Contributi e Opinioni 8 Luglio 2019 17:22

Patto per la Salute, la ricetta dell’UGL Sanità: «Per rilancio Ssn sblocco del turnover ed equiparare Sanità Pubblica e Privata»

È in corso al Ministero della Salute la “Maratona Patto per la Salute”. Nel giorno dei sindacati, anche l’UGL Sanità ha portato le sue ricette presentate dal segretario nazionale Ugl Sanità, Gianluca Giuliano, e dal dirigente nazionale Ugl Sanità, Gianluca Gaeta. «Nella presentazione della ‘Maratona Patto per la Salute’ due slide hanno particolarmente colpito la […]

È in corso al Ministero della Salute la “Maratona Patto per la Salute”. Nel giorno dei sindacati, anche l’UGL Sanità ha portato le sue ricette presentate dal segretario nazionale Ugl Sanità, Gianluca Giuliano, e dal dirigente nazionale Ugl Sanità, Gianluca Gaeta.

«Nella presentazione della ‘Maratona Patto per la Salute’ due slide hanno particolarmente colpito la nostra attenzione: ‘Tutti voi siete i pilastri della Salute’ e ‘bisogna sapere ascoltare’ – hanno sottolineato i due dirigenti sindacali – Preso atto di tale importante attestato di fiducia da parte del Ministero e sulla base della situazione attuale del SS, indichiamo quali sono, secondo noi, le criticità e le priorità da adottare per il rilancio del nostro comparto. Prima di tutto, per rilanciare il SSN, occorrono lo sblocco del turnover e l’equiparazione Sanità pubblica e privata, ponendo attenzione agli effetti di quota 100».

«La Sanità italiana, nonostante le moltissime eccellenze, sia in campo medico scientifico sia in ambito di assistenza diretta, non riesce a fornire prestazioni adeguate alle reali necessità dei cittadini. L’UGL Sanità si è già espressa positivamente sugli aumenti dei fondi destinati all’edilizia sanitaria e a quelli destinati agli abbattimenti delle liste di attesa. Ora è tempo però per il governo di affrontare la vera questione insoluta della Sanità partendo dallo sblocco del turn over e rinunciando al dannoso e fallimentare sistema dell’outsourcing».

«Un’attenzione particolare va posta anche sui possibili effetti di ‘quota 100’. Alla fine del 2018 circa 140.000 operatori sanitari dipendenti del SSN hanno raggiunto i requisiti per la pensione anticipata. Si tratta del 7.72% di tutti gli operatori della sanità del SSN. In un colpo solo, un perdita superiore a quella che il SSN ha subito tra il 2009 e il 2016. Questo è certamente un dato significativo, sulla base del quale bisogna pianificare in modo oculato i futuri piani di integrazione del personale».

«Secondo la nostra visione, è assolutamente doveroso equiparare i contratti della sanità  pubblica e di quella privata, anche attraverso il rinnovo del CCNL della Sanità privata fermo da 12 anni, in modo da scongiurare definitivamente il rischio di ritrovarsi con lavoratori di serie a e lavoratori di serie b. Solo così riusciremo a ridare dignità e credibilità a tutta la sanità e ai suoi lavoratori».

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