Covid-19, che fare se...? 21 Luglio 2015 16:34

Il bollettino del Ministero

Il saluto del Ministro alla Tavola rotonda “La lezione di e-bola”

di Ministero della Salute
Carissimi, sono molto felice che il Ministero ospiti oggi la tavola rotonda istituzionale dal Titolo “La lezione di Ebola, formazione e informazione per prevenire le pandemie”.
Purtroppo impegni di carattere istituzionale mi impediscono di partecipare. È apprezzabile l’idea di un docufilm, che spero di potere presto visionare, rivolto al personale medico e paramedico chiamato ad affrontare la gestione di emergenze sanitarie.
In Italia abbiamo curato con successo due persone affette da Ebola. Tali due casi, che sono stati gestiti proprio grazie ai protocolli attivati nell’ambito delle procedure di sorveglianza e profilassi, logistico, assistenziale e terapeutico, rappresentano un motivo di grande orgoglio per il nostro Sistema Sanitario. II Ministero della salute, al pari delle altre autorità sanitarie europee ed extra europee, ha seguito e segue con estrema attenzione l’evoluzione della situazione della epidemia da virus Ebola (EVD) in Africa Occidentale.

Fin dal primo insorgere dell’epidemia, il Ministero ha fornito indicazioni per il rafforzamento, rispettivamente, della sorveglianza in corrispondenza nei punti di ingresso internazionale e sul territorio, per la immediata segnalazione di eventuali casi sospetti. Ha inoltre disposto un Protocollo centrale per la gestione dei casi di Malattia da Virus Ebola e dei contatti sul territorio nazionale, cui fare riferimento nell’organizzazione della preparazione e della risposta al verificarsi degli stessi, con le indicazioni per l’adozione di misure di prevenzione delle infezioni, compreso l’uso dei Dispositivi di Protezione Individuale, in coordinamento con le indicazioni dell’Unione Europea, che, oltre ad avvalersi della consulenza tecnica del Centro Europeo per il controllo delle Malattie, si è basato sulle raccomandazioni fornite dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. I documenti informativi sulla Malattia da Virus Ebola (MVE) e di indirizzo in relazione alle febbri emorragiche virali in generale ed alla MVE in particolare sono stati pubblicati sul portale del Ministero della Salute, all’indirizzo www.salute.gov.it/ebola.

II nostro Paese vanta centri di riferimento di livello internazionale per la gestione di casi di malattie altamente trasmissibili. Oltre ad una solida rete di Dipartimenti di Prevenzione in tutte le regioni, per l’applicazione delle misure di sanità pubblica in caso di malattie trasmissibili, in Italia si può contare sull’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive – IRCCS “Lazzaro Spallanzani” di Roma e sull’Azienda Ospedaliera “Luigi Sacco” di Milano, che hanno offerto e offrono garanzia di personale adeguatamente formato ed expertise professionale sia per ciò che riguarda la clinica che per ciò che concerne la diagnostica di laboratorio. L’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” (INMI), oltre ad essere centro nazionale di riferimento per le Febbri Emorragiche, è stato ed è in prima linea contro la crisi Ebola in Africa occidentale, con diversi operatori e ricercatori dell’INMI hanno prestato la loro opera all’interno del piano di risposta internazionale, coordinato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in collaborazione con i Ministeri della Salute dei Paesi interessati e la Commissione Europea, per supporto clinico e per l’attivazione di laboratori mobili di alto biocontenimento (BSL4). Non da ultimo, I’INMI Spallanzani ha organizzato, con il contributo del personale di questo Ministero, corsi di formazione per gli operatori sanitari.

Il personale medico e tecnico della prevenzione in servizio presso i competenti uffici della Direzione Generale della Prevenzione del Ministero e gli USMAF, attraverso un protocollo concordato con il MAE, continua a mettere in atto attività di vigilanza sanitaria mirata nei confronti di personale delle organizzazioni governative e non governative che operano nei Paesi affetti da Ebola, sottoponendo tale personale al momento del loro arrivo a screening non invasivi e non limitanti la libertà di movimento e fornendo agli Uffici centrali del Ministero le indicazioni per la prosecuzione della sorveglianza, per il periodo previsto, nei luoghi di residenza.

Vi ringrazio quindi per aver proposto questa iniziativa informativa e Vi auguro buon lavoro.

Beatrice Lorenzin 
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