Formazione 12 settembre 2016

Test Medicina: uno su sei entra… gli altri faranno ricorso

Numerose segnalazioni di irregolarità: l’80% dei candidati pronto ad adire le vie legali. Non solo anagrafiche non firmate, ecco cosa è “sfuggito” alle commissioni”. Il MIUR mette on line test e risposte. Il responsabile salute del Corriere della Sera ha fatto il test: provaci anche tu

Ha consegnato dopo 44 minuti, commettendo 11 errori (la risposta inesatta su un quesito di Biologia gli ha provocato, peraltro, un certo imbarazzo…). Non stiamo parlando di uno dei 63mila ragazzi che hanno partecipato al test di Medicina, ma di Luigi Ripamonti, responsabile di Corriere Salute. Il giornalista, laureato in Medicina, si è messo in gioco – trent’anni dopo la laurea – per raccontare la prova da una prospettiva decisamente originale, arrivando alla conclusione, come scrive nell’articolo «che alla fine il test fosse di difficoltà non esagerata per menti ben allenate e fresche di studi secondari superiori, anche se colpisce il livello delle domande di carattere biologico. In questo caso a essere premiato non sarà chi è più intelligente ma chi ha studiato meglio la materia durante l’estate. Però chi lo ha fatto è probabilmente più motivato e questo rientra a pieno diritto fra i criteri di selezione».

PROVA ANCHE TU A FARE IL TEST

Un’analisi che rispecchia anche il sentimento post-test di molti candidati. «Ci aspettavamo di peggio – spiega Luca – direi che la prova era più che fattibile. Le domande di Biologia, però, erano toste anche perché la risposta se non la sai, non è che puoi inventarti nulla. Un esempio? Il peso dell’anidride carbonica…». «Io ho trovato più difficoltà per i quesiti di Chimica e Matematica – interviene Aldo – ma in generale le domande erano chiare ed il test ben bilanciato. Il tempo? 100 minuti bastano anche per poter riflettere per la parte del test riservata alla Logica».

Tutto, dunque, dipende dalla preparazione. Ed a quanto pare, quest’anno, i candidati lo erano particolarmente visto che, tra i commenti raccolti “a caldo” al termine della prova e sui social network, la stragrande maggioranza si dice soddisfatta e convinta di aver totalizzato un ottimo punteggio. Per averne la conferma si dovrà attendere il 20 settembre quando ognuno dei candidati potrà verificare sul portale Universitaly i propri risultati. La data da segnare in rosso sul calendario, però, è quella del 4 ottobre con la pubblicazione delle graduatorie: a disposizione ci sono poco più di 9mila posti. Quindi solo uno studente ogni sei candidati potrà immatricolarsi a Medicina e iniziare il percorso verso il camice bianco. E gli altri?

«Io ho fatto anche il test di Biotecnologie», rivela Andrea, spiegando che, se non ce la farà, ritenterà il prossimo anno ma nel frattempo si porterà avanti con gli esami da farsi convalidare dopo l’eventuale passaggio di facoltà. In molti optano per questa soluzione, scegliendo tra facoltà affini a Medicina. Lo fa anche chi prima di ripetere la prova, tenterà anche la strada del ricorso. Secondo le prime stime un’ipotesi presa in considerazione da almeno l’80% dei candidati. Se alla “Sapienza” di Roma molti ragazzi raccontano di «commissioni molto attente a vigilare sulla regolarità della prova», da molti altri dei 38 Atenei italiani che hanno ospitato i Test giungono lamentele e segnalazioni di irregolarità (come quelle raccolte dal portale www.numerochiuso.info). Studi legali e associazioni studentesche le stanno già mettendo tutte in fila e si preparano ad adire le vie legali. Cosa sarebbe successo? Gran parte dei ricorsi dovrebbe vertere sulla mancata firma apposta sulla propria scheda anagrafica. Si parla anche però di utilizzo di smartphone o altri dispositivi informatici e mancato rispetto dei tempi di consegna. In generale, inoltre, si evidenziano disparità tra sedi d’esame a partire dall’assegnazione dei posti: in alcuni casi casuale, in altri no.

Dopo le graduatorie facile ipotizzare un’ondata di ricorsi a mettere ancora in discussione il sistema del Numero chiuso, contestato dagli aspiranti medici insieme ai sindacati, che numeri alla mano, continuano a richiamare l’attenzione sulla necessità di intervenire per tamponare l’emorragia.

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