Formazione 16 Settembre 2014

Giovani in fuga…ora anche dal caos test 

Il Tar riammette altri 500 aspiranti medici. Università in tilt

Immagine articolo

Le immagini di cittadini albanesi che arrivavano in Italia a caccia di speranze sono ormai sbiadite. Ma sono anche anacronistiche. I tempi sono infatti cambiati ed i ruoli si stanno invertendo.

L’Adriatico ora si percorre al contrario ed è innegabile che Tirana stia diventando una meta ambita per nuove forme di business “made in Italy” ed altre opportunità.

È il caso degli studenti che, per aggirare i test d’ammissione in Italia (la fragilità del sistema del Numero Chiuso è ormai sotto gli occhi di tutti) vanno a colpo sicuro in altri Paesi europei, come Romania, Spagna e soprattutto Albania. Proprio qui le ammissioni sembrano essere decisamente morbide, come testimonia l’ondata di italiani immatricolati. Un fenomeno talmente dilagante che ha costretto anche il ministro all’Istruzione Stefania Giannini ad un drastico intervento, stringendo un accordo con Paolo Ruatti, il rettore dell’Università Cattolica Nostra Signora del Buon Consiglio di Tirana che rilascia lauree congiunte con alcuni atenei italiani. In virtù del “patto-studio” tra Italia e Albania per farsi ammettere bisognerà faticare il doppio ed i posti saranno più che dimezzati, passando dalle 280 matricole italiane (a fronte di 642 domande presentate) dello scorso anno accademico alle 110 di quello che sta per iniziare.  L’accordo siglato soddisfa la FNOMCeO, che aveva più volte denunciato il caso. Per il segretario generale della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Luigi Conte si  “tratta di un passo in avanti, ma comunque un risultato parziale e fatto in gran parte per l’opinione pubblica fortemente avversa”.

Il caso ha contribuito comunque a tener accesi i riflettori sul tema caldo del Numero Chiuso. Mentre tiene banco il dibattito tra favorevoli e contrari alle prove selettive d’accesso ed il Governo si lancia verso il modello francese aprendo un altro fronte di discussione, si rafforza la consapevolezza che si debba comunque rimodulare l’attuale sistema. Attraverso le recenti sentenze – l’ultima quella del Tar di Napoli che solo la scorsa settimana ha riammesso altri 500 studenti –  non si corre solo il rischio di mandare in tilt l’organizzazione universitaria per via delle riammissioni in sovrannumero (ai 10.500 vincitori delle prove ne sono stati aggiunti altri 2.500 attraverso i ricorsi), ma si presta anche il fianco ai rimborsi che si possono ottenere per il ritardato ingresso nel mondo del lavoro. Un salasso a carico dello Stato e quindi dei contribuenti.

Per info: www.numerochiuso.info  oppure numero verde 800.122.777

Articoli correlati
Numero chiuso, pubblicate le date dei test: si parte il 3 settembre con Medicina
Nelle prossime settimane verranno comunicati i contenuti delle prove ed il numero di posti disponibili. Ecco il calendario completo dei test
Scuole specializzazione, Bonsignore (FNOMCeO): «No a deroghe su qualità formazione né a chiusure»
Una scuola su quattro rischierebbe l’accreditamento perché non rispetterebbe gli standard qualitativi previsti. Il coordinatore dell’Osservatorio giovani della FNOMCeO: «Le reti formative integrino università, ospedali e territorio». E sul numero chiuso: «Prova di accesso attuale non fa gran selezione. Dovrebbero essere valutate anche le motivazioni dei candidati»
Numero Chiuso, Rettore Università Padova chiede 20% posti in più a Medicina. De Poli (Udc): «Sostengo richiesta, primo passo per contrastare carenza di medici»
Il Magnifico dell’Università Bo lo ha detto in audizione alla Camera sulla proposta di riforma del numero programmato per l’accesso alle università. Il deputato Udc chiede più fondi: «L'Italia rimane indietro: lo stanziamento medio dello Stato per ogni studente universitario è di 100 euro contro i 300 euro di Francia e Germania»
Riforma numero chiuso, Guicciardi (FederSpecializzandi): «Modello francese dà troppa discrezionalità ai professori»
Il presidente dell’associazione si dice contrario all’abolizione dell’accesso programmato alle facoltà di Medicina senza l’aumento delle borse di specializzazione. Guicciardi ha dubbi anche sul sistema utilizzato in Francia, con uno sbarramento alla fine del primo anno: «Sorgerebbe il problema della trasparenza e dell’equità. Anche la Francia lo sta rimettendo in discussione»
Numero chiuso a Medicina, Salvini rilancia l’abolizione. E sposa la proposta del rettore Unife Zauli che vuole sperimentare lo stop ai test
Il vicepremier, sui social, sottolinea: «Via il numero chiuso a Medicina: diritto allo studio e al lavoro per tanti ragazzi, diritto alla salute per tanti Italiani. Sono d'accordo!». Il Magnifico Rettore dell’ateneo di Ferrara propone che dal prossimo anno accademico la soglia di sbarramento non sia più il test d'ingresso, ma finire tutti gli esami del primo semestre del primo anno con una media non inferiore al 27
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Lavoro

Riscatto agevolato della laurea, ecco perché ai medici conviene. Cavallero (Cosmed): «È l’unico modo per programmare un’uscita dal lavoro prima dei 70 anni»

La norma voluta dal governo permetterà a chi ha iniziato a lavorare dal 1996 di poter guadagnare anni di contribuzione pagando 5240 euro per ogni anno di studio. «Dobbiamo capire perché universitar...
Lavoro

Allarme pensioni, Palermo (Anaao): «Si rischia il caos. Speriamo che aderisca a Quota 100 solo il 25%»

In base alle stime del sindacato, per il combinato disposto di Quota 100 e gobba pensionistica, in tre anni lasceranno il SSN 24mila medici, che si aggiungono all’attuale deficit di 10mila camici bi...
Lavoro

Rinnovo contratto sanità privata, Aiop: «Siano coinvolte Regioni». Cgil: «Chi fa profitti non può chiedere che a pagare siano altri»

Dopo 18 mesi di trattativa, i sindacati confederati hanno interrotto il dialogo perché le controparti, Aiop e Aris, non sono disposte a farsi carico della parte economica del rinnovo del contratto di...
di Giulia Cavalcanti e Giovanni Cedrone