Contributi e Opinioni 6 Maggio 2020 16:13

Vitamina D e lockdown, rischio epidemia di osteoporosi?

di Johann Rossi Mason Giornalista medico scientifico

di di Johann Rossi Mason Giornalista medico scientifico

Il sole è salute per l’umore e non solo. Il segreto è nella vitamina D, un ormone per la verità che ha moltissime funzioni la più nota delle quali è la salute ossea.

Succede infatti che solo il 20% della vitamina D sia assunta tramite il cibo. Il restante 80% viene sintetizzata dall’azione del sole sulla pelle. L’eccesso viene poi accumulato per i mesi invernali.

Sta di fatto che esiste un paradosso, chiamato ‘scandinavo’ o ‘mediterraneo’. Proprio nei paesi che godono di un maggiore irraggiamento solare come l’Italia, la popolazione mostra livelli insufficienti, che sono invece alti nel Nord Europa dove è stata adottata una organica politica di fortificazione degli alimenti.

In questi due mesi di lockdown mondiale che alle nostre latitudini hanno coinciso con la primavera, l’isolamento domestico ha diminuito, se non azzerato l’esposizione al sole di tutte le fasce d’età.

LEGGI ANCHE: COVID-19, FASE 2. L’ESPERTO: «ECCO I CIBI PER REINTEGRARE LA VITAMINA D DOPO LA QUARANTENA»

Ecco cosa ci racconta il Professor Andrea Giustina, Presidente della Società Europea di Endocrinologia e del GIOSEG: “La carenza di vitamina D è purtroppo molto diffusa in Italia. Questa è la combinazione di più’ fattori. Il progressivo cambiamento dello stile di vita ci ha portato a trascorrere molto più tempo al chiuso non esponendo la pelle ai raggi solari che contribuiscono fisiologicamente all’80% del nostro fabbisogno di questo ormone. Il confinamento e l’estremizzazione del nostro cambiamento di stile di vita sta portando alla mancata produzione di vitamina D da parte di tutti, e non solo di quella quota di popolazione anziana che esce normalmente poco di casa. La mancanza di vitamina D espone le donne in menopausa a rischio di osteoporosi anche nel lungo termine”.

LEGGI ANCHE: OSTEOPOROSI E VITAMINA D: DONNE PIÙ FRAGILI PER COLPA DELLA MENOPAUSA

Ma prosegue: “La mancanza di vitamina D può anche avere effetti “extrascheletrici” con riduzione delle difese immunitarie e minore capacità di rispondere alle infezioni. Eppure, in Italia non vi sono indicazioni delle autorità ad assumere vitamina D in questo periodo di confinamento. È ragionevole consigliare a chi era già’ in trattamento con vitamina D o aveva già una diagnosi di ipovitaminosi D di continuare con il trattamento e considerare, dietro parere medico, la somministrazione di vitamina D agli anziani che accentuano il loro confinamento in casa o sono istituzionalizzati. Anche le donne in menopausa ed altre categorie a rischio di ipovitaminosi D come i pazienti in terapia con cortisone andrebbero attenzionati da questo punto di vista”.

A complicare ulteriormente la questione alcuni articoli che hanno ipotizzato come livelli adeguati di D possano proteggere dall’infezione da Covid-19.

La dottoressa Sarah Breuler, nutrizionista inglese ha affermato che “è vero che la vitamina D è necessaria per la produzione di anticorpi ma al momento non ci sono prove che riduca il rischio di contagio”.

Anche se le persone con livelli di vitamina D inferiori a 10 nanogr/ml hanno una maggiore incidenza (del 55 in più) di infezioni respiratorie, tubercolosi e asma, rispetto a quelli con livelli nella norma (30 ng/ml).

Resta il fatto che i soggetti con insufficienti livelli o carenze siano in aumento. Il che ha portato le autorità sanitarie inglesi a raccomandare una integrazione di 10 ng al giorno.

