Contributi e Opinioni 21 Agosto 2019

Cronicità, Magi (Sumai): «In Italia 24 milioni di malati cronici ma siamo in forte ritardo»

di Antonio Magi, Segretario Nazionale Sumai e presidente Ordine dei Medici di Roma

«Avevo ancora i calzoni corti quando si parlava di potenziare il territorio. I calzoni si sono allungati e noi stiamo ancora aspettando che questo territorio sia finalmente potenziato». Questo uno dei passaggi dell’intervento del Segretario nazionale Sumai e presidente dell’Ordine dei medici di Roma Antonio Magi, intervenuto al Meeting dell’Amicizia di Rimini all’incontro “L’assistenza ai pazienti con cronicità. Sistemi a confronto”.

Un fenomeno, quello della cronicità che – ricorda Magi – «riguarda in Italia quasi 24 milioni di malati, un terzo degli italiani» e che «necessariamente richiede un cambiamento di paradigma della nostra sanità».

«Nel nostro Paese aumenta la speranza di vita – sottolinea Magi – e al contempo ogni anno perdiamo una città come Parma per non nati ovvero per la crescita sotto zero, grazie alla quale si arriverà molto rapidamente addirittura a 10 vecchi per bambino. Dunque questo povero bambini avrà sulle sue spalle 10 vecchi da gestire…e in questo deve essere aiutato», ammonisce il segretario Sumai. «Aumentando la cronicità – prosegue – aumenta la necessità servizi di prossimità vicini al paziente. Un paziente che oggi fa una vita normale e che necessita di un punto riferimento vicino che possa seguirlo nel suo percorso di cura».

«Per questo bisogna cambiare il paradigma della sanità», orientato sulla medicina di prossimità. Purtroppo però «dal 2009 parliamo di aggregazioni di equipe professionali, le cosiddette Aggregazioni funzionali territoriali, o di altre forme di assistenza che prendano in carico i pazienti sul territorio. Ma siamo nel 2019 e ancora ne stiamo parlando», conclude

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