Formazione 14 Gennaio 2019

Con 90 nuovi master nasce il professionista sanitario del futuro. Marcuccilli (ANTEL): «Sarà requisito essenziale per avanzamento di carriera»

È stato l’Osservatorio per le professioni sanitarie presso il Miur a stabilire i 90 nuovi corsi, che saranno a numero chiuso: circa 25 persone ciascuno. Il rappresentante dei Tecnici di laboratorio biomedico in seno all’Osservatorio: «I professionisti potranno acquisire le nuove competenze tenendo conto delle esigenze tecnologiche e di mercato»

Novanta master per formare il professionista sanitario del futuro. È un passaggio fondamentale quello che l’Osservatorio Nazionale per le professioni sanitarie ha compiuto alla fine di dicembre con l’individuazione dei master universitari specialistici per le 22 professioni sanitarie: una riorganizzazione che interessa un comparto che vede impegnati oltre 650 mila operatori.

Un passaggio che permette così di completare l’applicazione della Legge 43 del 2006, che prevedeva la laurea triennale seguita da due tipologie di master di primo livello, uno per le funzioni di coordinamento e l’altro per le funzioni specialistiche. L’attivazione dei corsi di laurea specialistica/magistrale era già stata applicata dall’anno 2004. Un requisito, quello del master, richiesto anche dal Contratto collettivo di lavoro, (l’art. 16, comma 7 del Contratto di lavoro del 23 febbraio 2018) Tre le tipologie di master individuate: master “trasversali”, rivolti a tutte o parte delle professioni con contenuti prevalentemente organizzativo-gestionali, didattici e di ricerca; master interprofessionali, rivolti a due o più professioni su tematiche cliniche a forte integrazione interprofessionale; master specialistici di ciascuna professione che rappresentano lo sviluppo di competenze specialistiche di ogni professione.

«Avremo professionisti sempre più preparati e sempre più competenti», sottolinea a Sanità Informazione Fabbio Marcuccilli, rappresentante dell’ANTEL, Associazione Italiana Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico, nell’Osservatorio Nazionale per le professioni sanitarie – I master saranno inseriti a livello di Contratto collettivo nazionale, perché adesso con il rinnovo che c’è stato viene proprio richiamata la figura del professionista specialista grazie al possesso di questi master specialistici deliberati in seno all’Osservatorio. Ora, l’avvio della procedura di istituzione e di attivazione dei Corsi passa agli organismi preposti del Ministero della Salute e del Miur, fra cui il Cun, sia per la definizione degli ordinamenti didattici che per la valutazione dei fabbisogni formativi, anche tramite le Regioni, in analogia ai Corsi di Laurea triennale e di Laurea Magistrale.

LEGGI ANCHE: OSTETRICIA, ALLA PROFESSIONE RICONOSCIUTI TRE MASTER. VACCARI (FNOPO): «CON QUELLO DI FAMIGLIA COLMIAMO VUOTO A LIVELLO TERRITORIALE»

Dottor Marcuccilli, perché è importante per tutte le professioni sanitarie che siano stati stabiliti i master?

«Questo per la famosa legge, la 43 del 2006, in cui si richiama il fatto del famoso ‘professionista specialista’ che è colui che deve essere in possesso del master specialistico in base all’articolo 6 della legge 43 del 2006. Ovviamente da allora fino ad oggi non sono stati mai definiti nell’ambito dell’Osservatorio delle professioni sanitarie. L’Osservatorio aveva fatto una prima proposta inziale, nel 2012, ma questa proposta non è andata a buon fine. Successivamente è stato ricostituito l’Osservatorio, presso il Miur con il decreto interministeriale 10 marzo 2016 e sentite le regioni, e siamo arrivati a fine dicembre ad avere questa deliberazione dei 90 master. Il lavoro è stato lungo e articolato, ma sicuramente abbiamo una base di partenza e i professionisti potranno acquisire le nuove competenze tenendo conto delle esigenze tecnologiche e anche di mercato, quindi professionisti sempre più preparati e sempre più competenti. Questi master sono stati strutturati affinché potessero avere delle grosse indicazioni di natura tecnologica come ad esempio il master in genomica: fare un master con delle competenze di base non avrebbe avuto senso, invece devono essere master innovativi con una prospettiva sul futuro tanto è vero che sono stati sviluppati in aree in modo tale che poi in queste aree si possono collocare i contenuti più pertinenti, fermo restando che la tecnologia adesso è così celere che nell’arco di pochi anni può cambiare e dare nuove possibilità. Ovviamente bisogna tenere conto anche delle patologie emergenti e delle caratteristiche della popolazione

C’è una implicazione anche a livello di Contratto nazionale?

