Cittadinanzattiva avvia la seconda annualità dell’Osservatorio VRS per monitorare accesso, organizzazione e differenze territoriali nell’offerta vaccinale.
La vaccinazione contro il Virus Respiratorio Sinciziale entra sempre più stabilmente nelle strategie di prevenzione, ma l’accesso non è ancora uguale in tutta Italia. È da questo dato che parte la seconda annualità dell’Osservatorio VRS promosso da Cittadinanzattiva, che nel 2026 concentra l’attenzione soprattutto sugli adulti fragili e sulle persone anziane.
La prima edizione dell’Osservatorio aveva già messo in luce un quadro molto differenziato tra le Regioni, sia sul piano delle scelte organizzative sia per quanto riguarda tempi e modalità di accesso. Un tema che resta aperto anche ora che gli strumenti di prevenzione contro il VRS sono aumentati e il loro utilizzo sta entrando in una fase più strutturata.
Per i nuovi nati e per la vaccinazione in gravidanza il percorso appare più definito, mentre per gli adulti fragili e gli anziani permangono differenze che possono tradursi in opportunità di protezione non omogenee. In alcune aree l’offerta è più organizzata e riconoscibile, in altre i percorsi risultano meno chiari o ancora in fase di definizione.
È su queste distanze che Cittadinanzattiva intende lavorare, raccogliendo informazioni comparabili tra i territori e osservando come la vaccinazione venga concretamente proposta alle persone che possono trarne maggiore beneficio. Non si tratta soltanto di verificare se una misura sia disponibile, ma anche di capire quanto sia semplice per il cittadino sapere se rientra tra i destinatari, a chi deve rivolgersi e in quali sedi può ricevere la vaccinazione. Per anziani e persone fragili, infatti, l’efficacia di una strategia di prevenzione dipende anche dalla capacità del sistema sanitario di renderla accessibile in modo chiaro e tempestivo. Differenze nei criteri, nell’organizzazione dei servizi o nei tempi di attivazione possono pesare direttamente sulla possibilità di proteggersi.
Il lavoro dell’Osservatorio può contribuire a mettere meglio a fuoco dove si concentrano le principali criticità e quali modelli organizzativi stanno funzionando meglio. Disporre di dati confrontabili tra Regioni può aiutare a individuare le aree in cui intervenire e a ridurre le distanze ancora presenti nell’offerta. La sfida è evitare che la possibilità di accedere alla prevenzione dipenda dalla Regione di residenza. Perché una strategia vaccinale sia davvero efficace, infatti, non basta che gli strumenti siano disponibili: devono essere facilmente accessibili e inseriti in percorsi chiari per le persone che ne hanno maggiore bisogno.