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Malattie e terapie 14 Settembre 2021

Tiroidite di Hashimoto: sintomi, alimentazione e cura

La tiroidite di Hashimoto è una delle cause più frequenti di ipotiroidismo nel mondo occidentale

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La tiroidite di Hashimoto è una malattia autoimmune della tiroide. Il difetto è nel sistema immunitario che non riconosce più la tiroide come un costituente normale dell’organismo e, di conseguenza, produce anticorpi che la attaccano. Fa parte della famiglia delle tiroiditi croniche autoimmuni. Si tratta di una malattia a impronta familiare e non ereditaria. C’è, alla base, una predisposizione genetica che interessa, in particolare, le donne e potrebbe manifestarsi in qualunque età della vita e/o saltare una generazione. La tiroidite di Hashimoto è tra le cause più frequenti di ipotiroidismo nel mondo occidentale.

La tiroidite di Hashimoto: perché è diversa dalle altre forme di tiroidite

È una variante variante più rara di tiroidite e si associa, di solito, a un aumento di volume del collo, il “gozzo”. Ci sono persone predisposte a sviluppare la tiroidite di Hashimoto perché soffrono di altre patologie su base autoimmune, come: il diabete, la celiachia e la vitiligine. Colpisce più frequentemente i soggetti con malattie genetiche quali: la sindrome di Down, la sindrome di Turner, la sindrome di Klinefelter.

La tiroidite di Hashimoto: perché è diversa dalle altre forme di tiroidite

La diagnosi e gli esami da fare

Per confermare la diagnosi, è necessario fare alcuni esami del sangue e un’ecografia. I primi verificano la presenza degli anticorpi antitireoperossidasi (aTPO) e antitireoglobulina (aTG) e i livelli degli ormoni:

  • T3 (tiroxina)
  • T4 (triiodotironina)
  • TSH (ormone tireostimolante, prodotto dall’ipofisi per stimolare la tiroide).

L’ormone tireostimolante (TSH) è il migliore indicatore per la funzionalità tiroidea. La sua presenza sarà alta, nei casi di ipotiroidismo e bassa, nei casi di ipertiroidismo. Quando è necessaria, la cura per la tiroidite di Hashimoto consiste nell’assunzione dell’ormone tiroideo T4 (levotiroxina) come avviene nell’ipotiroidismo. La cura, di solito, si esegue per tutta la vita.

La stanchezza eccessiva il primo sintomo

I sintomi dipendono dalla gravità dell’ipotiroidismo sviluppato dal paziente. In alcuni si tratta di forme molto leggere, asintomatiche o malesseri vaghi. Il primo, tra tutti, è una stanchezza sproporzionata rispetto alle attività quotidiane.

Con il progredire dell’ipotiroidismo, i pazienti lamentano:

  • Sonnolenza e stanchezza
  • senso di freddo
  • cute fredda e secca
  • voce che diventa più roca e aumento di peso corporeo
  • aumento di peso
  • irregolarità mestruale
  • difficoltà nella concentrazione
  • stitichezza
  • diminuzione dell’appetito;

Nei casi più complessi e avanzati, i sintomi si associano a stati d’ansia, attacchi di panico e depressione.

La dieta per la tiroide

È importante sapere quali sono i cibi che stimolano e quelli che inibiscono il lavoro della tiroide. Gli alimenti consigliati sono: cibi ricchi di Omega 3 e integrali, frutta e verdura di stagione e biologica, the verde ed olio extravergine d’oliva, zenzero e curcuma per l’azione antinfiammatoria. È bene ridurre i cibi eccessivamente lavorati e trasformati, la caffeina e l’alcool. Limitare al minimo anche l’assunzione di latte e latticini, carni, salumi, prodotti da forno e glutine. Non assumere le crocifere crude (cavoli, broccoli) perché rallentano le funzioni tiroidee. Attenzione anche a rape, ravanelli, spinaci, fagioli e soia e fragole e pesche.

Se si soffre di tiroidite di Hashimoto è consigliato mantenere un peso corporeo nella norma e fare attività fisica regolarmente.

 

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