Formazione 19 Novembre 2019 13:04

Camilla, Francesca, Niccolò: le storie di chi ha vinto il ricorso contro il Numero Chiuso

Ben 250 studenti sono stati ammessi alla Facoltà di medicina dal Consiglio di Stato in seguito al ricorso del network legale Consulcesi: «Le politiche legate al numero chiuso in Italia non abbiano alcun senso, perché del tutto svincolate dai principi della meritocrazia» sottolinea uno dei vincitori

di Federica Bosco

«Non bisogna arrendersi». E’ questo il messaggio che lega insieme le parole e le emozioni degli studenti che il Consiglio di Stato ha recentemente riammesso. Si tratta di 250 studenti che dopo aver fatto ricorso potranno iscriversi alla facoltà di Medicina e Chirurgia. Una lunga battaglia portata avanti da Consulcesi che ha posto l’accento sulla necessità di ampliare il numero di posti disponibili in virtù anche della carenza ormai cronica di camici bianchi.

Chi sono i vincitori?

La maggior parte dei futuri dottori che ha avuto ragione dal Consiglio di Stato proviene dal Nord (42%) in particolare da Milano e la maggioranza è donna (56%). Un dato che conferma le quote rosa in ascesa nella professione medica e sottolinea, ancora una volta, la determinazione delle fanciulle.

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Camilla: «Il ricorso vinto? Un sogno che si avvera»

«Per me essere stata ammessa alla facoltà di Medicina e Chirurga è un sogno che si realizza, dal momento che sento questo percorso di studi come lo strumento indispensabile per fare nella vita la professione che ho sempre amato». Camilla non riesce a trattenere la felicità alla notizia di aver vinto il ricorso ed essere stata ammessa a Medicina e Chirurgia. Un sogno che sembrava essere naufragato sotto la scure di un percorso ad ostacoli che secondo Camilla non ha ragione di esistere: «Ritengo che le politiche legate al numero chiuso in Italia non abbiano alcun senso, perché del tutto svincolate dai principi della meritocrazia, ma dettate dalla mancanza di programmazione ed organizzazione, mentre dovrebbero avere come obiettivo quello di valorizzare le attitudini di ciascun studente che certamente non possono essere testate con domande a quiz».

Un risultato raggiunto con perseveranza che Camilla riconosce a Consulcesi: «Ringrazio tutto lo staff per avermi aiutato a raggiungere questo primo importante traguardo. Posso dire, senza ombra di dubbio, che i professionisti Consulcesi sono seri, affidabili e competenti”».

Uno su mille ce la fa… cantava Gianni Morandi, ma grazie a Consulcesi sono ben 250 i ragazzi che potranno riprendere in mano i loro sogni e diventare medico. Una perseveranza che oggi Camilla vuole trasmettere agli studenti che non ce l’hanno fatta e che potranno, grazie ad un ricorso, ricominciare a sperare: «Posso consigliare ai ragazzi che quest’anno non hanno superato il test d’ingresso e che sono convinti di voler esercitare la professione medica, di combattere fino in fondo, affidandosi ai consulenti di Consulcesi».

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Francesca: «Grazie a Consulcesi… Ora subito il passaparola»

Felice, ma ancora incredula. Francesca 21 anni non riesce ad esprimere a parole la gioia di poter finalmente riprendere il sogno di diventare medico, grazie al ricorso vinto da Consulcesi. Il primo pensiero, smaltita la felicità, è stato di suggerire ad un amico che quest’anno non ha superato il test, di percorrere la stessa via.

«Appena ricevuta la notizia – racconta Francesca – ho consigliato ad un mio amico di rivolgersi a Consulcesi per fare ricorso. Hanno lavorato bene e sono riusciti a vincere la causa quando io non ci speravo più. Per un lungo periodo non avevo saputo più nulla, poi un giorno mi hanno chiamano per dirmi che sono stata riammessa. Una felicità immensa. Oggi non ho ancora le idee chiare su quale sarà la mia strada – parla tutta d’un fiato Francesca – mi sono immatricolata a Parma dove sto seguendo le lezioni in attesa del trasferimento a Milano, spero di conoscere il mio destino presto».

