Contributi e Opinioni 16 Ottobre 2020 10:21

Sanità e medicina generale in Lombardia: «Miseria e nobiltà all’ombra dei Navigli»

di Enzo Scafuro Segretario Regionale Sindacato Medici Italiani (SMI) Lombardia

«Gentile Direttore,

mentre lo scontro si infiamma tra in Sindaco di Milano e l’Assessore al Welfare della Regione Lombardia sui vaccini antinfluenzali, i medici di Medicina Generale (assistenza primaria) osservano preoccupati lo scontro tra i vertici istituzionali.
Ultima goccia è la organizzazione della campagna vaccinale. Vengono privilegiati gli under 65 con patologie croniche e successivamente verranno vaccinati gli over 65. La logica avrebbe suggerito il contrario se non fosse che i numeri tornano a parlar chiaro: mettendo a nudo colpe e incompetenze. Gli under 65 sono certamente meno rispetto alla platea più consistente degli anziani, ergo siccome non ci sono vaccini a sufficienza si inizia prima la campagna, specchietto politico per le allodole, nella speranza di riuscire a reperire successivamente tutti gli altri vaccini necessari.
Una ennesima pessima figura di assoluta impreparazione e organizzazione: dove erano quando le altre regioni già da aprile incominciavano ad espletare le gare per approvvigionarsi di vaccini? I nostri dirigenti della Regione Lombardia, assopiti dal tepore primaverile sonnecchiavano; si sono svegliati con un sussulto dopo l’estate pagando quattro volte di più i vaccini agli increduli fornitori. Eppure anche qui si sono distinti acquistando dei vaccini immessi al commercio ma non ancora autorizzati dall’AIFA ad essere utilizzati nella campagna vaccinale. Non possiamo garantire sulla lungimiranza della scelta, ma attendiamo fiduciosi.
Eppure per vaccinare gli over 65 i MMG hanno avuto assegnati un numero di vaccini (circa 100) dal 19 ottobre al 1° dicembre in 4 trance da ritirare in farmacia (miseria). Una campagna vaccinale a spizzichi e bocconi che porterà sicuramente a momenti di incomprensione tra i medici e gli assistiti che vedono allontanarsi il momento della vaccinazione a vantaggio di altri se non fosse per l’età, e le fragilità.

C’è baruffa nell’aria e la disorganizzazione avanza pesantemente. Stanchi di dire ve l’avevamo detto quando a febbraio chiedevamo di eseguire i tamponi ai medici e agli operatori sanitari, stanchi di richiedere maggiori tutele ed investimenti, stanchi di sostituirci ai ruoli di segreteria che dovrebbero essere all’interno dei distretti, è solo la volontà di tutelare i cittadini (nobiltà) che ci impedisce di forzare la mano verso una chiusura degli ambulatori. Così come hanno preannunciato gli specialisti ambulatoriali di Milano appartenenti al sindacato FESPA per rivendicare tutele e spazi di cura adeguati a salvaguardare essi stessi e i cittadini lombardi e segnalare inadempienze contrattuali da parte della Azienda Metropolitana. Il disagio corre su tutta la linea: i medici curano e i responsabili del Welfare lombardo non si prendono cura dei medici.. Se non ora quando».

 

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