Formazione 19 Dicembre 2019

Formazione Ecm, si cambia. Un anno per la riforma e la valorizzazione del sistema

La Commissione nazionale per l’Educazione continua in medicina ha istituito un Gruppo di lavoro che riformerà il sistema Ecm. Obiettivi: puntare sulla qualità degli eventi formativi e adeguare la formazione continua nel settore salute alle esigenze e ai nuovi scenari del SSN, dalle nuove tecnologie alla multidisciplinarietà

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La Commissione nazionale per l’Educazione continua in medicina ha deciso di rivedere il sistema Ecm. Un sistema che, a vent’anni dalla sua istituzione, «non è più adeguato per rispondere ai bisogni dei pazienti, alle esigenze del Servizio sanitario e allo sviluppo professionale». Questi i motivi che, come si legge in una nota, hanno spinto la Commissione ad adottare una delibera che istituisce un Gruppo di lavoro per la «revisione e la valorizzazione del sistema della formazione continua nel settore salute» finalizzata ad «elevare la qualità degli eventi formativi per migliorare le competenze e le abilità cliniche, tecniche e manageriali degli operatori sanitari, con l’obiettivo di assicurare efficacia, appropriatezza, sicurezza ed efficienza all’assistenza prestata dal Servizio sanitario nazionale».

ANELLI (FNOMCEO): «ADEGUIAMO SISTEMA A ESIGENZE SSN»

«La formazione continua dei professionisti della salute è una garanzia per la salute del cittadino e per la qualità del sistema di cure – spiega Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri e vicepresidente della Commissione nazionale per l’Educazione continua in medicina -. Con l’istituzione di questo Gruppo di lavoro, la si vuol valorizzare, intercettando i fabbisogni di formazione di tutte le componenti delle professioni oggi esistenti: penso ai professori universitari e ai ricercatori, e delle nuove professioni. E adeguandola alle esigenze del Servizio sanitario nazionale, che deve fare i conti con i nuovi scenari legati, ad esempio, all’intelligenza artificiale, alle inedite frontiere della bioetica, alla cronicità e, non ultima, alla multidisciplinarietà e al lavoro in equipe».

MONACO (FNOMCEO): «LA SANITÀ È CAMBIATA E LO STESSO DEVE FARE LA FORMAZIONE»

Per la FNOMCeO, faranno parte della squadra che scriverà le regole dell’aggiornamento per i prossimi anni il coordinatore dell’area strategica formazione Roberto Stella, il segretario Roberto Monaco ed il componente della Commissione nazionale Albo Odontoiatri Alessandro Nisio: «Si tratta più di una revisione che di una vera e propria riforma del sistema – commenta Monaco -. Il gruppo di lavoro ragionerà sulle modifiche da proporre alla commissione ECM. L’obiettivo è dare maggior valore ai crediti formativi. Sono passati diversi anni – continua Monaco – da quando è stato inventato il sistema formativo attuale. Nel frattempo, è cambiato tanto nel mondo del sistema salute: nuove tecnologie, nuove scoperte, un nuovo modo di fare il medico, insomma. Il mondo della sanità è cambiato e lo stesso deve fare quello della formazione professionale. La multiprofessionalità, ad esempio, deve essere portata a sistema, includendo anche i nuovi Ordini istituiti con la Legge 3/2018».

Ed è proprio per dare tempo ai nuovi Ordini di entrare a pieno titolo nel sistema dell’Ecm, oltre che per dare pieno corso alla riforma del sistema, la Commissione ha deliberato di «mantenere l’obbligo formativo, pari a centocinquanta crediti, per il triennio 2020-2022 e consentire l’acquisizione dei crediti formativi relativi al triennio 2017/2019 sino al 31 dicembre 2020». Tra le altre novità, anche l’inserimento della formazione sull’utilizzo della cannabis terapeutica nella gestione del dolore tra le tematiche di interesse nazionale, con relativo bonus di crediti, e l’accreditamento dei percorsi multidisciplinari di sperimentazione clinica dei medicinali, nei quali sia data rilevanza alla medicina di genere e all’età pediatrica.

