preparati e in forma al test per Medicina e per le Professioni sanitarie”. A peggiorare la situazione, l’incognita delle nuove modalità di selezione annunciate dalla ministra dell’Università Maria Cristina Messa. Dal 2023, infatti, il test d’ingresso cambierà completamente volto, ma già da quest’anno ci saranno tagli e novità che mettono in ansia gli studenti. «Da anni ormai sappiamo che i ragazzi italiani – continua Nardone – riportano livelli di stress, depressione e ansia scolastica non solo superiori rispetto ai loro coetanei europei, ma anche in costante crescita».

Se nel 2021 il 25% degli studenti dichiara di aver sofferto di depressione e il 20% ha manifestato problematiche legate all’ansia, disturbi di panico e fobia sociale, «la situazione è ulteriormente grave se guardiamo agli studenti di Medicina, tra i quali si riscontra un’incidenza di depressione da due a cinque volte maggiore rispetto alla popolazione generale», aggiungono i docenti del Corso Consulcesi che oltre a Nardone vede il contributo della neurologa Maria Cristina Gori e alla nutrizionista Marika Picardi. Il corso spiega quali sono gli esercizi e strategie utili per affrontare al meglio la selezione per le facoltà a numero chiuso.

«Il malessere inizia ancor prima di intraprendere il percorso universitario – ricorda Gori – quando i giovani studenti si ritrovano nell’estate dopo la maturità, soli a prepararsi per affrontare il tanto temuto test d’ingresso alle facoltà scientifiche». Aggiunge Nardone: «Ma mettendo in atto quelle che all’apparenza possono sembrare soluzioni semplici, si possono contrastare i sintomi comuni come carenza di energia, scompensi emotivi e senso di oppressione che ci impediscono di ottimizzare l’apprendimento e gestire al meglio lo studio».

Con un approccio che guarda alla salute mentale dei più giovani a 360 gradi, attraverso l’equilibrio fisico e psicologico, il corso multimediale suggerisce, oltre ad una modalità di apprendimento basata sulla psicologia dell’apprendimento, come gestire l’ansia attraverso esercizi come quello noto come della “fantasia peggiore”, non mancando di raccontare come l’alimentazione può influire su ansia e stress per suggerire quindi la migliore dieta sotto esami. «Cibo, acqua e riposo, non sono elementi da sottovalutare quando si parla di performance e apprendimento», ricorda la nutrizionista Picardi.

Consulcesi è al fianco dei medici e degli aspiranti tali per migliorare l’attuale strategia di selezione delle università italiane. «Da anni ci facciamo promotori di un cambiamento necessario», dichiara Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi Group, polo di riferimento nella formazione Ecm obbligatoria per medici e operatori sanitari e nell’assistenza legale attraverso un network di avvocati specializzati in materia. «Fin dalla nostra nascita, supportiamo la causa degli aspiranti professionisti della salute che considerano le attuali modalità di selezione inadatte a valutare l’effettiva preparazione, attitudine e motivazione degli studenti ed esortiamo modelli alternativi, basati su una modalità più meritocratica e giusta».

 

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