«Sì, per fare degli avanzamenti di carriera sarà richiesto questo requisito, come recita l’art. 16, comma 7 del Contratto di lavoro del 23 febbraio 2018, infatti, il requisito per il conferimento dell’incarico di professionista specialista è il possesso del master specialistico di primo livello di cui all’art 6 della Legge n. 43/06

È vero che i master saranno attivati in ogni ateneo? I master saranno a numero aperto?

«Gli atenei riceveranno indicazioni, poi ciascuno di essi in base alle potenzialità e peculiarità sceglierà l’attivazione del o dei master. Ad oggi è difficile ipotizzare quali master saranno attivati dalle Università, l’importante che gli stessi siano rappresentati su tutto il territorio nazionale. Di solito il numero previsto è di circa 25 persone.

Voi come Tecnici di laboratorio avete anche dei master interprofessionali?

«Noi praticamente abbiamo solo master specialistici e master trasversali.

L’ultimo passaggio è che il Miur predisponga questi master…

«Si ora la procedura di istituzione e di attivazione dei Master, passerà agli organismi preposti del Ministero della Salute e del MIUR, fra cui il CUN, sia per la definizione degli ordinamenti didattici che per la valutazione dei fabbisogni formativi, anche tramite le Regioni, in analogia ai Corsi di Laurea triennale e di Laurea Magistrale. Quindi il lavoro dell’Osservatorio continua perché appunto deve osservare e monitorare quello che riguarda gli aspetti formativi, la formazione.

Articoli correlati
Anatomia Patologica, viaggio nel laboratorio dove si scoprono i tumori. Virgili (Campus Bio-Medico): «Sanità digitale e I.A. il futuro»
Sanità Informazione è entrata nel laboratorio del Policlinico Campus Bio-Medico di Roma dove vengono analizzati i tessuti: la tecnologia consente precisione e velocità. Il coordinatore Roberto Virgili: «Il tecnico di laboratorio è sempre più un gestore di tecnologia oltre che di tecnica, mentre prima si basava su metodiche da banco. Figure professionali come biostatistici e i bioinformatici saranno quelle che affiancheranno medici e tecnici del prossimo futuro»
Professioni sanitarie, Bortone (Conaps): «Imminenti ultimi decreti attuativi legge 3 del 2018, ora fase di sviluppo»
Con gli ultimi due decreti vengono stabilite la composizione delle Commissioni d’Albo e dei consigli direttivi degli Ordini. Ancora al lavoro i tecnici del ministero per l’elenco speciale che raccoglierà chi ha un titolo potenzialmente equivalente: «Quelli che non sono riconducibili alle professioni sanitarie ma che hanno immaginato di poterlo essere rimarranno fuori», sottolinea il Presidente del Conaps
#UnGiornoCon | Igienista dentale. Dascola (Aidi): «Così miglioriamo il sorriso dei nostri pazienti»
Importante lo spazio dedicato all’accoglienza e al colloquio. L’esperta: «Durante ogni visita è necessario dedicare spazio al colloquio: conoscere la storia dentale del paziente garantisce il raggiungimento di migliori risultati»
di Isabella Faggiano
Scuole di Specializzazione, il nuovo bando discriminati i medici stranieri. Scoppia la polemica
Il nuovo bando pubblicato dal MIUR ha infatti introdotto tra i requisiti per i medici stranieri il possesso del certificazione di lingua italiana C1
Scuole di specializzazione, il MIUR pubblica il bando 2018/2019
La prova unica nazionale per l’accesso si svolgerà il 2 luglio 2019. I termini per la presentazione delle domande di partecipazione vanno dal 9 maggio 2019 alle ore 15.00 del 21 maggio 2019
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Sanità internazionale

«La sanità si basa sullo sfruttamento infinito e gratuito di medici e professionisti sanitari»

Riuscite a immaginare un idraulico o un avvocato che lavorano il 30% in più senza chiedere ulteriori compensi? In sanità viene dato per scontato
Lavoro

Ex specializzandi, a Roma l’Appello dà ragione ai camici bianchi. L’avvocato Marco Tortorella: «300mila medici abbandonati dallo Stato, ora giustizia»

L’ultima sentenza della Corte di Appello di Roma ha portato all’assegnazione di rimborsi per 12 milioni di euro per i camici bianchi tutelati dal network legale Consulcesi. «Lo Stato è obbligato...
Salute

Anatomia Patologica, viaggio nel laboratorio dove si scoprono i tumori. Virgili (Campus Bio-Medico): «Sanità digitale e I.A. il futuro»

Sanità Informazione è entrata nel laboratorio del Policlinico Campus Bio-Medico di Roma dove vengono analizzati i tessuti: la tecnologia consente precisione e velocità. Il coordinatore Roberto Virg...