ZORGNO (FOFI): «CONTRASTARE IL DISINNAMORAMENTO VERSO LA FORMAZIONE»

«Il nostro scopo è quello di modernizzare il sistema ECM, ma abbiamo un anno di tempo per ragionarci – spiega poi Giovanni Zorgno della Federazione Nazionale degli Ordini dei Farmacisti e membro della Commissione ECM –. Dobbiamo affrontare la questione per fare in modo che gli iscritti siano sempre più vicini alla formazione, non solo per evitare le sanzioni ma principalmente per stare vicini ai cittadini. Dobbiamo trovare il modo per incentivare maggiormente gli iscritti alla formazione, perché abbiamo notato un certo disinnamoramento verso la formazione. È un discorso – spiega ancora Zorgno – che riguarda tutte le professioni sanitarie. L’intento è quello di comprendere le esigenze dei professionisti e come dare maggiori incentivi per far crescere il più possibile il numero di iscritti che faranno la formazione. Per farlo ci confronteremo anche con le altre professioni».

PATERI (FNOPI): «PROFESSIONISTI VANNO SENSIBILIZZARE, PERCHÈ IL MONDO CI GUARDA»

«Un aggiornamento del sistema ECM è inevitabile ma la riforma è ancora tutta da scrivere – commenta Pierpaolo Pateri, membro della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche nella Commissione nazionale ECM -. L’aggiornamento continuo è rimasto per lungo tempo sullo sfondo, non si è ritenuto una cosa importante, non è stato sottolineato adeguatamente l’obbligo. L’obiettivo quindi è quello di sensibilizzare i professionisti, anche perché il mondo intorno a noi ci guarda, ed è giusto che sia così. Come professione abbiamo l’obiettivo di certificare il più ampio numero possibile di operatori. Bisogna lavorarci. Gli ordini, radicati sul territorio e con un rapporto diretto con gli iscritti, possono svolgere un ruolo importante».

TORTORELLA (CONSULCESI): «BENE INDIRIZZO DATO DA SPERANZA E ANELLI»

«La riforma dell’ECM annunciata dalla Commissione Nazionale è una grande opportunità per il sistema salute italiano: ora sarà importante che questo processo sia orientato verso la qualità dei corsi, la Formazione a Distanza (FAD) e le straordinarie potenzialità dell’innovazione tecnologica. Sarà, inoltre, fondamentale che in questo processo anche i Provider partecipino attivamente al cambiamento». Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi, realtà di riferimento per oltre 100mila medici e operatori sanitari, plaude al nuovo indirizzo dato all’aggiornamento continuo dal ministro alla Salute Roberto Speranza, il presidente della FNOMCeO Filippo Anelli e condiviso da tutti gli Ordini. «Ci auguriamo – continua Tortorella – che vengano destinate ancora maggiori risorse all’aggiornamento professionale, magari anche attraverso il Patto per la Salute, perché non dimentichiamo che questo comparto ha un indotto di oltre 100mila addetti. A tal proposito, la riforma rischierebbe di essere monca se venisse meno il contributo dei Provider che andrebbero coinvolti nei tavoli di lavoro con una vera rappresentanza nella Commissione ECM».

MAZZACANE (CISL LOMBARDIA): «I PROVIDER SIANO COINVOLTI NEL PROCESSO DI RIFORMA»

Multidisciplinarietà e innovazione tecnologica. Questi gli ambiti della riforma su cui il segretario di Cisl Medici Lombardia Danilo Mazzacane rivolge la propria attenzione, senza trascurare il ruolo dei provider che, per Mazzacane, dovranno necessariamente essere parte attiva del cambiamento. La nuova commissione nazionale dovrà inoltre rivedere le tecnologie per garantire l’aggiornamento professionale anche ai medici oberati di lavoro, sfruttando ad esempio la formazione a distanza: «Deve essere migliorata – commenta -, magari partendo dalla discussione di un caso clinico che, a mio avviso, potrebbe così rimanere più impresso nella mente dei medici ed essere riattualizzato per casi successivi». E sulla formazione sull’utilizzo della cannabis terapeutica nella gestione del dolore e la medicina di genere, aggiunge: «L’utilizzo della cannabis come strumento terapeutico è un argomento nuovo da utilizzare con buonsenso e competenza, senza diffondere illusione e fake news. La medicina di genere, invece, è un settore nuovo ma già conosciuto. Da tempo abbiamo dati che indicano un differente assorbimento dei farmaci tra uomo e donna quindi è un ambito che merita la massima attenzione».

LEGGI ANCHE: FORMAZIONE ECM, ANELLI (FNOMCeO): «SERVE RIFORMA, IL 2020 SARÀ L’ANNO DEL CAMBIAMENTO»

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