Sanità internazionale 21 agosto 2018

Perchè il movimento #MeToo non ha investito il mondo medico?

«Nell’epoca del #MeToo, è tempo che i medici si rendano conto che la loro professione non è immune da bullismo, molestie e discriminazioni e inizino a far qualcosa per porre fine a questi comportamenti»

«Nell’epoca del #MeToo, è tempo che i medici si rendano conto che la loro professione non è immune da bullismo, molestie e discriminazioni e inizino a far qualcosa per porre fine a questi comportamenti». Inizia con queste parole l’ultimo editoriale del Canadian Medical Association Journal a firma di Jayna M. Holroyd-Leduc e Sharon E. Straus.

«Come mai non c’è stata alcuna protesta contro rinomati medici uomini?», si chiedono le autrici. Forse perché nelle corsie degli ospedali non si verificano episodi di molestie nei confronti di medici e tirocinanti donne? Affatto. Ci sono studi, citati nell’editoriale, che documentano ed analizzano proprio questo genere di comportamenti subiti da molte dottoresse. Eppure nessuno ne parla, nessuno li denuncia.

Quella medica è una carriera lunga e stressante, una professione caratterizzata da molti anni di studio prima e lunghe ore di lavoro dopo, in cui la ben definita gerarchia porta le vittime di questi comportamenti a rispettare la «cultura del silenzio» per evitare di mettere a repentaglio il proprio futuro. Fattori che, secondo l’editoriale, possono dar vita ad un ambiente di lavoro poco salutare e poco professionale.

Ma è necessario che le cose cambino: «È ora di smettere di giustificare comportamenti non professionali dei medici nei confronti dei colleghi perché contribuiscono a salvare la vita dei pazienti. Assistere in silenzio a considerazioni non professionali o a vero e proprio bullismo fa passare il messaggio che si tratti di un comportamento accettabile. Al contrario, è necessario spingere e supportare i colleghi a parlare e a denunciare».

Per raggiungere questo obiettivo, il CMAJ consiglia una serie di azioni che possono essere intraprese per aiutare e sostenere concretamente le vittime: «Dovrebbero essere introdotti procedimenti più sicuri e trasparenti per denunciare comportamenti non professionali e per dar vita ad indagini giuste nei confronti di tutti coloro che ne siano coinvolti, supportando le vittime di bullismo, molestie o discriminazione. È tempo che tutte le strutture sanitarie e le scuole di formazione intraprendano delle iniziative volte a migliorare la cultura del rispetto anche nel mondo della medicina. Quando tutti saranno trattati con rispetto, a prescindere dal genere, dall’età, dalla razza o dallo stato della propria carriera, saranno in primis la professione e le cure per i pazienti a beneficiarne».

LEGGI ANCHE: IL 10% DELLE DOTTORESSE AMERICANE HA SUBITO MOLESTIE SESSUALI

Articoli correlati
Il 10% delle dottoresse americane ha subito molestie sessuali
Anche i medici di Oltreoceano devono fare i conti con il fenomeno delle aggressioni. Soprattutto se donne. E proprio dove è nato il movimento #metoo, neanche le dottoresse sono libere dall’incubo delle molestie sessuali. Secondo uno studio di Medscape, una dottoressa su 10 e il 15% delle specializzande hanno avuto un’esperienza di molestie sessuali sul […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Salute

Autodimissioni medici, turni massacranti e poco personale. Leoni (FNOMCeO): «Ecco perchè si lascia ospedale»

Il vicepresidente della Federazione degli Ordini ha coniato il termine per spiegare la fuga dei camici bianchi dalle corsie: «Sono sempre più i medici ospedalieri che, per il basso livello della qua...
Diritto

Ex specializzandi, 16 miliardi a rischio per le casse dell’erario. Arriva Ddl per accordo Governo e camici bianchi

C’è una bomba ad orologeria nelle casse pubbliche: la vertenza tra gli ex specializzandi ’78-2006 e lo Stato. Gli aventi diritto ammontano a oltre 110mila medici e il contenzioso costerà all’e...
Lavoro

Tagli alle pensioni, a rischio i medici? Cavallero (Cosmed): «Penalizzato anche chi è a 3700 euro. Veri risultati si ottengono con lotta all’evasione»

Il segretario generale della Confederazione: «Dal taglio delle cosiddette “pensioni d’oro” si potranno distribuire meno di 4 euro al mese. Così si apriranno solo contenziosi per lo Stato. Chi ...