Formazione 21 Settembre 2020 06:47

Scuola di chirurgia robotica, al via il primo corso dell’Università Statale all’Ospedale San Paolo di Milano

Il professor Paolo Pietro Bianchi direttore della Chirurgia 1: «Precisione e sicurezza con un sistema a doppia consolle, molto simile a quello delle scuole guida. Il chirurgo senior è in grado di bloccare o attivare gli strumenti che il chirurgo più giovane sta utilizzando in ogni momento dell’intervento»

di Federica Bosco

Con il nuovo anno accademico prende il via all’Ospedale San Paolo il primo corso di chirurgia robotica dell’Università Statale di Milano. L’obiettivo è quello di sviluppare un percorso formativo altamente innovativo attraverso l’utilizzo di un Sistema Robotico di ultima generazione. Il corso, diretto dal prof. Enrico Opocher, Direttore del Dipartimento di Chirurgia dell’ASST Santi Paolo e Carlo, si allinea alle esigenze formative e chirurgiche più avanzate del mondo.

UN ROBOT A VISIONE TRIDIMENSIONALE SIMILE AD UNA GRANDE CONSOLE PER VIDEOGIOCHI

«Il robot è una macchina che si collega a degli strumenti introdotti all’interno della cavità addominale – spiega il professor Paolo Pietro Bianchi, direttore della Chirurgia 1 dell’Ospedale San Paolo a cui è affidato il corso – strumenti che hanno una mobilità superiore a quella della mano, il sistema di visione è ad alta definizione e tridimensionale, il chirurgo lavora al robot con tre bracci, due di manovra e uno che funziona da retrattore, che consente di avere sempre la miglior visione possibile. Il chirurgo sta seduto davanti ad un enorme microscopio che assomiglia ad una console per videogiochi di grandi dimensioni, manovra due manopole che si chiamano master che sono proprio come i joystick, e che muovono direttamente i bracci robotici. È importante che al tavolo operatorio ci sia un aiuto, un esperto della robotica che sia in grado di controllare gli agganci del robot al sistema di valvole e poi abbia la possibilità di introdurre degli strumenti laparoscopici che aiutino il chirurgo operatore».

CHIRURGIA MININVASIVA A DOPPIA SICUREZZA

«I vantaggi clinici sono molteplici: è possibile proporre una chirurgia mininvasiva sulla incisione e all’interno della cavità addominale. L’altro aspetto importante che stiamo sviluppando con l’Università di Milano è quello della didattica».

«La chirurgia robotica è dotata di un sistema a doppia console che è molto simile a quello delle scuole guida con doppi volanti e doppi pedali, per cui il chirurgo senior esperto è in grado di bloccare o attivare gli strumenti che il chirurgo più giovane sta utilizzando in ogni momento dell’intervento per garantire la sicurezza e soprattutto quando il chirurgo più giovane sta operando è in grado di tracciare la via da seguire, l’occhio dove posizionare lo strumento e quant’altro. Quindi il vantaggio enorme di questa tecnologia e gli sviluppi futuri sono legati alla possibilità di avere una piattaforma digitale».

UN PROGETTO FINANZIATO DA REGIONE LOMBARDIA PER 700MILA EURO

Il progetto, che sarà finanziato per 700mila euro dalla Regione Lombardia, vedrà l’Università Statale impegnata a sostenere il costo del personale e ad allestire la sala operatoria integrata con doppia console a cui saranno collegate le aule didattiche per la live surgery e il simulatore robotico.

STUDENTI SELEZIONATI

Al corso riservato ad un numero ristretto di studenti, potranno accedere i più meritevoli: «Mi è stato proposto di partecipare al corso di chirurgia robotica all’Ospedale San Paolo e ritengo sia una gran fortuna potersi confrontare e imparare una tecnologia all’avanguardia sin dai primi anni di specialità – racconta Francesco Toti, specializzando al primo anno –. E’ molto affascinante e interessante cimentarsi con un sistema innovativo e poter trasferire le competenze digitali acquisite in altri campi anche ludici in un campo complesso come la chirurgia e il fatto di poter manovrare ogni singolo braccio e avere un campo operatorio molto stabile e interessante».

Iscriviti alla newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Tumore alla prostata: più casi ma meno decessi, il libro bianco di Fondazione Onda aiuta a capire il perché
Con 37 mila nuove diagnosi l’anno il cancro alla prostata rappresenta il 19% di tutti i tumori diagnosticati nella popolazione maschile italiana. Sorveglianza attiva, chirurgia robotica e radioterapia di precisione, oltre a cure sempre più personalizzate, permettono di gestire la malattia. In futuro si punta sulle terapie ormonali
Regione Lombardia investe 7,5 milioni di euro nelle cure domiciliari
Nuove tecnologie, telemedicina e personale specializzato gli ambiti di sviluppo su cui è concentrata l’attenzione di pubblico e privato. Da MedicaAir nuovi studi per migliorare la consistenza dei cibi per pazienti con insufficienza respiratoria
Il grande “Cor de Milan”: volontari pronti a partire e ad accogliere i profughi in città
Il Sindaco Beppe Sala alla partenza del convoglio di aiuti di Fondazione Progetto Arca annuncia un vademecum per l’ospitalità
A quattro anni le salva la vita, 30 anni dopo la ritrova collega in sala operatoria
Per Alessandro Giamberti, responsabile della Chirurgia Pediatrica del Policlinico San Donato di Milano, l’incontro con Valeria Terranova è stata una grande emozione. Nota la cicatrice di questa giovane anestesista specializzanda proveniente da Siena arruolata nel periodo Covid, e scopre che ad operarla era stato proprio lui. Oggi vanno insieme nelle missioni in Africa per salvare i bambini cardiopatici
Regione Lombardia investe 10 milioni di euro nel “ponte digitale” tra ospedale e territorio
Il 2022 sarà l’anno decisivo per la realizzazione di una piattaforma centralizzata in grado di mettere in rete le strutture ospedaliere, le case di comunità e creare percorsi di telemedicina a cui avranno accesso i cittadini
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Dalla Redazione

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Ad oggi, 5 dicembre 2022, sono 645.344.408 i casi di Covid-19 in tutto il mondo e 6.641.218 i decessi. Mappa elaborata dalla Johns Hopkins CSSE. I casi in Italia L’ultimo bollettino di...
Covid-19, che fare se...?

Se ho avuto il Covid-19 devo fare lo stesso la quarta dose?

Il secondo booster è raccomandato anche per chi ha contratto una o più volte il virus responsabile di Covid-19. Purché la somministrazione avvenga dopo almeno 120 giorni dall'esit...
Covid-19, che fare se...?

Quali sono gli effetti collaterali della quarta dose?

Gli effetti collaterali dell'ultimo richiamo di Covid-19 sono simili a quelli associati alle dosi precedenti: un leggero gonfiore o arrossamento nel punto di iniezione, stanchezza e mal di testa