Un gesto semplice può diventare un ricordo indelebile quando riesce a trasmettere vicinanza e comprensione. Una ricerca dell’Università di Bristol indaga quali fattori psicologici rendono un abbraccio particolarmente significativo e perché alcune esperienze di contatto fisico restano impresse nella memoria
Un abbraccio può durare pochi secondi, ma il suo significato emotivo può accompagnare una persona anche a distanza di anni. Non è soltanto una questione di contatto fisico: conforto, sostegno e comprensione possono trasformare un gesto quotidiano in un’esperienza che continua a vivere nella memoria autobiografica. A indagare questo legame è uno studio coordinato dall’Università di Bristol, nel Regno Unito, pubblicato il 28 ottobre 2026 sulla rivista scientifica PLOS One. La ricerca, intitolata Why we hug: Individual differences predict emotional touch memories, ha analizzato le risposte di 15.049 adulti britannici tra i 18 e i 92 anni, coinvolti nel progetto internazionale The Touch Test, un’indagine sulle esperienze e sugli atteggiamenti nei confronti del contatto fisico. L’obiettivo era comprendere quante persone ricordassero un abbraccio per il suo effetto emotivo positivo, quali sensazioni lo rendessero memorabile e quanto caratteristiche individuali, come empatia e stile di attaccamento, contribuissero a questi ricordi.
Il dato più significativo riguarda la frequenza con cui le persone conservano il ricordo di un abbraccio emotivamente importante. Il 69,5% dei partecipanti ha dichiarato di ricordare un’esperienza di questo tipo, riconoscendole un effetto positivo sul proprio stato emotivo. Tra coloro che hanno riportato un ricordo, la motivazione più frequentemente indicata è stata il conforto, seguita da altre dimensioni relazionali, come il sostegno e la comprensione.
All’estremo opposto si colloca l’eccitazione fisica, risultata la motivazione meno frequentemente selezionata. Il risultato suggerisce che il valore attribuito a un abbraccio non dipende principalmente dalla sua componente sensoriale, ma dal significato che assume nella relazione tra le persone coinvolte. Sentirsi accolti, rassicurati e compresi sembra rappresentare l’elemento che più contribuisce a rendere memorabile un’esperienza di contatto affettivo.
I ricercatori hanno inoltre osservato differenze tra uomini e donne nelle motivazioni associate ai ricordi. Le donne hanno indicato più frequentemente il conforto, mentre gli uomini hanno riportato con maggiore probabilità l’eccitazione fisica, la cordialità e la comprensione. Si tratta, tuttavia, di differenze statistiche contenute, che non consentono di generalizzare le esperienze individuali sulla base del genere.
La ricerca non si è limitata a quantificare quante persone ricordassero un abbraccio, ma ha cercato di individuare le caratteristiche psicologiche associate alla probabilità di conservarne un ricordo positivo. Attraverso modelli statistici di regressione, gli studiosi hanno esaminato diversi fattori individuali, tra cui empatia, percezione corporea e dimensioni dello stile di attaccamento.
I risultati indicano che livelli più elevati di empatia e una maggiore attenzione alle sensazioni del proprio corpo sono associati a una maggiore probabilità di ricordare un abbraccio per il suo impatto emotivo positivo. Anche l’ansia legata all’attaccamento, ovvero la tendenza a sperimentare preoccupazione rispetto alla vicinanza e alla disponibilità affettiva degli altri, è risultata associata a una maggiore probabilità di riportare questi ricordi.
Un’associazione di segno opposto è emersa per l’evitamento relazionale: le persone che mostrano maggiore disagio nei confronti della vicinanza emotiva e dell’intimità tendono a riferire meno frequentemente ricordi positivi legati agli abbracci. Questi risultati suggeriscono che il modo in cui viviamo le relazioni e percepiamo il contatto fisico contribuisce a determinarne il significato emotivo, influenzando anche quali esperienze rimangono più facilmente accessibili alla memoria.
Per condurre l’indagine, gli autori hanno utilizzato i dati del Touch Test, un progetto di ricerca realizzato in collaborazione con Wellcome Collection e BBC Radio 4, che ha raccolto informazioni sulle esperienze e sulle percezioni del contatto fisico. La raccolta dei dati si è svolta online tra gennaio e marzo 2020, mentre lo studio pubblicato nel 2026 rappresenta un’analisi specifica delle risposte relative agli abbracci e alla loro rilevanza emotiva.
Ai partecipanti è stato chiesto se ricordassero un abbraccio per il suo effetto emotivo positivo e, in caso affermativo, quale fosse la ragione principale di quel ricordo. Le risposte sono state successivamente messe in relazione con le caratteristiche psicologiche e relazionali dei partecipanti, attraverso strumenti statistici che hanno permesso di individuare le associazioni tra le diverse variabili.
Gli autori hanno considerato anche le esperienze di contatto fisico durante l’infanzia e le abitudini di abbraccio nella vita adulta, per verificare se la familiarità con queste manifestazioni affettive fosse associata alla formazione di ricordi emotivamente significativi.
I risultati offrono una prospettiva interessante sul rapporto tra contatto fisico, caratteristiche individuali e memoria autobiografica, ma devono essere interpretati tenendo conto di alcuni limiti metodologici. Lo studio è osservazionale e basato su questionari autoriportati: non permette quindi di stabilire se determinate caratteristiche psicologiche favoriscano la formazione di ricordi positivi oppure se siano le esperienze di contatto affettivo a influenzare il modo in cui le persone vivono le relazioni.
Anche la composizione del campione richiede cautela nell’interpretazione. Circa il 75% dei partecipanti era costituito da donne e i risultati riguardano esclusivamente adulti britannici. Gli stessi ricercatori sottolineano che le conclusioni potrebbero non essere direttamente trasferibili a contesti culturali nei quali il contatto fisico, la vicinanza interpersonale e le manifestazioni di affetto seguono consuetudini differenti.
La ricerca non dimostra, dunque, che abbracciare qualcuno produca specifici benefici clinici o prevenga disturbi psicologici. Contribuisce però a chiarire perché alcuni gesti di vicinanza fisica assumano un significato emotivo così forte da rimanere impressi nella memoria: non conta soltanto il contatto, ma anche ciò che attraverso quel gesto viene comunicato e percepito.
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