Eppure, la correlazione tra la maggiore mortalità nella popolazione anziana e la cronica carenza da vitamina D proprio in questo gruppo ha fatto sorgere un sospetto in un gruppo di ricercatori del Queen Elizabeth Hospital.

I ricercatori hanno analizzato la letteratura sanitaria, estrapolato i dati sui livelli medi di vitamina D tra i cittadini di 20 paesi europei e li hanno confrontati con le cifre relative dei decessi da Covid-19 in ciascun paese.

L’analisi statistica ha confermato una correlazione convincente tra i due elementi: popolazioni con livelli inferiori di ormone presentavano anche più decessi.

Che sia chiaro, non rende immuni alle infezioni ma aumenta le possibilità di rimanere in salute.

In Italia alcune società scientifiche come il GIOSEG sottolineano come “il mantenimento di livelli adeguati sia fondamentale nei soggetti carenti e in particolare quelli in terapia con farmaci per l’osteoporosi. L’integrazione infatti migliora l’efficacia dei farmaci e riduce la mortalità”.

 

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER DI SANITÀ INFORMAZIONE PER RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO

Articoli correlati
Dalla SIMG un vademecum per la gestione del paziente domiciliare affetto da Covid-19 in forma lieve o moderata
Il presidente Cricelli: «È necessario utilizzare indicazioni semplici e comprensibili sulla base delle evidenze scientifiche disponibili e delle raccomandazioni ufficiali del Ministero della Salute e dell’Istituto Superiore di Sanità»
Vaccini, Regimenti (Lega): «Strategia lacunosa, Ue informi su negoziati con azienda Novavax»
L'eurodeputata della Lega ha presentato una interrogazione in cui chiede alla Commissione Ue «quali misure intende adottare per garantire la trasparenza delle negoziazioni dei contratti pubblici di acquisto dei vaccini» con la casa farmaceutica Novavax
Covid-19, conferenza tra i parlamentari europei promossa dal Portogallo. Lorefice: «Tutti concordi sull’aumentare la cooperazione»
«Occorre puntare sulla ricerca e sul rafforzamento della strategia europea sui vaccini facendo sì, innanzitutto, che le aziende farmaceutiche rispettino gli impegni contrattuali e operino in maniera trasparente» spiega la Presidente della Commissione Affari Sociali Marialucia Lorefice
Covid, MSF: «Vaccinare persone ad alto rischio nei Paesi in via di sviluppo prima di quelle a basso rischio nei Paesi ricchi»
La presidente di Medici Senza Frontiere Claudia Lodesani: «Il 75% dei vaccini somministrato in 10 Paesi del mondo. Ci sono Stati che non hanno ricevuto ancora una singola dose. I brevetti vanno sospesi per tutta la durata della pandemia»
di Federica Bosco
Sono stato vaccinato. Cosa posso o non posso fare ora?
Devo continuare ad indossare la mascherina e mantenere il distanziamento? Chi è vaccinato deve adottare le misure di sicurezza anche sul luogo di lavoro? Le risposte dell’ISS
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Non Categorizzato

Covid-19 e vaccini: i numeri in Italia e nel mondo

Al 14 aprile, sono 137.467.864 i casi di coronavirus in tutto il mondo e 2.959.675 i decessi. Ad oggi, oltre 805,80 milioni di dosi di vaccino sono state somministrate nel mondo. Mappa elaborata ...
Salute

Vaccini, mai più dosi avanzate: come funzionano le “liste di sostituti” in Lombardia, Lazio e Campania

Le chiamano "panchine", sono le liste straordinarie che le Regioni utilizzano per ottimizzare le dosi dopo l'ordinanza di Figliuolo. Ma chi rientra tra coloro che verranno contattati?
di Federica Bosco e Gloria Frezza
Salute

Terapia domiciliare anti-Covid, guida all’uso dei farmaci

Antivirali, antitrombotici, antibiotici e cortisone: facciamo chiarezza con gli esperti della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) ed il dirigente medico in Medicina Interna presso l&rs...