Un destino che sembrava segnato, invece la caparbietà di Francesca e la competenza dei legali di Consulcesi hanno avuto la meglio anche su un test che Francesca reputa poco meritocratico: «È giusta una selezione – ammette –. Ciò che non condivido è la valutazione su scala nazionale. Meglio sarebbe la valutazione su base regionale come accade per altre facoltà». Comunque questo è un problema superato per Francesca che si gode la vittoria e manda un messaggio a tutti gli studenti che quest’anno non ce l’hanno fatta. «Se siete motivati non arrendetevi. Affidatevi a mani esperte e poi studiate, scegliete una facoltà affine e rimanete attaccati al vostro sogno».

Niccolò: «Vittoria al secondo tentativo. Studenti non arrendetevi al test andato male»

«Questa vittoria per me significa veramente molto». È visibilmente emozionato Niccolò nell’apprendere di essere entrato a Medicina grazie al ricorso fatto tramite Consulcesi. «È motivo di orgoglio ed è una rivincita personale contro coloro che cercano di aggirare il sistema di selezione, sbagliato o meno, tramite escamotage vili e meschini, togliendo possibilità e facendo perdere tempo e speranze ad altri ragazzi volenterosi che ogni anno studiano e si preparano a fondo per realizzare il proprio sogno».

«Era la seconda volta che provavo il test e vedere persone che sbirciavano telefoni e appunti è stato veramente frustrante e destabilizzante – ammette -. Fortunatamente Consulcesi mi ha aiutato a vincere le prepotenze e questi sotterfugi grazie al ricorso; naturalmente ero timoroso e non del tutto convinto della possibilità di poter vincere la causa, anzi, avevo quasi perso le speranze dato che era già passato un anno dalla domanda, ma alla fine è arrivata la lieta notizia».

«Sono convinto che sia giusto un metodo di selezione, dato l’ingente numero di ragazzi che ogni anno provano e riprovano il test ed è un’utopia pensare di poter accoglierli tutti, senza tralasciare il fatto che sarebbe ancora più disastroso toglierlo dato il grande problema che si è venuto a creare per la questione specializzazioni, a causa dell’effetto imbuto che sta bloccando migliaia di studenti. Quindi il test per me è indispensabile e non credo si possano muovere critiche al numero chiuso; al contrario si deve cercare di trovare una soluzione migliore alla modalità del test e più che altro ai loschi mezzi adottati per aggirarlo, dai telefoni e appunti, fino, mi duole dirlo ma è la realtà e non voglio girarci intorno, alle conoscenze e parentele che hanno molte persone».

Felicità e soddisfazione, ma anche un pensiero ai colleghi che quest’anno non sono riusciti a passare il test di medicina: «Pensate bene a cosa volete fare da grandi, se la risposta è il medico non arrendetevi alla prima caduta, ma rialzatevi e riprovare ancora; tutto ciò non deve diventare un’ossessione perché sarebbe deleterio, ma comunque l’importante è non farsi abbattere da critiche mosse da persone che hanno progetti e pensieri diversi dai vostri, che non sanno cosa voglia dire preparare un test di medicina, un dentro fuori con il vostro futuro, e che non hanno il diritto di giudicarvi per qualche test andato male. Il ricorso mi ha aiutato ad entrare a medicina e sono contento di averlo fatto, ma questo non vuole dire che non ci abbia pensato molto; mi sentivo preparato e sentivo di meritarmi quel posto sottrattomi da persone che al contrario non ne avevano il diritto, per questo vi consiglio di valutare veramente molto bene voi stessi e la prova da voi svolta prima di muoverlo e di non prenderlo come una cosa obbligatoria ma come una mossa giusta da fare nel caso vi foste meritati davvero di entrare».

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