Mondo 7 febbraio 2017

Mutilazioni genitali femminili, il San Gallicano punta su cultura e formazione

Il punto sulla lotta ad una delle peggiori piaghe che affligge milioni di donne nel mondo. Il Direttore Generale dell’IFO, Francesco Ripa di Meana: «Da oltre 25 anni medici e operatrici sanitarie del nostro istituto sono presenti nelle aree remote rurali come a Sheraro, e a Makallè, dove svolgono attività di formazione per le operatrici sanitarie»

«L’Istituto Dermatologico San Gallicano è da sempre attento alle problematiche di salute delle donne straniere, in particolare in Africa dove ha promosso varie attività e la nascita di diversi ospedali per fronteggiare il fenomeno delle Mutilazioni Genitali Femminili ed oggi conferma il proprio impegno nel contrasto di tale pratica sia nei paesi interessati al fenomeno e sia in Italia, anche come riferimento per molti operatori sanitari. Questo impegno si colloca nella particolare attenzione che insieme all’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena, rivolgiamo incessantemente alla salute delle donne». Così il Direttore Generale IFO, Francesco Ripa di Meana, è intervenuto in occasione del seminario promosso nella Giornata Mondiale contro le Mutilazioni Genitali.
Le MGF sono state messe al bando dall’Organizzazione Nazioni Unite nel 2012 quali violazione dei diritti umani e abuso irreversibile dell’integrità fisica di donne e bambine. Ma, evidenzia l’Ifo un una nota diramata in occasione della Giornata, «sebbene molti Paesi abbiano approvato leggi che proibiscono la pratica delle mutilazioni delle ragazze, ancora in molti villaggi, sono troppe le bambine sottoposte alla terribile pratica». «L’impegno del San Gallicano è sempre stato nella direzione di salvaguardia dell’integrità psicofisica di queste bambine – ha dichiarato Aldo Morrone nel corso del seminario tenutosi oggi presso la Sala Tevere della Regione Lazio – attraverso una rete di accordi scientifici con le principali università dello Stato del Tigray in Etiopia. Da oltre 25 anni sono presenti medici e operatrici sanitarie del nostro Istituto nelle aree remote rurali come a Sheraro, e a Makallè, dove svolgono attività di formazione per le operatrici sanitarie. Abbiamo inoltre avviato programmi di riqualificazione delle operatrici di MGF, attraverso corsi che permettono loro di entrare nello staff di operatrici sanitarie di base nei diversi distretti del continente africano e medio-orientale, facendo così cessare la loro attività di mutilazione delle bambine. Inoltre continua l’impegno a diffondere la cultura di riti di Passaggio Alternativi, che in pochi anni hanno salvato oltre 10 mila ragazze in Etiopia e in Eritrea in particolare».

Il Presidente della Regione, Nicola Zingaretti, che non ha potuto essere presente al seminario ha inviato un messaggio : «A tutti voi va il mio ringraziamento e il mio sostegno per quello che fate ogni giorno, con l’augurio che ci siano presto nuove occasioni per continuare a sensibilizzare e ad informare su un fenomeno che va combattuto con ogni mezzo a disposizione».

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