Formazione 3 ottobre 2016

ECM – “Richiamo” ai medici dagli OMCeO: «Mettersi in regola»

Il Vicepresidente dell’Ordine di Catania, Antonio Biondi: «Non sono pochi i colleghi in ritardo con l’obbligo. Dialogo aperto con le istituzioni per il rispetto della legge»

C’è una data, quella del 31 dicembre, cerchiata in rosso sul calendario perché segna la scadenza del triennio ECM 2014-2016. Da una parte ci sono i medici, a quanto risulta in molti casi indietro con i crediti, e per questo chiamati ad un’affannosa rincorsa. Dall’altra parte le istituzioni delle categorie, impegnate sia a svolgere i compiti di verifica sia a raccogliere gli input della categoria per rivedere un sistema formativo i cui scricchiolii rappresentano, ormai, campanelli d’allarme. Nelle ultime settimane si è fatto largo il progetto CPD (Continuous Professional Developement), che varcando le segrete stanze della Commissione Nazionale ECM in cui era al vaglio, ha avviato un nuovo confronto sul tema. Un tema al centro anche del recente appuntamento romano incentrato sulla chirurgia dove insieme a sostenibilità, innovazione, etica e tutela legale si è discusso anche dell’aggiornamento ECM. Importante la presenza di rappresentanti anche degli OMCeO, vere e proprie “sentinelle” della formazione continua con il loro strategico ruolo di raccordo tra i professionisti e le istituzioni preposte. Presente all’Auditorium Parco della Musica, Antonio Biondi, vice-presidente dell’Ordine dei Medici, Chirurghi e Odontoiatri di Catania, nonché consigliere del CNU (Consiglio Nazionale Universitario), ha offerto una interessante chiave di lettura della questione ECM.

Siamo alla scadenza del triennio 2014-2016 e si va verso il nuovo triennio con la prospettiva di diverse novità senza aver però ancora un quadro preciso, dal punto di vista numerico o di percentuale, dei medici in regola con l’obbligo formativo.

«Sì, credo che questa sia un po’ la nota dolente. In realtà non so fornire percentualmente un dato, però i medici che non hanno portato a buon fine non sono pochi. Noi Ordini dovremmo fare chiarezza su questo e fare “un richiamo” agli assistiti affinché si mettano in regola. Non vogliamo essere punitivi perché non è questo lo spirito, però è giusto che se c’è una legge venga rispettata».

Avvierete anche un momento di confronto con le istituzioni proprio per dare la possibilità a tutti di mettersi in regola?

«Sì, io credo che questo sia un passaggio importante, con gli OMCeO da una parte e le istituzioni dall’altra. Bisogna trovare il punto di congiunzione affinché tutti gli iscritti ai vari Ordini si mettano in regola per questo triennio e chiudere, dunque, questa pagina e guardare al futuro del prossimo triennio».

Da più parti, a cominciare dai pazienti, si chiede maggiore trasparenza sull’aggiornamento dei medici. Tra le proposte anche quella di esporre i crediti acquisiti negli studi medici, negli ambulatori, negli ospedali.

«Questo è da vedere e sarebbe una novità forte. Credo, però, che su questo si debba andare con piedi di piombo. Trasparenza sì, ma nel modo giusto per evitare che si producano messaggi fuorvianti: non è detto che il medico che abbia fatto tutti i suoi 150 crediti sia poi il più aggiornato. Insomma, prima di esporre questa medaglia, dobbiamo capirne il reale valore».

Articoli correlati
ECM, proroga in scadenza. Bovenga: «Premiare medici che investono in formazione»
Il Segretario FNOMCeO: «Sempre più frequenti le situazioni nelle quali i percorsi formativi dei professionisti vengono presi in considerazione nei procedimenti giudiziari ed addirittura nelle polizze assicurative. Non è questo l’aspetto che più mi appassiona, ma chi lo ignora rischia di venirne travolto»
ECM e medici del lavoro, cosa dice la normativa?
E’ il Decreto 81/2008 che fissa il limite minimo del 70% dell’obbligo formativo nella disciplina “Sicurezza nei luoghi di lavoro”. Pertanto, se ad esempio l’obbligo formativo standard è di 150 crediti nel triennio, il Decreto 81 impone ai medici del lavoro di conseguire almeno 105 crediti (pari al 70%) nella disciplina “Sicurezza nei luoghi di […]
Cos’è il dossier formativo?
Sempre sul sito COGEAPS (www.cogeaps.it ) ogni medico può volontariamente attivare il proprio Dossier Formativo, cioè dichiarare gli obiettivi formativi che si prefigge di raggiungere, che poi andrà riscontrato con gli eventi effettivamente frequentati. Al termine del periodo di osservazione, sarà quindi possibile verificare da un lato i fabbisogni formativi attesi e dall’altro la formazione effettivamente […]
Formazione, Bellomo (Univ. D’Annunzio Rieti): «Necessaria per medici e riabilitatori, ancora pochi in regola»
Ai microfoni di Sanità Informazione Rosa Bellomo, professoressa di Medicina Riabilitativa e membro del Comitato Scientifico del Provider ECM 2506 Sanità in-Formazione: «Nuove conoscenze, invenzioni e scoperte cambiano costantemente la medicina. Impensabile fermarsi alla formazione universitaria»
Quali riduzioni all’obbligo formativo sono previste per il triennio 2017/19 ?
I professionisti che nel precedente triennio (2014-2016) hanno compilato e soddisfatto il proprio dossier formativo individuale hanno diritto alla riduzione di 15 crediti dell’obbligo formativo nel presente triennio formativo (Determina della CNFC del 10 ottobre 2014). I professionisti sanitari che nel precedente triennio (2014-2016) hanno acquisito un numero di crediti compreso tra 121 e 150 […]
GLI ARTICOLI PIU’ LETTI
Diritto

EX SPECIALIZZANDI – Accordo transattivo, Zanetti (Viceministro Economia): «Presto una soluzione»

Sempre più vicina la soluzione del lungo contenzioso tra Stato e camici bianchi sul rimborso degli anni di specializzazione. Brucia le tappe la discussione al Senato sul Ddl n°2400 che propone un ac...
Lavoro

Contratto dei medici: ecco le cifre e le date di un rinnovo in salita…

Dopo sette anni di stallo, è giunto il momento del rinnovo del contratto per medici e infermieri? È braccio di ferro tra sindacati e Governo sulle cifre
di Valentina Brazioli
Salute

È il fruttosio il killer dei nostri bambini. Nobili (Bambino Gesù): «Danni sul fegato. A 2 anni rischio obesità»

Uno studio dei ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù dimostra la correlazione tra consumo di alte quantità di fruttosio e sviluppo di malattie epatiche gravi. Valerio Nobili, specialis...