Nutri e Previeni 19 Ottobre 2015 16:11

Curare l’obesità: svelato un nuovo meccanismo molecolare

Curare l’obesità: svelato un nuovo meccanismo molecolare

shutterstock_131375909E’ stato identificato un meccanismo per bloccare il segnale col quale la pompa cellulare sodio-potassio (una pompa che quando viene attivata è in grado di trasportare molecole da un lato all’altro della membrana esterna delle cellule) amplifica la produzione di specie molecolari ossidanti (aumenta lo stress ossidativo) che sono implicate nell’obesità e nella conseguente sindrome metabolica (iperglicemia, insulino-resistenza, ipertensione, alterazione del profilo lipidico nel sangue).

Alcuni ricercatori statunitensi della Marshall University Joan C. Edwards School of Medicine (SOM) e dell’Istituto universitario Marshall per la ricerca interdisciplinare (MIIR) hanno identificato un meccanismo per bloccare il segnale con cui la pompa sodio-potassio amplifica la produzione di molecole ossidanti (specie reattive dell’ossigeno alias radicali liberi dell’ossigeno). La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Science Advances.

Lo stress ossidativo è noto per svolgere un ruolo nella generazione e nel mantenimento di un fenotipo (l’insieme di tutte le caratteristiche osservabili di un organismo vivente, la sua morfologia, il suo sviluppo, le sue proprietà biochimiche e fisiologiche comprensive del comportamento) dell’obesità, sia in colture cellulari di adipociti isolati (cellule del tessuto adiposo), sia in animali intatti.

I ricercatori hanno, in pratica, prima identificato un enzima (pompa sodio-potassio ATP asi – Na / K-ATPasi) che quando è attivato può amplificare i segnali antiossidanti, e poi hanno ipotizzato che un peptide (proteina complessa) progettato per inibire (bloccare) questo percorso (pNaKtide), potesse migliorare uno dei fenotipi dell’obesità. Per verificare questa ipotesi, hanno dapprima utilizzato delle colture cellulari di preadipociti (adipociti in fase di maturazione) provenienti da topi di laboratorio e hanno scoperto che il peptide pNaKtide, aggiunto alle colture cellulari,  attenuava lo stress ossidativo e l’accumulo di lipidi in modo dose-dipendente.

In seguito gli stessi esperimenti sono stati eseguiti in vivo su topi nutriti con una dieta ricca di grassi, che hanno confermato le osservazioni in vitro. Ovvero, la somministrazione di pNaKtide in questi topi ha determinato una riduzione del peso corporeo, restaurando l’ambiente antiossidante e, soprattutto, ha migliorato la sensibilità all’insulina.

Pertanto, alla luce di questi risultati, gli autori ritengono che l’inibizione della amplificazione della
Na / K-ATPasi  e quindi anche dello stress ossidativo potrebbe, in definitiva, essere un nuovo modo per combattere l’obesità, l’insulino-resistenza e la conseguente sindrome metabolica, quando i loro risultati saranno confermati anche nell’uomo.

Articoli correlati
Giornata mondiale obesità: “Novo Io”, nuovo portale per supportare le persone che ne soffrono
Un sito web per accompagnare le persone in eccesso di peso in tutte le tappe del loro viaggio, dal riconoscimento della malattia all’avvio e al proseguimento del percorso di cura, attraverso una serie di strumenti, come articoli e video
Lilly, con un’installazione a Roma parte la campagna per cambiare la narrazione dell’obesità
Per “combattere” l’obesità occorre conoscerla, aderendo a una nuova narrazione che elimini lo stigma sociale e il senso di colpa di chi vive questa patologia
Diabete, Sid: “Aumenta obesità ed accelera declino cognitivo e invecchiamento”. Ecco perché
Gli esperti Sid: "Sovrappeso e obesità sono sempre più comuni tra gli individui con diabete di tipo 1. Ancora, l’eccesso di glucosio potrebbe accelerare il declino cognitivo e la perdita di funzionalità del compartimento staminale, tipica del diabete, è uno dei meccanismi alla base dell’invecchiamento"
Obesità e diabete: arriva in Italia tirzepatide
Via libera da AIFA a tirzepatide nel trattamento dell’obesità, del sovrappeso e del diabete di tipo 2. Il farmaco è il primo trattamento di una nuova classe terapeutica, che attiva sia i recettori ormonali del GIP, sia quelli del GLP-1. Tirzepatide è attualmente disponibile in classe CNN (classe C non negoziata)
L’olio evo contrasta diabete, ipertensione e sindrome metabolica
L'olio extravergine di oliva (Evo) gioca un ruolo chiave nel contrastare l'insorgenza delle patologie cronico-degenerative non trasmissibili come il diabete mellito, l'ipertensione arteriosa, la sindrome metabolica, i tumori, le malattie a carico del sistema nervoso e la malattia renale cronica. Lo confermano le ricerche condotte e in corso all'Università degli Studi di Roma Tor Vergata
di V.A.
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy 2030

SLA: “La fragilità non può essere lasciata ai margini”. Le priorità di AISLA per una cura equa e continua

Assistenza domiciliare qualificata, sostegno ai caregiver, cure palliative precoci ed equità tra territori: Fulvia Massimelli, presidente nazionale AISLA, traccia la rotta per Advocacy 2030
di Isabella Faggiano
Nutri e Previeni

Non solo il prosciutto cotto è cancerogeno: quattro cibi da consumare con moderazione

Carni lavorate sotto la lente dell’Oms e inserite nella stessa categoria del tabacco. L’immunologo Mauro Minelli spiega i rischi, le corrette abitudini e quali altri quattro alimenti merit...
di Viviana Franzellitti
Salute

Scrivere a mano non è un vezzo: salva memoria, concentrazione e fantasia

Rinunciare alla scrittura manuale significa perdere un prezioso allenamento per mente e linguaggio. Scopri perché gli esperti ritengono carta e penna insostituibili per il cervello
di Viviana Franzellitti
Salute

Giornata Mondiale dell’Abbraccio: quando il contatto cura più di quanto immaginiamo

Studi neuroscientifici e psicologici rivelano come l’abbraccio attivi ossitocina, riduca cortisolo e rafforzi le difese immunitarie, offrendo una risposta concreta all’isolamento emotivo d...
di Arnaldo Iodice