Covid-19, che fare se...? 28 Marzo 2023 14:44

Cosa succede se mi vaccino mentre sono positivo al Covid-19?

Non ci sarebbe alcun pericolo a ricevere il vaccino da positivi, motivo per cui non è stato previsto alcun tampone prima della vaccinazione. Questo, indipendentemente, dal fatto che si tratti della prima dose o di un richiamo

Cosa succede se mi vaccino mentre sono positivo al Covid-19?

Non ci sarebbe alcun pericolo a ricevere il vaccino da positivi, motivo per cui non è stato previsto alcun tampone prima della vaccinazione. Questo, indipendentemente, dal fatto che si tratti della prima dose o di un richiamo. Quindi, come per il vaccino antinfluenzale, anche la presenza di sintomi lievi non è da considerarsi come una controindicazione alla vaccinazione, che dovrebbe invece essere rimandata in caso di febbre alta. Avrebbe però più senso vaccinarsi a distanza di 4-6 mesi da un’infezione naturale, vista che questa da sola potrebbe garantire una certa immunità per qualche mese. Ma non ci sono rischi per la salute nel caso la vaccinazione venga effettuata da una persona inconsapevole di essere positiva al virus Sars-CoV-2.

Il vaccino potrebbe funzionare di meno dopo un’infezione

Tuttavia, un recente studio dell’Università di Stanford ha dimostrato che, pur non essendoci controindicazione, il vaccino è più efficace nelle persone che non hanno mai avuto il Covid-19. Questo significa che le persone vaccinate post-infezione risultano potenzialmente meno protette da un’eventuale reinfezione. Prima di questo studio, invece, si riteneva che una precednete infezione da Covid migliorasse la risposta immunitaria di un individuo vaccinato, un fenomeno noto come immunità ibrida che gli scienziati ritengono fornisca una migliore protezione dal virus.

Vaccinarsi da infetti o meno è sempre meglio di non vaccinarsi

La comunità scientifica continua a concordare che la vaccinazione rimane la principale arma per difendersi dalla malattia grave. Se infatti i decessi e i ricoveri sono in calo è grazie alla combinazione di immunità da vaccino e immunità da infezioni precedenti. Al 2 marzo erano 8,63 milioni le persone che non hanno ricevuto nemmeno una dose di vaccino, di cui 8,28 milioni attualmente vaccinabili, pari al 13,9% della platea.

 

Iscriviti alla Newsletter di Sanità Informazione per rimanere sempre aggiornato

Articoli correlati
Covid: 3 o più dosi di vaccino in gravidanza aumentano la protezione dei neonati
Le donne in gravidanza che ricevono tre o più dosi di vaccino anti-Covid durante la gestazione presentano un livello di anticorpi specifici contro l’infezione nel cordone ombelicale di circa dieci volte più alto rispetto a quanto riscontrato nelle madri che hanno effettuato meno richiami. E questo offre una maggiore protezione ai nascituri. A dimostrarlo è uno studio condotto dagli scienziati dell’Università di Washington a Seattle
Covid: spray nasale con anticorpi protegge da infezione. Gli scienziati: “Approccio utile contro nuove varianti e in futuro anche contro altri virus”
I ricercatori del Karolinska Institutet, in Svezia, hanno dimostrato che lo spray nasale anti-Covid sviluppato, a base di anticorpi IgA, può offrire protezione dall'infezione. O almeno così è stato nei topi su cui è stato testato, come riportato da uno studio pubblicato su PNAS. I risultati aprono la strada a una nuova strategia per proteggere le persone ad alto rischio a causa delle diverse varianti del virus Sars-CoV-2 e possibilmente anche da altre infezioni
Morbillo: mappato il percorso del virus nel cervello
Per la prima volta è stata realizzata una sorta di mappa della diffusione del virus del morbillo nel cervello sulla base dei dati di un paziente colpito da una rara e letale malattia cerebrale, chiaara panencefalite sclerosante subacuta (SSPE). A realizzare l'impresa sono stati i ricercatori della Mayo Clinic in uno studio pubblicato su PLOS Pathogens
Herpes zoster: l’efficacia del vaccino diminuisce nel tempo
Uno studio pubblicato sul British Medical Journal ha valutato l'efficacia del vaccino vivo contro l'herpes zoster, che è risultata massima per i primi 12 mesi dalla vaccinazione ed è diminuita in modo sostanziale nel tempo
Long Covid: rischio sovrastimato? Comunità scientifica divisa
Tracy Beth Høeg dell’Università della California, San Francisco, e il suo team di ricerca hanno affermato che c'è una buona probabilità che il Long Covid sia stato sovrastimato. Le conclusioni del loro lavoro hanno sollevato un polverone di polemiche all'interno della comunità scientifica
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Advocacy e Associazioni

XVIII Giornata europea dei diritti del malato. Contro la desertificazione sanitaria serve un’alleanza tra professionisti, cittadini e istituzioni

La carenza di servizi sul territorio, la penuria di alcune specifiche figure professionali , la distanza dai luoghi di salute in particolare nelle aree interne del Paese, periferiche e ultraperiferich...
Contributi e Opinioni

Giornata Infermieri. Testimonianze: “Chi va via, e chi ritorna…”

Rosaria ha accolto l’ordine di servizio arrivato a dicembre 2013. Ad accompagnarlo una frase: “Sono pazienti particolari, si prenda cura di loro”. Era il 2013 e Rosaria da allora non...
Politica

Diabete: presentate al Governo le istanze dei medici e dei pazienti

Dopo aver promosso gli Stati Generali sul Diabete, lo scorso 14 marzo, alla presenza del ministro della Salute, di rappresentanti dell’ISS e di AGENAS, FeSDI, l'Università di Roma Tor Ver...