Formazione 4 Agosto 2015 16:08

«Continuare ad investire nella formazione per essere preparati alle emergenze»

Il prof. Ippolito (“Spallanzani”) sottolinea l’importanza della «capacità di risposta» dopo il monito del Premier Renzi

«Continuare ad investire nella formazione per essere preparati alle emergenze»

Dobbiamo prepararci alla gestione di situazioni di emergenza». Il monito, lanciato durante la “XI Conferenza degli Ambasciatori” alla Farnesina, del Premier Matteo Renzi sembra aver colto nel segno.


Il Presidente del Consiglio dei Ministri ha chiesto alla comunità internazionale di rispondere all’allarme epidemie, tema sempre al centro dei principali vertici internazionali, a partire dal G7. Al pari anche del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, gli operatori sanitari sottolineano da tempo l’esigenza di una strategia d’intervento internazionale. Un messaggio, emerso anche dalla Tavola Rotonda istituzionale “The e-bola lesson” – tenutasi al Ministero della Salute – in occasione della presentazione di “e-bola”, il primo film al mondo formativo ed informativo per il personale sanitario.

Una questione affrontata da uno dei massimi esperti del settore, come il professor Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell’INMI “L. Spallanzani” di Roma, istituto confermatosi autentica eccellenza italiana nella gestione dei casi di Ebola con i risultati raggiunti prima con il “paziente zero”, ovvero il medico siciliano Fabrizio Pulvirenti e poi con l’infermiere sardo Fabrizio Marongiu, anche lui contagiatosi in Sierra Leone durante una missione umanitaria di Emergency.

«Le infezioni di certo continuano ad arrivare – afferma il prof. Ippolito – mentre di pandemie speriamo ce ne siano sempre il meno possibile. Le esperienze pregresse ci hanno, comunque, insegnato che non bisogna mai fermarsi nella preparazione. Viceversa vanno mantenuti attivi i sistemi di: identificazione rapida, diagnostica, controllo a livello territoriale ospedaliero e delle adeguate strutture di isolamento per il paziente. L’Italia ha fatto molto in questi anni ed ha una eccellente rete per le malattie infettive. C’è inoltre una capacità di diagnostica per tutti gli agenti infettivi proprio allo “Spallanzani” con la capacità di diagnosi differenziale e sul piano di intervento coordinato soprattutto con alcune aree regionali per quanto riguarda le emergenze».

Tornando all’intervento del Presidente del Consiglio dei Ministri, sempre Renzi ha posto in evidenza la qualità dimostrata dall’istituto “Spallanzani” nella gestione dei casi di Ebola, sottolineando la necessità di essere formati. Proprio la formazione, insieme all’informazione, del personale sanitario e dei cittadini rappresentano i cardini del piano internazionale per fronteggiare le emergenze sanitarie. Questo è stato detto chiaramente, dallo stesso Ippolito, durante la Tavola Rotonda “The ebola lesson”.  «Per affrontare un’epidemia – conclude il direttore scientifico dell’INMI “L. Spallanzani” –  ci vuole capacità di risposta. E la capacità di risposta è data da uomini, mezzi, strutture diagnostiche e  di trasporto. Ma anche da catene di comando e controllo. L’Italia ha fatto molto in questo senso e l’investimento fatto ai fini della preparazione è sempre rilevante».

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