Diritto 6 dicembre 2016

Referendum, l’Italia ha detto No. Quale futuro per la sanità?

A rischio Lea, Ddl Gelli, rinnovo contratti e convenzioni SSN. Con il No al Referendum si aprono nuovi scenari per la sanità. Tante le domande in attesa di risposta

Lea, rinnovo contratti, rischio clinico, Ddl concorrenza e nodo farmacie, su questi punti forti incertezze all’indomani del No. Bocciata la riforma costituzionale, si aprono altri scenari politici. Un nuovo premier e una nuova squadra, il Governo è da riscrivere e anche per il comparto sanità c’è da mettere in conto una serie di cambiamenti. Intanto su richiesta del presidente della Repubblica Mattarella, il premier Renzi ha congelato le sue dimissioni in previsione dell’approvazione della importantissima Legge di Bilancio, il cui iter parlamentare ipoteticamente si concluderà entro la settimana. Nei prossimi giorni sarà tutto da vedere. Ma quali saranno le possibili trasformazioni che subirà la sanità? Alla guida del Ministero della Salute rimarrà Beatrice Lorenzin? Il Ministro, una delle maggiori sostenitrici del Sì e insieme a Matteo Renzi, con cui ha sottoscritto un patto dalle larghe intese, incassa la drammatica sconfitta. Dopo un iniziale silenzio stampa la Lorenzin ha fatto capolino su Twitter: «Insieme a milioni di italiani, abbiamo giocato una bella partita e l’abbiamo persa. È stato bello e giusto giocarla: per l’Italia», ha dichiarato con un pizzico di malinconia.

Sono molti i provvedimenti il cui futuro, all’indomani del No, diventa incerto. Innanzitutto, che accadrà ai Lea? Sui Livelli Essenziali di Assistenza il Parlamento deve ancora pronunciarsi ma dopo un lungo iter sembrava fossero giunti vicini al traguardo. Ora lo stop è inevitabile. Dunque toccherà al nuovo Governo vararli in Consiglio dei Ministri, ma quando? Con a capo quale Premier? I tempi sono stretti e per adesso si brancola nel buio. Molto probabilmente per l’approvazione definitiva si dovrà attendere più del previsto. Per quanto riguarda il rinnovo dei contratti invece, cosa accadrà? Quello per il pubblico impiego sembrerebbe una promessa che Renzi vuole mantenere a tutti i costi, ma i dipendenti del Sistema Sanitario Nazionale cosa devono aspettarsi? E per il rinnovo delle convenzioni? In questo scenario anche il rischio clinico rischia di sprofondare nella palude dell’incertezza.

Per quanto riguarda la responsabilità professionale invece, quale sarà il destino del Ddl Gelli? Il Disegno è stato approvato lo scorso gennaio alla Camera e attende la seconda lettura in Senato. Anche in questo caso, l’ipotesi più attendibile è un probabile slittamento a data da definire. C’è poi la Riforma Madia sulla Pubblica Amministrazione che, respinta dalla Corte Costituzionale, rimane sospesa insieme agli sforzi della Lorenzin e della Madia per riformare il sistema di nomine dei Direttori generali delle Aziende sanitarie con la costituzione del primo Albo nazionale. A rischio inoltre l’approvazione del Ddl di Riforma degli ordini, il Ddl Concorrenza e tutta la partita sul farmaco, sui ticket e sulle cure.

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