Formazione 14 Ottobre 2021 16:50

Farmacisti ed ECM, Leopardi (Utifar): «Formazione fondamentale ma servirebbero più controlli»

Il Presidente di Federfarma Lazio e di Utifar spiega a Sanità Informazione il ruolo importantissimo dell’aggiornamento continuo per la professione: «Ancora qualche collega non in regola ma con avvicinarsi della scadenza ci sarà un rush finale»

Farmacisti ed ECM, Leopardi (Utifar): «Formazione fondamentale ma servirebbero più controlli»

Chi meglio dei farmacisti ha potuto capire, proprio in questi anni di pandemia, l’importanza della formazione continua? Basti pensare che è grazie ad un corso FAD (Formazione a Distanza) dell’Istituto Superiore di Sanità se oggi la figura del farmacista-vaccinatore è una realtà (cosa che, fino a pochi anni fa, era quasi impensabile). Eugenio Leopardi, Presidente di Federfarma Lazio e di Utifar (Unione Tecnica Italiana Farmacisti), sa bene quale ruolo ha la formazione continua nella vita professionale del farmacista e lo ribadisce a Sanità Informazione.

Quanto è importante la formazione continua per un farmacista?

«La formazione continua è un qualcosa di molto importante e che si deve continuare a fare. Bisogna però prestare attenzione, perché non tutto ciò che dà crediti ECM è formazione utile al professionista. Molto spesso troviamo corsi che portano poco alla crescita professionale del farmacista. Ci sarebbe bisogno di una maggior attenzione nel momento in cui vengono concessi i crediti. Detto questo, la formazione è un atto importante perché la scienza evolve, sia da un punto di vista farmacologico che da un punto di vista di nuovi servizi per i quali il farmacista non era per nulla preparato».

Come funziona il sistema ECM per farmacisti?

«Funziona come per i medici: dobbiamo acquisire 150 crediti nel triennio, ovvero una media di 50 crediti all’anno. Questi crediti possono essere acquisiti sia in presenza, ovvero con la formazione residenziale, che a distanza, in FAD. Quando si tratta di corsi semplici, senza interazioni o parte pratica, 1 credito corrisponde ad un’ora di formazione».

Anche per voi farmacisti c’è stata la proroga della scadenza dei termini per acquisire tutti i 150 crediti del triennio?

«Sì, c’è stata una proroga che scade il 31 dicembre prossimo».

Se un farmacista non completa il fabbisogno formativo va incontro a qualche penalità o sanzione?

«È l’Ordine di appartenenza a dover vigilare sul professionista e prendere eventuali provvedimenti nei suoi confronti, che possono andare da un semplice avvertimento alla cancellazione».

Per quel che può vedere lei, come pensa siano messi i suoi colleghi con il rispetto dell’obbligo?

«Per il momento ritengo, almeno con i dati che sono in nostro possesso, che esistano diversi farmacisti che ancora non hanno raccolto tutti i crediti necessari. Pensò però che avvicinandoci alla scadenza ci sarà una stretta finale e si metteranno in regola. Non abbiamo un numero preciso ma ho la sensazione che ne siano ancora tanti, al momento. Devo dire però che ho notato che quando un farmacista riesce a trovare un corso interessante, che gli piace, lo frequenta e lo fa con piacere. Noi come Utifar abbiamo realizzato un corso per formare farmacisti vaccinatori, uscito ben prima che ci venisse concessa la possibilità di effettuare vaccini e che non era ovviamente valido ai fini dell’autorizzazione necessaria ad un farmacista per vaccinare. Ebbene, abbiamo avuto migliaia e migliaia di partecipanti…».

 

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