Contributi e Opinioni 31 ottobre 2017

Diabete, cancro e malattie cardiovascolari: prodotto dell’età moderna? No, esistono dall’antichità

Molte persone sono dell’opinione che malattie come quelle cardiovascolari, il diabete, il cancro siano il prodotto dell’età moderna nel mondo occidentale, con i suoi stili di vita estremamente stressanti ed una dieta ipercalorica. La paleopatologia, branca della medicina evolutiva, che si occupa dello studio delle malattie nel passato approfondendo lo studio di resti scheletri, mummie […]

di  Francesco M. Galassi

Molte persone sono dell’opinione che malattie come quelle cardiovascolari, il diabete, il cancro siano il prodotto dell’età moderna nel mondo occidentale, con i suoi stili di vita estremamente stressanti ed una dieta ipercalorica. La paleopatologia, branca della medicina evolutiva, che si occupa dello studio delle malattie nel passato approfondendo lo studio di resti scheletri, mummie e fonti storiche, ci dimostra chiaramente come queste condizioni esistano dai tempi più antichi.

Non sorprende pertanto di individuare tumori ossei in fossili di dinosauro o calcificazioni aterosclerotiche nelle arterie delle mummie dei faraoni egizi. Queste patologie pertanto esistevano già nell’antichità, ma erano molto più rare, dal momento che sono associate all’età avanzata, mentre a quei tempi si moriva precocemente dopo aver contratto malattie infettive. Queste rappresentavano un vero flagello, in particolare in un’epoca in cui i livelli igienici erano bassissimi. Aver migliorato le condizioni di vita della popolazione generale, tuttavia, non è stato sufficiente a ridurre il potenziale offensivo di queste malattie.

La vera svolta è stata rappresentata dall’introduzione da un lato delle vaccinazioni, dall’altro degli antibiotici. Spesso, insuperbiti dai progressi tecnologici della nostra civiltà, crediamo che malattie come il morbillo, il tetano, la poliomielite, non costituiscano più un pericolo. In realtà, questi “mostri” sono lì nell’ombra, pronti a tornare nel momento in cui accantoniamo le linee guida della medicina ed abbracciamo le più inconsistenti teorie pseudoscientifiche. Il terreno che il progresso ha sottratto alla natura selvaggia, questa, se abbassiamo la guardia, è pronta a riprendersi.

La paleopatologia – disciplina di grandi eccellenze in Italia, con nulla da invidiare ai paesi anglo-teutonici – e la storia della medicina ci riportano, invece, a quei tempi e a quel mondo senza vaccini, mostrandoci in modo chiaro ed inoppugnabile gli effetti devastanti di questi processi morbosi. La lezione della memoria storia credo non solo sia importante, ma la vera chiave di volta dell’intero dibattito vaccinale, specie in un contesto così esacerbato dalle polemiche come quello italiano. Si pensa a volte che la ragione dei bassi tassi di copertura vaccinale sia ascrivibile in toto alla disinformazione. La disinformazione e la propagazione di teorie fallaci, tanto risibili quanto perniciose alla salute pubblica, sicuramente costituisce parte del problema.

Io ritengo, invece, che il lusso che molte persone si concedono di dubitare del valore delle vaccinazioni trovi la sua origine nella mancata comprensione e percezione del rischio reale. Vedere una persona anziana annichilita dall’Alzheimer, corrosa da un tumore o debilitata fortemente da un ictus, è cosa comune ai giorni nostri, pertanto temiamo questi fenomeni patologici. Lo stesso non si può dire di malattie che vediamo raramente nel mondo occidentale. La lezione della storia è invece importantissima. Come sempre amo ricordare ai miei studenti alla fine della lezione, il passato è solo l’ultima pietra collocata su di un edificio in costruzione da millenni. Ignorare quel che è successo prima di noi, è un grave errore da non commettere.

In questi anni ho avuto il privilegio di poter occuparmi di paleopatologia, riscontrando il grande entusiasmo delle persone che sono venute in gran copia alle mie conferenze. Avrei potuto scegliere di rimanere nella mia propria nicchia di ricerca accademica, tuttavia la necessità e la responsabilità morale di fornire al grande pubblico un contributo storico al dibattito.

Ho pertanto recentemente aperto una pagina Facebook pubblica Francesco M. Galassi, MD, Paleopatologo, che ha già aggregato numerosi followers in pochi giorni dall’apertura, su cui propongo questi temi storici e di paleomedicina. I post sono scritti in un linguaggio accessibile al pubblico dalle competenze più variegate, ma sono rigorosamente provvisti di referenze dalla letteratura medica e paleopatologica specialistica, ed in alcuni casi anche forniti di un abstract in lingua inglese per i visitatori internazionali. Il 21 Novembre prossimo uscirà, inoltre, per C1V Edizioni, il mio libro divulgativo “Un Mondo Senza Vaccini? La Vera Storia” in cui, come con una macchina del tempo, ripercorro la storia di un mondo in cui l’uomo era in balia delle malattie infettive, dai tempi delle Piramidi a pochi decenni fa, sottolineando l’importanza di un approccio multidisciplinare alla medicina e dell’approfondimento storico-medico.

Se seguiamo i dettami della scienza, quel mondo sarà un lontano ricordo, come il vaiolo, oggi debellato. Se abdicheremo alla sconsideratezza e alla superstizione, le porte di quel mondo che crediamo superato si spalancheranno di nuovo e la natura selvaggia non avrà pietà alcuna della nostra vana superbia.

I vaccini sono importanti, e al pari dell’elettricità e dell’informatica, hanno permesso la nascita del mondo moderno. Disconoscerne il valore capitale, è non solo un rischio reale per la salute generale, ma anche una mancanza di rispetto nei confronti dei pionieri della medicina e delle tante persone, specialmente bambini, morti in passato ed ancora nei paesi sottosviluppati per mancanza delle vaccinazioni.

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