Salute 7 novembre 2017

AIOP: crisi SSN? Il privato è una delle soluzioni «ma abbiamo bisogno del supporto di politica e istituzioni»

«La sanità privata produce all’incirca un quarto delle prestazioni ospedalieri e specialistiche, vogliamo lavorare di più e dare un concreto aiuto al Paese, il decreto legislativo 95 ostacola e indebolisce» così il Presidente Nazionale Aiop Gabriele Pelissero

«In una Sistema Sanitario Nazionale sotto scacco per mancanza di risorse, l’ospedalità privata può offrire il suo contributo». Fa il punto sulle nuove sfide dell’assistenza sanitaria privata e pubblica il Presidente Nazionale Aiop Gabriele Pelissero intervistato in occasione dell’Healthcare Summit del Sole 24 Ore a Roma.

«Siamo consapevoli che le dinamiche della finanza pubblica sulla spesa sanitaria sono un problema che si sta ponendo sempre più intensamente – prosegue il Presidente -. Pertanto è indispensabile raggiungere dei livelli di efficienza e qualità sempre più elevati: questa è la vera sfida per la sostenibilità del Sistema Sanitario Italiano».

LEGGI ANCHE: PREVENZIONE E FORMAZIONE, PELISSERO (PRESIDENTE AIOP): «COSÌ LE STRUTTURE PRIVATE TENGONO BASSO IL CONTENZIOSO MEDICO-PAZIENTE»

«Da questo punto di vista la componente privata fornisce un concreto aiuto, infatti questa produce un quarto delle prestazioni ospedaliere e specialistiche del servizio – prosegue -. Oggi ci si trova di fronte ad un problema molto serio che non è solo un problema del privato, ma anche delle Regioni e della programmazione che sono gli strumenti per affrontare la sostenibilità: il decreto legislativo 95 del 6 luglio 2012 ha posto un blocco che impedisce alle Regioni di usare con flessibilità la componente privata accreditata che è presente in modo variabile e ha grandi capacità di organizzazione ed efficienza. Quello che noi stiamo chiedendo al Governo e anche alla Corte costituzionale è di rimuovere un blocco che non ha nessuna ragione di essere. Ricordo che noi siamo per Legge fermi ai volumi di attività prodotti nell’anno 2011 meno il 2%. Questo non ha senso in un momento in cui le liste d’attesa crescono, la pressione della domanda dei cittadini sul Sistema Sanitario Nazionale nella sua interezza è crescente e noi siamo in grado di produrre prestazioni con costi perfettamente allineati, molto competitivi e con grande soddisfazione degli utenti».

«Noi vogliamo lavorare di più vogliamo dare un aiuto concreto per l’implementazione dei nuovi LEA, bisogna liberare le Regioni da questo vincolo assurdo e consentire di mettere tutte le risorse esistenti a disposizione del SSN. Noi siamo prontissimi, – conclude il Presidente – speriamo che questo problema si risolva nell’interesse soprattutto dei cittadini italiani, del sistema e ovviamente anche dei nostri operatori sanitari che vogliono lavorare di più ma in questo momento non lo possono fare».

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