Lettera aperta di Cittadinanzattiva e Associazione Pazienti BPCO al Ministro della Salute. Le organizzazioni chiedono chiarimenti sul Piano nazionale 2027-2031 e risorse dedicate alla prevenzione negli adulti più vulnerabili
Il Piano nazionale di immunizzazione 2027-2031 era atteso entro il 30 settembre, almeno nella forma di una proposta da presentare secondo gli impegni assunti dal Ministero della Salute con le Regioni. A oltre un mese da quella scadenza, Cittadinanzattiva e Associazione Pazienti BPCO tornano a chiedere tempi certi e rivolgono al ministro Orazio Schillaci un appello per garantire la prevenzione contro il Virus respiratorio sinciziale (VRS) anche agli anziani e agli adulti fragili. Nella lettera aperta inviata il 6 novembre, le due organizzazioni sollecitano inoltre la creazione di un Fondo temporaneo dedicato, utilizzando eventuali risorse non spese tra quelle già stanziate per la prevenzione.
La richiesta arriva mentre la stagione dei virus respiratori è entrata nel vivo e la protezione degli adulti a maggior rischio non dispone ancora, secondo le associazioni, di una strategia nazionale sufficientemente definita. Il VRS, spesso associato alle infezioni della prima infanzia, può provocare conseguenze importanti anche nelle persone anziane e in chi convive con malattie croniche, in particolare respiratorie e cardiovascolari, aumentando il rischio di complicanze e ricoveri.
“Sebbene siano disponibili strumenti di prevenzione efficaci e si siano compiuti importanti passi in avanti per l’età pediatrica, per gli anziani e gli adulti fragili permane una forte incertezza dovuta all’assenza di una strategia nazionale”, scrivono le organizzazioni. Una situazione che, avvertono, rischia di lasciare la possibilità di accedere alla prevenzione alle diverse capacità finanziarie e organizzative delle Regioni.
La scadenza richiamata nella lettera deriva dall’Intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni il 18 dicembre 2025, che prevedeva la presentazione entro il 30 settembre 2026 di una proposta di Piano nazionale di immunizzazione 2027-2031, comprensiva dell’aggiornamento del Calendario vaccinale. Il precedente Piano 2023-2025 è stato prorogato fino alla fine del 2026.
L’attesa per il nuovo documento è stata più volte al centro del dibattito sanitario. Anche Sanità Informazione, negli approfondimenti pubblicati il 14 ottobre in occasione del Prevention Talk e del confronto promosso dalla Società italiana di malattie infettive e tropicali (SIMIT), aveva richiamato la necessità di aggiornare le strategie nazionali alla luce delle nuove possibilità di immunizzazione, con particolare attenzione al VRS, alla protezione degli adulti e al superamento delle differenze territoriali.
Nel corso del confronto promosso da SIMIT erano state ricordate anche le dimensioni del problema: secondo le stime del Ministero della Salute richiamate durante l’incontro, il VRS è associato ogni anno in Italia, tra gli over 60, a circa 290mila casi, 26mila ricoveri e 1.800 decessi.
Cittadinanzattiva e Associazione Pazienti BPCO chiedono ora al Ministero di chiarire a che punto sia l’elaborazione del Piano, quali tempi siano previsti per la sua approvazione e quali valutazioni siano state condotte sull’immunizzazione delle persone anziane e fragili. Nella lettera invitano inoltre a scongiurare nuove proroghe, ritenendo necessario definire quanto prima un’offerta di prevenzione accessibile su tutto il territorio.
Accanto alla programmazione, le associazioni sollevano la questione delle risorse. La Legge di Bilancio 2026 ha previsto, tra gli stanziamenti destinati al rafforzamento della prevenzione collettiva e della sanità pubblica, 238 milioni di euro annui a decorrere dall’anno in corso. Cittadinanzattiva e Associazione Pazienti BPCO chiedono di verificarne l’effettivo utilizzo e valutare se eventuali economie possano finanziare un Fondo temporaneo specificamente destinato alla prevenzione del VRS negli anziani e negli adulti fragili, sul modello di quanto già previsto per i neonati. Non si tratta, quindi, di risorse che le organizzazioni considerano già disponibili, ma di una proposta subordinata alla verifica degli stanziamenti non utilizzati. Il Fondo permetterebbe, nelle loro intenzioni, di sostenere gli interventi di prevenzione durante l’attesa del nuovo Calendario nazionale.
La lettera insiste anche sulla necessità di valutare le politiche vaccinali considerando i benefici sanitari ed economici nel medio e lungo periodo, oltre ai costi immediati. Per le persone con BPCO e altre patologie croniche, prevenire un’infezione respiratoria può significare ridurre il rischio di riacutizzazioni, ospedalizzazioni e perdita di autonomia.
L’iniziativa si inserisce nel lavoro dell’Osservatorio civico sul VRS, promosso da Cittadinanzattiva insieme all’Associazione Pazienti BPCO, a società scientifiche ed esperti, che lo scorso 29 settembre ha avviato la sua seconda annualità. In quell’occasione era già stata ribadita la richiesta di un percorso nazionale capace di assicurare una protezione omogenea alla popolazione più vulnerabile. Senza indicazioni condivise e una copertura finanziaria definita, avvertono le associazioni, l’accesso agli strumenti di prevenzione rischia di dipendere dalla Regione di residenza. Una criticità particolarmente rilevante per le persone con malattie croniche, che già devono confrontarsi con differenze territoriali nell’organizzazione dei servizi e nella presa in carico.
“Garantire un accesso equo alla prevenzione significa tutelare il diritto alla salute, soprattutto delle persone che, per età e condizioni cliniche, sono maggiormente esposte alle conseguenze della malattia. Su questo obiettivo chiediamo un impegno chiaro e tempestivo”, dichiara Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva.