Sanità 30 Ottobre 2026 17:11

Intelligenza artificiale e invecchiamento sano, l’OMS Europa approva due nuove strategie per la sanità

Le priorità comprendono sicurezza delle tecnologie, prevenzione, integrazione dei servizi e tutela delle persone più fragili

di Redazione
Intelligenza artificiale e invecchiamento sano, l’OMS Europa approva due nuove strategie per la sanità

I 53 Paesi della Regione europea dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) hanno approvato all’unanimità due nuove strategie: una roadmap per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei sistemi sanitari, relativa al periodo 2026-2033, e una strategia per l’invecchiamento sano fino al 2030. Le decisioni sono state adottate il 29 ottobre a Copenaghen, durante la 76ª sessione del Comitato regionale OMS per l’Europa.

I documenti affrontano due trasformazioni che interessano direttamente i sistemi sanitari: la crescente diffusione dell’intelligenza artificiale nella pratica clinica e nell’organizzazione dei servizi e l’aumento della popolazione anziana, che richiede interventi più efficaci di prevenzione, assistenza territoriale e sostegno alla non autosufficienza.

Intelligenza artificiale, una roadmap per sicurezza e governance

La roadmap 2026-2033 individua quattro aree prioritarie: governance e leadership; quadri etici, giuridici e regolatori; dati e infrastrutture digitali; sviluppo delle competenze, supporto all’attuazione e apprendimento.

L’OMS riconosce le potenzialità dell’intelligenza artificiale nella diagnosi precoce, nel monitoraggio dei pazienti e nella riduzione degli adempimenti amministrativi per i professionisti sanitari. La diffusione di queste applicazioni richiede però verifiche sulla sicurezza, sull’efficacia e sull’equità dei risultati, oltre a responsabilità chiaramente definite nelle decisioni cliniche e organizzative.

Corinne Capuano, responsabile ad interim dell’OMS Europa, ha sottolineato che l’intelligenza artificiale sta già modificando l’assistenza sanitaria, offrendo nuove possibilità per la diagnosi e il lavoro dei professionisti. La sua introduzione deve essere accompagnata da garanzie per la tutela dei diritti delle persone e per la fiducia dei cittadini.

Tra le indicazioni del documento figurano la qualità e la sicurezza dei dati, l’interoperabilità dei sistemi, la formazione del personale sanitario e la valutazione delle applicazioni nelle condizioni reali di utilizzo. La verifica dell’efficacia non deve limitarsi alla fase di sviluppo, ma proseguire dopo l’introduzione delle tecnologie nei servizi, considerando i risultati clinici e gli effetti sull’organizzazione dell’assistenza. La roadmap si basa anche sulla prima valutazione regionale del livello di preparazione dei sistemi sanitari all’intelligenza artificiale, pubblicata nel 2025 con il contributo di 50 dei 53 Paesi membri.

Per gli Stati dell’Unione europea, gli indirizzi OMS si affiancano al quadro normativo che comprende l’AI Act, lo Spazio europeo dei dati sanitari (European Health Data Space), il Regolamento generale sulla protezione dei dati e la normativa sui dispositivi medici. Il documento, privo di valore vincolante, è accompagnato da una guida operativa per i Paesi con differenti livelli di sviluppo digitale.

Durante i lavori del Comitato regionale, gli Stati hanno inoltre sostenuto l’istituzione di un nuovo ufficio OMS dedicato all’intelligenza artificiale, con funzioni di supporto tecnico, produzione di evidenze scientifiche, formazione e scambio di conoscenze.

Invecchiamento sano, prevenzione e assistenza lungo tutto l’arco della vita

La seconda strategia, intitolata Ageing is living, riguarda il periodo 2026-2030 e punta a migliorare la salute, l’autonomia e la qualità della vita delle persone anziane, intervenendo sulle condizioni che influenzano l’invecchiamento già nelle fasi precedenti della vita.

Il documento individua quattro ambiti di intervento: prevenire le malattie e preservare le capacità funzionali, trasformare i servizi sanitari e di assistenza di lungo periodo, promuovere ambienti favorevoli alle persone anziane e contrastare l’ageismo, cioè gli stereotipi e le discriminazioni legati all’età. L’OMS attribuisce particolare importanza alla prevenzione e alla continuità assistenziale. Cure primarie, riabilitazione, assistenza domiciliare e servizi di lungo periodo devono rispondere a bisogni che cambiano con l’avanzare dell’età, favorendo il mantenimento dell’autonomia e riducendo il rischio di disabilità evitabili. La strategia riconosce anche il ruolo dei caregiver familiari e la necessità di sostenerli attraverso servizi e interventi sociali adeguati. Un altro obiettivo riguarda la creazione di comunità e ambienti urbani che consentano alle persone anziane di mantenere relazioni, muoversi in sicurezza e partecipare alla vita sociale.

Alla definizione del documento hanno contribuito oltre 3mila persone, tra rappresentanti istituzionali, professionisti, ricercatori, organizzazioni della società civile e cittadini anziani, attraverso un percorso di consultazione durato quasi due anni.

L’OMS Europa sta inoltre sviluppando profili nazionali sull’invecchiamento sano per tutti i 53 Paesi membri e strumenti regionali di analisi che prenderanno in considerazione, oltre alla mortalità e alle condizioni di salute, le capacità funzionali, l’autonomia e le disuguaglianze.

Le implicazioni per l’Italia: valutazione delle tecnologie e assistenza agli anziani

Le due strategie offrono riferimenti anche per le politiche sanitarie italiane, pur non introducendo automaticamente nuove prestazioni o finanziamenti per il Servizio sanitario nazionale. Sul fronte dell’intelligenza artificiale, le indicazioni OMS possono contribuire a definire criteri più rigorosi per la valutazione delle applicazioni cliniche e organizzative, soprattutto quando incidono su diagnosi, percorsi di cura e accesso ai servizi. La roadmap offre inoltre alle associazioni dei pazienti un riferimento per chiedere maggiore trasparenza sui sistemi utilizzati, sulla loro validazione e sugli eventuali effetti differenti tra gruppi di popolazione. Il coinvolgimento dei cittadini nella progettazione e nella valutazione delle applicazioni può contribuire a individuare criticità che non emergono dalle sole verifiche tecnologiche.

Per l’invecchiamento sano, le indicazioni OMS si collegano alla riforma italiana delle politiche in favore delle persone anziane, avviata con la legge 33 del 2023 e il decreto legislativo 29 del 2024. I temi comuni riguardano la prevenzione della fragilità, l’integrazione tra assistenza sanitaria e sociale, la continuità delle cure e il sostegno alle persone non autosufficienti e ai caregiver. I nuovi strumenti di monitoraggio annunciati dall’OMS potranno inoltre offrire elementi utili per valutare le differenze territoriali nell’accesso ai servizi e nelle condizioni di salute della popolazione anziana. L’Italia partecipa al lavoro europeo sull’invecchiamento sano anche attraverso l’Ufficio OMS per gli investimenti per la salute e lo sviluppo di Venezia, che ospita il programma regionale dedicato al tema.