Contributi e Opinioni 13 Settembre 2020

«A scuola anche l’ortottista per intercettare deficit visivo degli studenti»

di Danilo Mazzacane, Segretario Società Scientifica GOAL (Gruppo Oculisti Ambulatoriali Liberi)

di Danilo Mazzacane, Segretario GOAL

L’inizio dell’anno scolastico comporta ovunque preoccupazione e confusione circa le misure sanitarie relative all’emergenza Covid, da mettere in campo per tutelare studenti, docenti e personale scolastico.

Tuttavia è pur vero che da ogni evento negativo si può trarne insegnamento e stimolo per una ristrutturazione positiva e magari duratura nel tempo. L’occasione è ghiotta per riproporre la medicina scolastica con compiti non solo di sorveglianza sanitaria anti-Covid, ma anche di prevenzione ed educazione sanitaria.

Nell’ambito oftalmologico la valorizzazione e l’impiego nell’ambito scolastico dell’ortottista (figura sanitaria con formazione universitaria, creata per collaborare con il medico oculista) permetterebbe di intercettare precocemente le condizioni di deficit visivo degli studenti ed indirizzarli celermente alla esecuzione di una visita medica oculistica.

In tal modo si realizzerebbe una richiesta appropriata di visita medica oculistica e nello stesso tempo si supporterebbe il pediatra del territorio, che è spesso in difficoltà a curare un numero di piccoli pazienti superiore a quanti ne dovrebbe avere in carico, a causa della carenza di medici specialisti in pediatria disponibili attualmente in Italia.

Per esempio, il pronto riscontro della condizione di ambliopia (comunemente conosciuta come “occhio pigro”), può permettere di diagnosticare e correggere precocemente il difetto rifrattivo ed instaurare una terapia riabilitativa, recuperando una buona capacità visiva. Anche una educazione sanitaria in ambito oculistico si rileva utile per insegnare le regole per una migliore alimentazione, per il buon uso dei sistemi digitali, delle migliori condizioni ergonomiche da utilizzare e degli innovativi ausili ottici oggi disponibili.

Gli studenti sin dalla giovane età trascorrono la maggior parte del tempo a scuola e spesso in questa sede si evidenziano criticità che spesso sfuggono all’attenzione dei genitori per ragioni di vario genere, ed invece meritano un approfondimento medico specialistico.

La realizzazione di un gioco di squadra sanitario in ambito scolastico a supporto della salute degli studenti e di conforto per i genitori non può che porre le basi per una futura generazione in buona salute ed in condizione di affrontare al meglio le avversità della vita.

I recenti eventi avversi, che hanno funestato l’esistenza di tutta la popolazione italiana ed il desiderio di ripartire celermente in serenità e sicurezza, sono sicuramente uno stimolo per cercare di concretizzare i buoni propositi, investendo in maniera “buona” il debito che andremo a contrarre nel breve con l’Unione Europea.

 

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