Formazione 7 aprile 2014

Studenti medicina di nuovo in piazza al grido “non vogliamo emigrare”

Nel mirino le borse per i contratti di specializzazione. Anaao e Sigm: “Il governo dia prospettive affinché i nostri medici restino in Italia”

Immagine articolo

La formazione specialistica medica assume sempre più i contorni dell’emergenza sociale: la programmazione del numero chiuso per l’accesso alle scuole di Medicina e Chirurgia del 2014/2015 comporterà tra 6 anni circa 8000 nuovi laureati, ma oggi i contratti di formazione specialistica disponibili sono circa 3.300, cui aggiungere 900 borse per la formazione di Medicina Generale”.

E’ questo il quadro tracciato in una nota diramata dai giovani medici iscritti all’ Anaao (sindacato dei medici dirigenti),  da cui ha preso le mosse, nei giorni scorsi, la manifestazione di protesta degli studenti di medicina in piazza Montecitorio.

Le borse stanziate non sono sufficienti a coprire il fabbisogno dei laureati in professioni sanitarie, molti dei quali non potranno quindi proseguire l’iter specialistico nel nostro Paese. Non è difficile dedurre che le conseguenze dei dati indicati, in assenza di provvedimenti correttivi, si tradurrebbero in una crisi occupazionale e in una massiccia fuga dei nostri medici verso l’estero, complice il blocco delle assunzioni e la riforma pensionistica, nella speranza di poter finalmente esercitare la professione. Tutto ciò a fronte di un enorme investimento economico ed organizzativo, sia da parte dello Stato che da parte delle famiglie degli aspiranti medici.

L’unica soluzione, secondo l’Anaao Giovani, sarebbe una riforma strutturale della formazione medica, che parta dalla corretta programmazione dei fabbisogni per continuare a garantire elevati standard di cura, insieme a prospettive professionali per le nuove generazioni.

Sulla stessa linea di pensiero si trovano i Giovani Medici del Sigm, promotori, nei giorni scorsi, della petizione on line #medicisenzafuturo, che ha raccolto decine di migliaia di firme poi portate all’attenzione del ministro Lorenzin. Il presidente Sigm, Walter Mazzucco, ha espresso soddisfazione per l’esito dell’incontro con il ministro “che si è impegnata a lavorare di concerto con il Miur per individuare un’ipotesi di copertura di nuovi contratti di specializzazione, da calare già nei prossimi giorni nel Decreto legge ‘Taglia spese e tasse’ e nel Documento di economia e finanza (DEF)”.  Nonostante regnino ancora confusione e incertezza, insomma, al tempo stesso iniziano a registrarsi una certa sensibilità sul tema e buona volontà, da parte del governo, per cercare soluzioni condivise.

GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Sanità internazionale

La lettera di un medico stressato: «Il mio lavoro sta prosciugando la mia umanità»

«L’ultimo tuo contatto umano, poco prima che le tue condizioni peggiorassero velocemente e morissi, è stato con un medico stressato e distaccato, che ha interrotto il tuo ricordo felice. Ti chiedo...
Lavoro

Ex specializzandi: nel 2018 dallo Stato rimborsi per oltre 48 milioni e nuovi ricorsi sono pronti per il 2019

La "road map dei risarcimenti" regione per regione: Lazio in testa con 9 milioni, sul podio Lombardia e Sicilia. Più di 31 milioni al centro-sud con la Sardegna in forte crescita. Pronta la nuova azi...
Mondo

Da Messina alla Nuova Zelanda, la storia del fondatore di Doctors in Fuga: «Così aiuto giovani medici ad andare all’estero»

Stipendi più alti, maggiore attenzione al merito, assenza di contenziosi legali grazie ad una migliore comunicazione tra medici e pazienti. Davide Conti è in Nuova Zelanda da nove anni e non ha alcu...